| Gazzetta n. 52 del 4 marzo 2026 (vai al sommario) |
| CORTE DEI CONTI |
| DELIBERA 5 febbraio 2026 |
| Linee guida per la relazione dell'organo di revisione economico-finanziaria dei comuni, delle citta' metropolitane e delle province, sul rendiconto 2025, per l'attuazione dell'articolo 1, comma 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. (Delibera n. 8/SEZAUT/2026/INPR). |
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LA CORTE DEI CONTI Sezione delle autonomie
Nell'adunanza del 5 febbraio 2026; Visto l'art. 100, comma 2, della Costituzione; Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Vista la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1; Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 243; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti; Visto il regolamento per l'organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, approvato dalle Sezioni riunite con la deliberazione n. 14 del 16 giugno 2000, e successive modifiche e integrazioni; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il testo unico delle leggi sugli enti locali (Tuel) e successive modificazioni, ed in particolare l'art. 148-bis del Tuel, cosi' come introdotto dalla lettera e), del comma 1 dell'art. 3, decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in particolare l'art. 7, commi 7 e 8; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006) e, in particolare, l'art. 1, commi 166 e seguenti; Visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante «Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42», corretto e integrato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126; Vista la legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante le disposizioni per la formazione del bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e del bilancio pluriennale per il triennio 2025-2026; Valutate le osservazioni fatte pervenire dai Presidenti delle Sezioni regionali di controllo, ai quali lo schema del questionario, allegato alle linee guida per la relazione dell'organo di revisione dei comuni, delle Citta' metropolitane e delle province sul rendiconto 2025, e' stato previamente trasmesso, con nota prot. n. 2801 del 29 gennaio 2026, a firma del Presidente preposto alla funzione di coordinamento della Sezione delle autonomie; Viste le note del Presidente della Sezione delle autonomie preposto alla funzione di coordinamento, nn. 2809, 2810 e 2811 del 29 gennaio 2026, con le quali la bozza del questionario allegato alle linee guida per la relazione dell'organo di revisione dei comuni, delle citta' metropolitane e delle province sul rendiconto 2025 e' stata trasmessa ai Presidenti dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e dell'Unione province italiane (UPI), nonche' al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili; Esaminate le argomentazioni esposte dall'ANCI, con nota acquisita al protocollo della Sezione delle autonomie con il n. 3657 del 5 febbraio 2026; Vista l'assenza di rilievi o suggerimenti comunicata dal Presidente dell'UPI con nota prot. n. 50 del 3 febbraio 2026, acquisita al protocollo della Sezione delle autonomie con il n. 3538/2026; Vista la nota del Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, acquisita al protocollo della Sezione con il n. 3490 del 3 febbraio 2026, in cui si comunica l'assenza di osservazioni sui contenuti del questionario da parte del Consiglio; Vista la nota del Presidente della Corte dei conti n. 2857 del 29 gennaio 2026 di convocazione della Sezione delle autonomie per l'adunanza odierna; Vista la nota del Presidente preposto alla funzione di Referto della Sezione delle autonomie, prot. n. 2935 del 30 gennaio 2026, con la quale si comunica ai componenti del Collegio la possibilita' di partecipazione all'adunanza da remoto; Udito il Relatore, Consigliere Luigi Di Marco;
Delibera:
di approvare gli uniti documenti, che costituiscono parte integrante della presente deliberazione, riguardanti le Linee guida e il relativo questionario per la relazione dell'Organo di revisione sul rendiconto 2025, ai sensi dell'art. 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). La presente deliberazione sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Cosi' deliberato in Roma nell'adunanza del 5 febbraio 2026.
