| Gazzetta n. 6 del 9 gennaio 2026 (vai al sommario) |
| PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA |
| DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 novembre 2025 |
| Scioglimento del consiglio comunale di Paterno' e nomina della commissione straordinaria. |
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che nel Comune di Paterno' (Catania) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 12 giugno 2022; Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale; Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale; Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale; Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 20 novembre 2025 alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;
Decreta:
Art. 1
Il consiglio comunale di Paterno' (Catania) e' sciolto. |
| | Allegato
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Paterno' (Catania), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 12 giugno 2022, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione locale, nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica. Gli esiti del monitoraggio condotto sull'ente locale - avviato a seguito di diverse indagini giudiziarie, tra cui la piu' recente denominata «Athena», dalla quale sono scaturite numerose misure cautelari nei riguardi di soggetti appartenenti a locali cosche mafiose e di alcuni amministratori o ex amministratori comunali - hanno evidenziato possibili forme di condizionamento del Comune di Paterno' da parte di organizzazioni criminali presenti sul quel territorio. Pertanto, il prefetto di Catania, con decreto del 30 gennaio 2025, ha disposto l'accesso presso il suddetto ente locale per gli accertamenti di rito, attivita' ispettiva che e' stata poi prorogata per ulteriori tre mesi ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Al termine della predetta indagine, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Catania - sentito il 10 settembre 2025 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Catania e del Procuratore della Repubblica della direzione distrettuale antimafia di Catania, che ha condiviso all'unanimita' le valutazioni e le conclusioni dell'organo ispettivo - ha trasmesso l'allegata relazione, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi circa collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000. Preliminarmente la relazione prefettizia pone in rilievo il contesto territoriale nel quale e' inserito il Comune di Paterno' caratterizzato storicamente da una conclamata e radicata presenza di associazioni per delinquere di tipo mafioso, in particolare quella di due gruppi malavitosi strutturalmente inseriti nell'organizzazione criminale denominata «cosa nostra» che, nel tempo, hanno inquinato il tessuto socio-economico del territorio e condizionato il comune «mediante rapporti, relazioni e frequentazioni con gli organi decisionali» politici e amministrativi dell'ente locale, come si evince dalle risultanze investigative e giudiziarie che si sono sviluppate nel corso degli anni. Gli elementi emersi dalla menzionata operazione di polizia giudiziaria e dagli esiti ispettivi conseguenti all'accesso hanno evidenziato l'alta permeabilita' delle istituzioni locali da parte del crimine organizzato, facilitata da «una legalita' debole» che ha determinato, in un contesto fortemente segnato dalla presenza della malavita organizzata, un vero e proprio «condizionamento ambientale» che si e' tradotto in «forme di deviazione dell'attivita' amministrativa tali da compromettere il buon andamento e l'imparzialita'» dell'ente locale. Il prefetto di Catania ha posto in evidenza che l'attuale amministrazione comunale e' in assoluta continuita' politico-amministrativa con la precedente consiliatura, anch'essa condotta dallo stesso primo cittadino confermato nella carica all'esito delle elezioni comunali del 12 giugno 2022. Per tale motivo l'azione ispettiva si e' estesa al periodo temporale ricompreso tra gli anni 2017 - 2024 in considerazione del «continuum gestionale e amministrativo» che perdura almeno dal 2017 e che e' caratterizzato da una generale condivisione di un modus operandi distorto che accomuna trasversalmente gli amministratori del Comune di Paterno' a prescindere dalla loro appartenenza o meno alla maggioranza