Il Presidente: Carlino Il relatore: Di Marco Depositata in segreteria il 18 febbraio 2026. Il dirigente: Galli |
| | Allegato Linee guida per la relazione dell'Organo di revisione dei comuni, delle citta' metropolitane e delle province sul rendiconto 2025 per l'attuazione dell'art. 1, comma 166 e seguenti della legge 23 dicembre 2005, n. 266 1. Premessa. Le linee guida ed i questionari sul rendiconto 2025, nel solco delle precedenti versioni, sono finalizzate ad intercettare i fenomeni di maggiore rilevanza ai fini della verifica e della conservazione, anche in prospettiva, degli equilibri di bilancio degli enti locali in un contesto di finanza pubblica caratterizzato da un'elevata dinamicita' normativa e da crescenti esigenze di coordinamento. In tale prospettiva, la loro tempestiva adozione, largamente antecedente al termine del 30 aprile fissato per l'approvazione del rendiconto, consente di rafforzarne la funzione di riferimento operativo per gli organi di revisione e per le amministrazioni. L'anticipata disponibilita' permette, infatti, ai revisori di orientare in modo consapevole la redazione della relazione al rendiconto e, ancor prima, agli enti di tener conto, nella predisposizione degli schemi contabili, degli aspetti di maggiore interesse ai fini della verifica degli equilibri finanziari e della corretta rappresentazione dei risultati della gestione, contribuendo a rendere il rendiconto uno strumento informativo piu' aderente alle finalita' del controllo finanziario. La presente edizione si colloca nel quadro della programmazione delle attivita' di controllo per l'anno 2026 definita dalle Sezioni Riunite con deliberazione n. 26/SSRRCO/INPR/2025 e da questa Sezione delle autonomie con deliberazione n 1/SEZAUT/2026/INPR, che valorizzano il rendiconto della gestione quale momento centrale di verifica ex post della sostenibilita' delle scelte finanziarie operate dall'ente e della corretta applicazione delle regole contabili, nonche' quale base informativa imprescindibile per l'orientamento dei controlli sui successivi documenti previsionali. Le linee guida e il questionario lasciano impregiudicata la facolta' delle Sezioni regionali di controllo di svolgere ulteriori approfondimenti istruttori e costituiscono un ausilio anche per le attivita' delle Sezioni delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome, nel rispetto dei regimi di autonomia ad esse applicabili. Le informazioni acquisite potranno essere utilizzate dalla Sezione delle autonomie ai fini del referto al Parlamento sugli andamenti complessivi della finanza territoriale, oltre che per la predisposizione del contributo alle relazioni semestrali al Parlamento, ai sensi dell'art. 7, comma 7, della legge n. 131/2003, sull'avanzamento dei progetti finanziati con risorse PNRR intestati agli enti territoriali in qualita' di soggetti attuatori. L'allegato questionario sul rendiconto 2025 e' stato elaborato da un gruppo di lavoro della sezione con il contributo attivo dei rappresentanti delle Sezioni territoriali. Il documento e' stato affinato grazie al confronto con esperti in contabilita' pubblica e revisione legale, e preventivamente trasmesso alle Sezioni regionali, alle principali associazioni degli enti locali (ANCI e UPI) ed al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. 2. Le novita' di rilievo. Tra le novita' del questionario si segnala, innanzitutto, l'introduzione di specifici quesiti in materia di PNRR e PNC, finalizzati a presidiare le fasi conclusive dei progetti finanziati e le connesse ricadute contabili sul rendiconto della gestione. In particolare, le nuove domande sono volte a verificare che le eventuali risorse ricevute in eccedenza rispetto alla spesa effettivamente sostenuta siano state utilizzate secondo le indicazioni fornite dall'Amministrazione centrale titolare della misura, assicurando la corretta applicazione dei vincoli di destinazione e la coerenza con le disposizioni attuative di riferimento. Ulteriori quesiti riguardano le ipotesi di definanziamento o revoca dei contributi, al fine di accertare che l'ente abbia provveduto a garantire integrale copertura in bilancio degli eventuali obblighi di restituzione nei confronti dell'amministrazione titolare, nonche' a rappresentare correttamente le relative operazioni contabili. Con riferimento ai contributi richiesti agli enti come concorso agli obiettivi di finanza pubblica, il questionario e' stato aggiornato per