consiliare. La relazione prefettizia si e' soffermata sulle risultanze dell'operazione «Athena», coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, che ha avuto origine da indagini riguardanti il controllo esercitato dalla criminalita' organizzata sulle aste giudiziarie aventi ad oggetto immobili siti in Paterno' e zone limitrofe. Da tale operazione sono scaturite ordinanze cautelari nei confronti del sindaco e di un assessore comunale, misure poi annullate in sede di ricorso in Cassazione, nonche' nei riguardi di un imprenditore agricolo e amministratore comunale nella passata consiliatura, tutti accusati del reato di scambio elettorale politico-mafioso di cui all'art. 416-ter c.p., in quanto, durante la tornata elettorale del giugno 2022, anche con l'intermediazione del sopracitato imprenditore, il sindaco eletto si sarebbe accordato con una delle locali consorterie per ricevere l'appoggio elettorale in cambio di posti di lavoro a soggetti segnalati da esponenti mafiosi e della nomina in giunta di un soggetto, ritenuto uomo di fiducia, a completa disposizione delle locali cosche mafiose. La presenza nell'organo esecutivo comunale di un referente degli interessi criminali avrebbe consentito alla criminalita' organizzata di poter incidere direttamente e significativamente sulla gestione della cosa pubblica. Tale presenza e' stata, peraltro, garantita anche durante il secondo mandato del sindaco, il quale ha confermato in giunta il predetto ex assessore, notoriamente privo di specifiche qualifiche professionali e di esperienza politica. Dagli atti assume, inoltre, particolare importanza la figura del menzionato imprenditore - gia' consigliere e assessore nella precedente consiliatura (in origine eletto in una lista contrapposta all'amministrazione comunale ma poi confluita in essa) condotta dall'attuale sindaco - ritenuto politico di «lungo corso di livello locale» che «rappresentava in seno all'associazione mafiosa un importante anello di collegamento con il mondo politico e imprenditoriale locale». Da riscontri investigativi risulta, infatti, che il predetto ha tenuto piu' incontri presso locali di sua proprieta', alcuni anche con la presenza del primo cittadino di Paterno', con esponenti mafiosi per concordare e perfezionare l'accordo elettorale che ha determinato la confluenza di voti controllati dalla criminalita' organizzata sulle candidature e sulle liste collegate al sindaco, poi eletto nel giugno 2022. La particolare esposizione del citato imprenditore ed ex amministratore nella vicenda giudiziaria che ne e' seguita si evince anche dal fatto che lo stesso risulta tuttora sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e imputato, oltreche' del reato di cui all'art. 416-ter c.p., anche di associazione di stampo mafioso ex art. 416-bis commi 1, 2 e 6 del codice penale e di turbativa d'asta ex art. 353 c.p., aggravati dall'art. 416-bis 1 c.p., in quanto ritenuto concorrente esterno alla locale criminalita' organizzata, avente legami e ricorrenti interrelazioni con soggetti malavitosi. A tal riguardo vengono segnalati numerosi contatti «con cadenza quotidiana» tenuti dal medesimo con esponenti criminali al fine di favorirne gli interessi in seno all'amministrazione comunale, come e' avvenuto in un caso, riportato nella relazione prefettizia, in cui si fa espresso riferimento alle pressioni esercitate per l'assunzione, presso una ditta affidataria di servizi comunali, di soggetti controindicati o per garantire suoi interessi personali, come nel caso dell'acquisizione tramite asta giudiziaria di un capannone avvenuta con l'interessamento di malavitosi. Al di la' delle eventuali responsabilita' di natura penale - contestate a tutti i predetti amministratori e pur tenendo conto dell'intervenuta revoca delle ordinanze cautelari - le risultanze di indagine hanno comunque reso evidente l'esistenza di stabili e consolidati rapporti di frequentazione tra gli stessi e la criminalita' organizzata, disvelando «la sussistenza di cointeressenze e legami personali solidi e stabili nel tempo». A completare il quadro relativo ai rapporti controindicati degli amministratori comunali di Paterno', la relazione prefettizia fa cenno anche ad altri esponenti politici che hanno partecipato all'amministrazione