tenere conto della stratificazione normativa che caratterizza l'esercizio 2025, unico esercizio in cui trovano contestuale applicazione le misure previste dalla legge n. 178 del 2020, dalla legge n. 213 del 2023 e dalla legge n. 207 del 2024. In tale contesto, le domande sono orientate a verificare, da un lato, la corretta contabilizzazione dei contributi che si traducono in riduzioni delle risorse spettanti agli enti locali, mediante i previsti meccanismi di regolazione contabile, e, dall'altro, la regolare costituzione del Fondo obiettivi di finanza pubblica, istituito a decorrere dall'esercizio 2025, in coerenza con le disposizioni vigenti. I quesiti recepiscono inoltre le disposizioni in materia di fondo pluriennale vincolato, di cui all'art. 1, comma 660, della legge di bilancio 2026, che incidono sulle modalita' di conservazione e successiva riprogrammazione delle risorse destinate al finanziamento di spese di investimento non ancora impegnate in caso di contratti sotto soglia (accertamento integrale delle entrate che costituiscono la copertura dell'intera spesa di investimento; e verifica del progetto di fattibilita' tecnico-economica con formale affidamento della progettazione esecutiva). Sono stati invece confermati i quesiti sulla corrispondenza contabile delle partite creditorie e debitorie dell'ente con l'Unione, le Comunita' montane o i Consorzi di appartenenza, nella consapevolezza che la corretta gestione di tali partite riduce il rischio di disallineamenti contabili suscettibili di incidere sugli equilibri di bilancio. Nella sezione «domande preliminari», come per il precedente rendiconto, e' stata mantenuta la richiesta al revisore di indicare eventuali criticita' o anomalie rilevate, specificandone l'esito nel documento definitivo approvato dall'assemblea elettiva di riferimento. A tal fine, sono state predisposte risposte multiple volte a intercettare le casistiche piu' comunemente riscontrate, al fine di favorire un'omogenea rappresentazione delle principali aree di rischio emerse in sede di controllo. 3. Equilibri e gestione finanziaria. Rimane priva di sostanziali modifiche, rispetto alla versione precedente, la sezione dedicata alla cassa e alla sua composizione tra cassa libera e cassa vincolata. Come di consueto, si chiede conto del ricorso all'utilizzo, in termini di cassa, di fondi vincolati previsto dall'art. 195 del TUEL, unitamente al ricorso alle anticipazioni di tesoreria disciplinate dall'art. 222 del medesimo decreto, quali strumenti di gestione della liquidita' cui l'ente puo' fare ricorso in presenza di temporanee tensioni finanziarie. In tale ambito si inserisce l'introduzione, in sede di rendiconto, di una specifica domanda sul Piano dei flussi di cassa, finalizzata a consentire una verifica, per la prima volta in chiave consuntiva, della coerenza tra la programmazione dei flussi finanziari effettuata nel corso dell'esercizio e l'andamento effettivo della gestione di cassa, anche al fine di valutare l'efficacia degli strumenti di pianificazione introdotti a decorrere dal bilancio di previsione 2025. In stretta connessione con la gestione della cassa, il questionario conferma e rafforza il focus sulla gestione dei residui, prevedendo specifiche domande volte a verificarne la coerenza sia con le operazioni di accertamento ordinario sia (con riferimento ai soli residui passivi) con le risultanze della piattaforma dei crediti commerciali al 31 dicembre 2025. In questo contesto si colloca anche l'aggiornamento dei quesiti finalizzati ad accertare la congruita' degli accantonamenti in sede di rendiconto 2025, elementi essenziali per una corretta determinazione del risultato di amministrazione. In particolare, il Fondo crediti di dubbia esigibilita' (FCDE), confermando la tradizionale impostazione, e' analizzato con specifico riguardo ai crediti di dubbia e difficile esazione scaduti da oltre tre anni, ma non prescritti, nonche' a quelli assolutamente inesigibili o insussistenti. Con riferimento all'efficienza della riscossione, pacificamente riconosciuta come uno dei principali fattori di criticita' nella gestione finanziaria degli enti territoriali e alla base delle piu' diffuse crisi di liquidita', il questionario al rendiconto 2025 e' strutturato in modo da consentire una lettura integrata e sistemica dei diversi profili che concorrono a definire la sostenibilita' della gestione finanziaria. In tale prospettiva, la capacita' di riscossione