dell'ente locale nel periodo di interesse e sono stati ritenuti «condizionabili» da parte delle locali consorterie criminali; tra questi viene evidenziata la figura del vicesindaco della passata consiliatura, nonche' consigliere comunale di lungo corso, che si sarebbe adoperato come «sponda politica» per conto di esponenti mafiosi per ottenere dal Comune di Paterno' il cambio di destinazione d'uso di un immobile da trasformare in complesso residenziale. Viene altresi' precisato che a tali fini il predetto avrebbe contattato il sindaco ed altri esponenti politici e dirigenti del settore, assicurando un suo intervento presso consiglieri comunali a lui vicini affinche' l'organo consiliare adottasse gli atti di competenza senza difficolta', intervenendo in maniera fattiva e determinata anche presso gli uffici comunali per «... assicurare che i desiderata degli uomini del clan fossero soddisfatti celermente e senza impedimenti ...», con cio' determinando uno svilimento della funzione pubblica posta al servizio di interessi criminali, «vicenda, di cui era a conoscenza anche il Sindaco (...)». Nella relazione prefettizia si fa inoltre riferimento a due consiglieri comunali anch'essi ritenuti funzionali agli interessi mafiosi, dei quali uno stretto parente e dipendente del gia' menzionato imprenditore ed ex amministratore comunale indagato a seguito dell'operazione «Athena», nonche' a numerosi altri consiglieri o ex consiglieri comunali, tra cui anche il presidente dell'organo consiliare, verso i quali vengono segnalati diretti o indiretti rapporti di natura parentale o di frequentazione con soggetti pregiudicati e/o ritenuti organici ai locali clan mafiosi. Criticita' analoghe vengono rilevate anche nei riguardi di alcuni dipendenti del Comune di Paterno'. Oltre alle risultanze di natura investigativa o giudiziaria, anche gli accertamenti effettuati in sede ispettiva hanno messo in evidenza «una situazione di complessiva mala gestio che ha caratterizzato, nel tempo, alcuni ambiti del sistema amministrativo del Comune di Paterno'», circostanza che ha contribuito sia al verificarsi di episodi corruttivi e/o collusivi sia ad agevolare possibili interferenze e permeabilita' della criminalita' organizzata nella vita e nelle attivita' dell'ente locale. Si e' cosi' potuto registrare che, almeno in alcuni settori, l'agere amministrativo sia stato sviato dal fine pubblico a vantaggio «anche di interessi di soggetti vicini, contigui o intranei ad organizzazioni criminali con conseguente snaturamento e distorsione delle funzioni di servizio e della rappresentanza politico-amministrativa». In altre circostanze, invece, l'azione amministrativa si e' dimostrata acquiescente o non in grado di intervenire per arginare i frequenti episodi di illegalita', che sebbene conosciuti o facilmente conoscibili da parte degli organi di direzione politica, in particolare dal sindaco di Paterno', non sono stati in alcun modo contrastati. A tale quadro generale si aggiungono le criticita' concernenti specificamente l'apparato burocratico che ha mostrato verso le attivita' ispettive un atteggiamento dilatorio nella consegna della documentazione richiesta, evidenziando in tal modo «un pervicace e costante rifiuto di collaborazione», comportamento che non ha agevolato il lavoro della commissione di indagine che ha avuto difficolta' nella ricostruzione degli atti e dei procedimenti di interesse. Inoltre, tale sfavorevole contesto amministrativo/gestionale ha fatto emergere una «grave precarieta' funzionale degli uffici comunali» che, secondo l'organo ispettivo, rappresenta la condizione essenziale per un piu' facile condizionamento dell'ente da parte della criminalita' organizzata. Gli esiti ispettivi sulle attivita' amministrativo-gestionali del Comune di Paterno' pongono in rilievo la sostanziale assenza dei controlli preventivi antimafia atteso che, su 130 unita' di personale impiegato presso l'ente locale, soltanto un dipendente ha effettuato accessi nella banca dati nazionale antimafia (BDNA), consultata in pochissime occasioni. Solo dal maggio del 2025 il sindaco di Paterno' ha richiesto l'accredito per l'accesso alla suddetta banca dati di tutti i responsabili dei settori amministrativi comunali. L'assenza di controlli preventivi antimafia ha fortemente inciso sulla regolarita' delle procedure di rilascio delle licenze commerciali, ove emergono violazioni della normativa relativamente ai requisiti soggettivi richiesti, settore di attivita' nel quale e' stata evidenziata disorganizzazione e confusione. Viene, altresi', precisato che ci sono stati tentativi di tenere celati alla commissione d'accesso atti dai quali si sarebbe potuto evincere l'avvenuto rilascio di licenze comunali a favore di soggetti privi dei requisiti di legge e anche coinvolti in procedimenti giudiziari; in particolare, si fa specifico cenno a un caso in cui il beneficiario della licenza risulta essere pregiudicato per associazione mafiosa. Risulta, inoltre, che diverse attivita' commerciali sono riferibili a persone contigue, se non organiche, a clan mafiosi. Rispetto a tali criticita' l'amministrazione comunale di Paterno' ha omesso la dovuta vigilanza sugli uffici, mancando anche di porre in essere tutte le necessarie iniziative per rendere effettive le procedure di legge al fine di cautelare l'ente locale da infiltrazioni del crimine organizzato nel settore commerciale. Irregolarita' sono state segnalate anche in tema di appalti e affidamenti concessi sia in somma urgenza che no. L'esame della documentazione acquisita in sede ispettiva ha fatto emergere elementi di rilievo nei confronti di alcune ditte affidatarie, tra le quali si evidenzia il caso di una societa' incaricata del servizio di custodia e cura di cani randagi fra i cui dipendenti vi sono soggetti ritenuti «organici» ad un locale clan mafioso. Viene precisato che a favore di tale ditta il Comune di Paterno' ha provveduto a effettuare, tra gli anni 2017/2024, continui riconoscimenti di debiti fuori bilancio per importi complessivi di oltre 330.000 euro. Anomalie vengono rilevate anche nell'attivita' gestionale di una societa' partecipata che gestisce il servizio idrico integrato. Tale societa' in house, il cui amministratore unico fino al luglio 2022 e' stato l'attuale presidente del consiglio comunale, ha stipulato un contratto per la fornitura di servizi informatici, tuttora in essere, con una ditta che nel dicembre del 2024 e' stata destinataria di interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Cremona. A tutto cio' si aggiungono evidenti criticita' rilevate nelle procedure di concessione di contributi economici per l'emergenza epidemiologica (Covid 19) a favore di soggetti vicini alle famiglie mafiose egemoni in quel territorio; oppure nell'assenza di iniziative da parte del Comune di Paterno' finalizzate a porre rimedio all'occupazione abusiva di due immobili comunali che tuttora risultano nella disponibilita' di soggetti con pregiudizi per associazione mafiosa. L'inosservanza delle regole, anche basilari, che dovrebbero informare l'azione di Governo dell'ente locale, si evince altresi' dall'esposizione debitoria che alcuni amministratori comunali hanno maturato negli anni per il mancato pagamento di tributi locali. Infatti, la commissione d'indagine ha rilevato che diversi assessori e consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, risultano morosi nei confronti del Comune di Paterno' pur avendo ricevuto cartelle di pagamento regolarmente notificate a ciascuno di essi a cui pero' non ha fatto seguito il versamento dell'importo dovuto, determinando una posizione di conflitto con l'ente locale che produce riflessi anche sullo status di rappresentante elettivo. Tali indebiti riguardano anche il primo cittadino di Paterno' che ha omesso di pagare tributi comunali (Imu e Tari) sin dal 2012/2013. Solo dopo l'insediamento della commissione d'accesso il citato amministratore ha provveduto in parte a corrispondere il dovuto. La carenza ad ogni livello di controlli interni e del rispetto del principio di buona amministrazione si evince anche da quanto rappresentato dalla commissione d'indagine circa anomalie nell'attribuzione di rimborsi e gettoni di presenza ai consiglieri comunali. E' emerso che, a fronte di una limitata attivita' dell'organo consiliare, si e' tenuto un elevato numero di sedute di commissioni consiliari, tanto che viene segnalato un aumento dei costi per l'ente locale nell'anno 2023 pari al 100% rispetto a quello dell'anno precedente. Sul punto, la relazione prefettizia sottolinea