e' posta in relazione con l'andamento della cassa, con la dinamica dei residui e con l'adeguatezza degli accantonamenti, quale elemento trasversale in grado di incidere sull'intero ciclo finanziario dell'ente. Ulteriore profilo di verifica e' rappresentato dal rispetto degli obblighi normativi in materia di tempestivita' dei pagamenti e di fondo garanzia debiti commerciali (FGDC), la cui corretta applicazione e contabilizzazione, anche alla luce degli accantonamenti effettuati negli esercizi precedenti, consente di valutare le ricadute della capacita' di riscossione e della gestione della liquidita' sul ciclo dei pagamenti. Da ultimo, sono state riproposte domande e tabelle funzionali a fornire evidenza della composizione e dell'evoluzione del risultato e del disavanzo di amministrazione, del rispetto dei vincoli di finanza pubblica e della salvaguardia degli equilibri di bilancio, completando un impianto informativo unitario volto a consentire una valutazione complessiva della solidita' della gestione finanziaria e della capacita' dell'ente di mantenere nel tempo condizioni di equilibrio. 4. Spesa per il personale. La sezione del questionario dedicata alla spesa di personale, ormai stabilmente inserita nel sistema dei controlli sul rendiconto della gestione, e' volta a presidiare uno degli ambiti maggiormente rilevanti ai fini della verifica degli equilibri di bilancio e della sostenibilita' della spesa corrente, anche in considerazione della elevata rigidita' che la caratterizza e degli effetti di medio-lungo periodo che ne derivano. In tale contesto, il questionario conferma l'attenzione rivolta al rispetto dei vincoli e dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente, nonche' alla corretta applicazione delle disposizioni in materia di assunzioni e trattamento accessorio del personale, nella consapevolezza che eventuali criticita' in questo ambito possono produrre effetti strutturali e difficilmente reversibili sugli equilibri finanziari dell'ente. Tra i profili di approfondimento, assumono rilievo le domande sull'avvocatura, finalizzate a fornire un quadro informativo unitario sia sull'eventuale presenza di un ufficio di avvocatura interna sia sul ricorso a incarichi legali esterni nel corso dell'esercizio cui il rendiconto si riferisce. Ulteriori quesiti sono volti a monitorare la determinazione del fondo per le risorse decentrate e la stipula del contratto collettivo integrativo decentrato, al fine di verificare la tempestivita' degli adempimenti, nonche' la coerenza delle previsioni contrattuali con le risorse disponibili e con gli obiettivi di finanza pubblica. 5. Indebitamento. Una sezione dedicata del questionario e' finalizzata alla verifica dei parametri di capacita' e sostenibilita' dell'indebitamento, mediante il riscontro del rispetto del limite di cui all'art. 204 del TUEL, quale presidio fondamentale dell'equilibrio finanziario di medio-lungo periodo. In tale ambito, il questionario richiede informazioni sullo stato dei contratti relativi a strumenti finanziari derivati eventualmente in essere, al fine di consentire una valutazione complessiva dell'esposizione debitoria dell'ente e dei connessi profili di rischio finanziario. Il questionario introduce, inoltre, la rilevazione del tasso medio del debito residuo di finanziamento, quale indicatore volto a integrare l'analisi quantitativa dei limiti di indebitamento con una valutazione della sostenibilita' economica dell'onere finanziario connesso al servizio del debito. La disponibilita' di tale informazione consente di apprezzare l'incidenza complessiva dei costi di finanziamento sulla gestione corrente e si colloca in una prospettiva coerente con il progressivo rafforzamento di logiche di tipo economico-patrimoniale, anche in vista dell'evoluzione dei sistemi contabili verso il modello unico di contabilita' su base accrual. 