il fatto che tale modus operandi si e' consolidato nel tempo consentendo a quasi tutti i consiglieri comunali di ottenere gettoni di presenza nei limiti massimi previsti, e cio' in assenza di controlli dell'amministrazione comunale in carica. Aumenti di spesa che si ripercuotono sulla gia' deficitaria situazione economica di Paterno', che dal luglio 2021 ha fatto richiesta della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243-bis Tuoel. Nel quadro deficitario risulta determinante la scarsa attenzione mostrata dall'amministrazione comunale per la programmazione finanziaria annuale in considerazione anche dei continui ritardi nell'approvazione dei rendiconti di gestione, prassi che caratterizza tuttora il Comune di Paterno' e che e' oggetto di continui rilievi da parte dell'organo di revisione. La gravita' della situazione finanziaria dell'ente traspare anche dalle verifiche ispettive che hanno segnalato ritardi nelle procedure di accertamento delle entrate comunali ferme ai tributi relativi all'anno 2019, e cosi' pure per la formazione dei ruoli coattivi che riguardano indebiti risalenti al 2017. A completare il quadro politico-gestionale fin qui illustrato, l'organo ispettivo ha riferito di vicende occorse durante la festa patronale caratterizzata da manifestazioni religiose itineranti nei diversi rioni cittadini alle quali partecipano attivamente le varie corporazioni che danno vita alla processione dei «cerei». Celebrazioni della tradizione religiosa locale che in un recente passato hanno fatto registrare «significativi eventi di cronaca, di particolare impatto sotto i profili dell'ordine pubblico». Le procedure organizzative degli eventi competono al Comune di Paterno' che pero' non risulta abbia mai esercitato particolari controlli preventivi, e cio' sia con riferimento ai servizi comunali da mettere a disposizione sia, sulle concessioni di occupazione di suolo pubblico rilasciate in occasione della festa, ne' tantomeno sulle verifiche dei soggetti attivi nelle diverse manifestazioni in cui si sviluppa la ricorrenza religiosa, carenza di controlli preventivi che ha facilitato la presenza di soggetti controindicati tra gli organizzatori e i partecipanti ai riti. In passato, infatti, nel corso di tali manifestazioni ci sono stati «omaggi» resi da coloro che partecipavano alla processione dei «cerei» innanzi alle abitazioni di esponenti mafiosi. L'assenza di ogni verifica da parte degli uffici comunali ha favorito con il tempo il controllo sugli eventi religiosi da parte della criminalita' organizzata che ha approfittato di ogni occasione per acquisire il «consenso sociale presso la cittadinanza». Dall'esame della relazione della commissione di indagine e di quella del prefetto di Catania emerge chiaramente la totale assenza di legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali menzionate e un preoccupante livello di compromissione dell'amministrazione comunale nel suo complesso. In particolare, i contenuti delle relazioni - prefettizia e della commissione di indagine - hanno evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso. Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione prefettizia e in quella della commissione di indagine hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Paterno' volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita', come e' stato evidenziato anche in sede di comitato provinciale dell'ordine e sicurezza pubblica che, all'unanimita', ha condiviso le valutazioni e le conclusioni dell'organo ispettivo. Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Paterno' (Catania), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi. Roma, 13 novembre 2025
Il Ministro dell'interno: Piantedosi |
| | Art. 2
La gestione del Comune di Paterno' (Catania) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da: dr. Santi Giuffre' - prefetto a riposo; dr.ssa Rosanna Mallemi - viceprefetto; dr. Gaetano D'Erba - dirigente di seconda fascia Area I. |
| | Art. 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. Dato a Roma, addi' 21 novembre 2025
MATTARELLA
Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri
Piantedosi, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 27 novembre 2025 Reg. n. 4482 |
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