6. Organismi partecipati e societa' a controllo pubblico. Non si registrano sostanziali elementi di novita', nei quesiti ricadenti nella sezione organismi partecipati, che continuano ad intercettare il corretto adempimento degli obblighi legali relativi alla ricognizione delle partecipazioni detenute, degli obblighi informativi e degli ulteriori adempimenti previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, nonche' la corretta rilevazione degli effetti economico-finanziari delle partecipazioni sul rendiconto dell'ente. Le limitate rimodulazioni intervenute rispondono all'esigenza di tener conto dell'evoluzione del quadro normativo di riferimento. Non sono state riproposte nel questionario al rendiconto le domande concernenti il programma di valutazione del rischio di crisi delle societa' controllate, in quanto tali profili sono ora presidiati in sede previsionale, in coerenza con la natura prospettica dello strumento e con le tempistiche di adozione e pubblicazione previste dalla normativa vigente. Resta ferma, in ogni caso, la rilevanza della sezione in esame ai fini del controllo sugli equilibri complessivi della gestione, e delle criticita' connesse al sistema delle partecipazioni, nella consapevolezza del ruolo che tali soggetti possono assumere nella dinamica finanziaria dell'ente. 7. Contabilita' economico patrimoniale. La sezione del questionario dedicata alla contabilita' economico-patrimoniale e' stata riorganizzata mediante lo sdoppiamento dell'area di indagine in due sezioni distinte, ma tra loro strettamente coordinate, al fine di riflettere l'attuale assetto del sistema contabile degli enti territoriali e, al contempo, accompagnarne l'evoluzione verso il modello accrual. Una prima sezione e' dedicata alla contabilita' economico-patrimoniale disciplinata dall'allegato 4/3 al decreto legislativo n. 118 del 2011, tuttora vigente. In tale ambito, in continuita' con quanto indicato nel programma delle SS.RR. (deliberazione n. 26/SSRRCO/INPR/2025) e della Sezione delle Autonomie (deliberazione n. 1/SEZAUT/2026/INPR), il questionario non si limita alla verifica formale degli adempimenti obbligatori, ma e' orientato a richiamare l'attenzione degli enti sugli istituti dell'ordinamento contabile attuale che, gia' oggi applicabili, sono destinati ad assumere un ruolo strutturale nel sistema accrual, al fine di favorirne un'applicazione sostanziale e non meramente adempimentale. In questa prospettiva, assume particolare rilievo la domanda volta a verificare, anche in via propedeutica all'introduzione dell'accrual, con quali modalita' l'ente abbia collegato la gestione degli inventari e la contabilita' economico-patrimoniale, ponendo in evidenza il grado di effettiva connessione tra tali ambiti e la capacita' dell'ente di utilizzare le informazioni patrimoniali come componente essenziale del sistema di informazioni contabili. Coerentemente, il questionario approfondisce ulteriormente il tema del patrimonio chiedendo di dare evidenza delle eventuali componenti ancora in corso di ricognizione o in attesa di perizia, nonche' della giustificazione delle variazioni del patrimonio netto intervenute nel corso dell'esercizio. Tali quesiti, pur collocandosi nell'ambito di adempimenti gia' obbligatori nel vigore della contabilita' armonizzata ai sensi del decreto legislativo 118/2011, sono chiaramente orientati a richiamare l'attenzione degli enti su profili che assumeranno un rilievo centrale nel sistema accrual (entrato ormai nella fase pilota), in particolare con riferimento ai processi valutativi e alla necessita' di assicurare gia' in prima applicazione una rappresentazione patrimoniale attendibile, coerente e trasparente. Accanto a tale sezione, il questionario prevede una seconda area dedicata ai passaggi adempimentali riconducibili alla contabilita' accrual, gia' ora previsti dall'ordinamento come obbligatori, seppur con impostazione esplicitamente prospettica e preparatoria. Cio' in considerazione del fatto che gli schemi di conto economico e stato patrimoniale redatti secondo lo standard ITAS 1 non hanno valore giuridico, ma esclusivamente sperimentale (cfr. decreto-legge del 9 agosto 2024, n. 113 convertito, con modificazioni, con la legge n. 143 del 7 ottobre 2024, art. 10, comma 7) e che pertanto non e' necessario sottoporli all'approvazione degli organi deliberanti. Seguono la stessa impostazione le domande volte a verificare se l'ente abbia avviato le attivita' necessarie per l'applicazione delle rettifiche e delle integrazioni richieste dal recepimento dei principi e delle regole contenute nel Quadro concettuale e nei principi contabili ITAS, nonche' se siano stati intrapresi gli interventi di adeguamento dei sistemi informativi funzionali al supporto del nuovo modello contabile. Ulteriore elemento qualificante della seconda sezione e' rappresentato dalla domanda relativa all'avvio della mappatura dei processi, quale presupposto essenziale per garantire la corretta individuazione dei fatti di gestione rilevanti sotto il profilo economico-patrimoniale e per assicurare la coerenza tra assetti organizzativi, flussi informativi e criteri di rilevazione e valutazione propri del sistema accrual. La formulazione dei quesiti, incentrata sull'avvio delle attivita', conferma che l'obiettivo, nella fase pilota, non e' la verifica di risultati gia' compiuti, ma l'intercettazione del livello di preparazione e consapevolezza dell'ente rispetto alle implicazioni del nuovo quadro contabile. Nel loro complesso, le due sezioni dedicate alla contabilita' economico-patrimoniale sono concepite come parti di un percorso unitario e graduale, volto a rafforzare la qualita' dell'informazione contabile, a rendere effettivi istituti gia' previsti dall'ordinamento e a prevenire il rischio che l'evoluzione verso il sistema accrual trovi gli enti impreparati sul piano contabile, organizzativo e informativo. 8. Enti in dissesto finanziario. La sezione del questionario dedicata agli enti in dissesto finanziario e' stata oggetto di una revisione sostanziale, anche sotto il profilo della collocazione sistematica, risultando ora riferita al rendiconto della gestione anziche' al bilancio di previsione. Tale scelta risponde all'esigenza di ancorare le verifiche a dati consuntivi e a risultanze effettive, maggiormente idonee a rappresentare la reale capacita' dell'ente di governare, nel tempo, gli effetti del dissesto sulla gestione ordinaria. La sezione recepisce, innanzitutto, gli aggiornamenti del quadro normativo, a partire dalla possibilita' di iscrivere il Fondo anticipazioni di liquidita' (FAL) nel bilancio stabilmente riequilibrato solo a decorrere dall'esercizio 2025, dopo le reiterate proroghe che ne avevano differito l'applicazione. Tale previsione si inserisce in un piu' ampio insieme di interventi volti a verificare se il bilancio stabilmente riequilibrato tenga adeguatamente conto delle passivita' che continuano a gravare sulla gestione ordinaria dell'ente, anche successivamente alla dichiarazione di dissesto. In questa prospettiva, il questionario e' strutturato anche per intercettare le passivita' che riemergono nel corso della gestione liquidatoria, spesso in ragione dell'inadeguatezza della massa attiva disponibile. Particolare attenzione e' rivolta, ad esempio, alle fattispecie in cui, nell'ambito della procedura semplificata, non sia possibile pervenire alla definizione transattiva con tutti i creditori, nonche' ai casi di mancata o insufficiente costituzione di accantonamenti da parte dell'OSL, con il conseguente rischio di traslazione delle passivita' residue sulla gestione ordinaria dell'ente. Le domande sono pertanto finalizzate a verificare se l'ente, anche nel corso della gestione liquidatoria, abbia adottato un approccio prudenziale, provvedendo a presidiare, attraverso adeguate misure contabili, le passivita' che, pur non immediatamente definite o esigibili, risultano ragionevolmente destinate a riaffiorare a dissesto chiuso, con il rischio di compromettere nuovamente gli equilibri del bilancio stabilmente riequilibrato e di determinare il ritorno in una situazione di disavanzo. Alla medesima logica prudenziale si ricollega la domanda volta a verificare se le somme vincolate trasferite all'Organo straordinario di liquidazione, ad esclusione di quelle destinate al pagamento dei residui passivi vincolati, siano state ricostituite dall'ente, al fine di garantire il rispetto dei vincoli di spesa originari. Il quesito e' finalizzato ad accertare che il trasferimento di risorse vincolate alla gestione liquidatoria non determini una perdita definitiva della loro destinazione, con effetti pregiudizievoli sulla gestione ordinaria e sulla capacita' dell'ente di rispettare i vincoli di legge. In tale quadro si colloca anche la domanda volta a verificare se, nel corso della gestione liquidatoria, siano state adottate misure idonee a garantire una piu' puntuale individuazione della massa attiva e della massa passiva, riducendo il rischio che passivita' non correttamente emerse o valutate possano riemergere a dissesto chiuso e gravare sulla gestione ordinaria, compromettendo la tenuta del bilancio stabilmente riequilibrato. Nel loro complesso, le domande della sezione mirano a rafforzare la verifica sulla tenuta sostanziale del bilancio stabilmente riequilibrato, ponendo l'accento non solo sul rispetto formale delle prescrizioni normative, ma sulla capacita' dell'ente di governare in modo consapevole e responsabile l'eredita' del dissesto, prevenendo l'emersione tardiva di passivita' non adeguatamente presidiate e salvaguardando nel tempo gli equilibri della gestione ordinaria. 9. Istruzioni per l'invio del questionario. Lo schema di relazione dell'Organo di revisione sui rendiconti 2025 e' volto a integrare le informazioni contabili presenti nella Banca dati della pubblica amministrazione (BDAP), comunicate dagli enti in ottemperanza agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con riguardo non solo agli schemi di bilancio di cui all'allegato 9 del decreto legislativo n. 118/2011, ai dati contabili analitici (allegati n. 6 e 7) e al piano degli indicatori e dei risultati, ma anche ai numerosi allegati obbligatori previsti a corredo dei predetti documenti contabili (cfr. art. 11, comma 3, decreto legislativo n. 118/2011; punto 9.2 del principio contabile applicato 4/1). Va ribadita l'importanza della correttezza e della tempestivita' dei flussi informativi in BDAP, nel rispetto dei termini previsti dall'art. 9, comma 1-quinquies, del decreto-legge n. 113/2016. Tale obbligo di trasmissione e' funzionale, altresi', alla elaborazione dei flussi informativi necessari al consolidamento dei conti pubblici, per la quale e' essenziale assicurare la piena corrispondenza dei dati inviati alla BDAP con i documenti contabili approvati e gestiti dagli organi di Governo e consiliari o elaborati dai software gestionali dei singoli enti. E' compito specifico dei revisori verificare che i canali informativi sopra richiamati siano adeguatamente alimentati dagli enti, segnalando alle competenti strutture amministrative la necessita' di integrare le informazioni mancanti o di rettificare quelle erronee. A tal fine, i revisori si devono registrare nel sistema BDAP - Bilanci armonizzati, per accedere in visualizzazione a tutti i documenti contabili dell'ente di competenza in esso presenti. La registrazione potra' essere eseguita sia dal Presidente (PCR), sia dai collaboratori dell'Organo di revisione (CCR) e dovra' essere effettuata selezionando il seguente link «Nuova Registrazione» presente nella sezione «Area operatori BDAP» della Home page di BDAP: (https://openbdap.rgs.mef.gov.it/). Per qualsiasi supporto di tipo tecnico alla registrazione e all'utilizzo del sistema e' possibile selezionare la voce «Assistenza tecnica» all'interno della Home page. Per procedere, invece, alla compilazione della relazione-questionario i revisori devono entrare nel sito della Corte dei conti, area Servizi, link: https://servizionline.corteconti.it/ e accedere alla piattaforma dedicata alla compilazione dei questionari di finanza territoriale «Questionari Finanza Territoriale», tramite utenza SPID/CIE. Alternativamente, il link diretto e' https://questionari.corteconti.it/survey/ Nella Home page della piattaforma «QFIT - Questionari Finanza Territoriale» si presentera' l'elenco dei questionari disponibili per la compilazione. I questionari inviati sono consultabili direttamente anche nell'apposita sezione del sistema Con.Te. accessibile dal menu «Documenti > Interrogazione questionari esterni». Non sono ammesse differenti modalita' di trasmissione. I nuovi utenti che non sono ancora profilati sul sistema FiTNet, ma che dispongono delle credenziali SPID/CIE, verranno guidati alla procedura di profilazione al loro primo accesso. Questa procedura informatica assistera' l'utente nella compilazione della richiesta di abilitazione al nuovo profilo, fornendo istruzioni dettagliate passo dopo passo per completare l'accesso. Per qualsiasi criticita' inerente allo SPID/CIE sara' necessario contattare l'assistenza tecnica del proprio Provider, mentre, per problematiche inerenti alla compilazione del questionario, nell'applicativo «QFIT - Questionari finanza territoriale» sara' possibile contattare l'assistenza, attraverso il link «Assistenza». Occorre, altresi', evidenziare che, per esigenze legate allo sviluppo del software, la relazione-questionario disponibile on-line potra' mostrare talune differenze di carattere meramente formale rispetto alla versione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. La Sezione delle autonomie comunichera', attraverso specifico avviso sul portale FiTNet/ Con.Te., il momento in cui sara' disponibile agli utenti la versione on-line per la compilazione e le Sezioni regionali fisseranno il termine finale per l'invio dei questionari. |
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