Gazzetta n. 219 del 19 settembre 2023 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 agosto 2023
Nomina della commissione straordinaria per la provvisoria gestione del Comune di Palagonia.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di Palagonia (Catania) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 12 giugno 2022;
Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato, altresi, che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un commissariamento di adeguata durata per rimuovere gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed. assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 agosto 2023, alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Palagonia (Catania) e' sciolto.
 
Allegato

Al Sig. Presidente della Repubblica

Il Comune di Palagonia (Catania), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 12 giugno 2022, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione locale, nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Gli esiti di un attento monitoraggio condotto sull'ente locale, avviato soprattutto in seguito all'omicidio di un consigliere comunale di minoranza e del coinvolgimento in una vicenda processuale connessa al predetto fatto di sangue di altro amministratore comunale, oltreche' le risultanze investigative fornite dalle forze di polizia riguardanti gli amministratori eletti e i componenti dell'apparato burocratico comunale, hanno evidenziato possibili forme di condizionamento dell'amministrazione locale da parte di organizzazioni criminali operanti sul territorio di Palagonia. Pertanto, il prefetto di Catania, con decreto del 21 ottobre 2022, ha disposto l'accesso presso il suddetto comune per gli accertamenti di rito, attivita' ispettiva che e' stata poi prorogata per ulteriori tre mesi ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine della predetta indagine, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Catania, sentito nella seduta del 24 maggio 2023 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore aggiunto della Repubblica della direzione distrettuale antimafia di Catania, ha trasmesso l'allegata relazione, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si e' dato atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato articolo 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
La relazione prefettizia pone in rilievo, preliminarmente, il contesto territoriale nel quale e' inserito il comune di Palagonia caratterizzato, storicamente da una conclamata e radicata presenza di associazioni a delinquere di tipo mafioso, in cui, in particolare, risultano attive alcune famiglie mafiose strutturalmente inserite nell'organizzazione criminale denominata «cosa nostra», come si rileva dalle risultanze di numerose operazioni di polizia giudiziaria e dei conseguenti procedimenti penali che hanno riguardato quel territorio. Gli elementi raccolti presso quell'amministrazione comunale, che gia' nel 2011 e' stata oggetto di un accesso ispettivo, hanno fortemente evidenziato l'alta permeabilita' delle istituzioni locali da parte del crimine organizzato interessato ad infiltrarsi nelle attivita' economiche legali e nella gestione della cosa pubblica.
Il prefetto di Catania evidenzia che l'attuale amministrazione comunale in assoluta continuita' politico amministrativa con la precedente, atteso che all'esito della tornata elettorale del giugno 2022 e' stato confermato alla guida dell'ente locale lo stesso sindaco, sono stati nuovamente eletti molti dei consiglieri uscenti (sette su sedici) e sono stati nominati alcuni assessori comunali gia' in carica nella trascorsa gestione amministrativa. Per tale motivo l'azione ispettiva si e' estesa alle due ultime consiliature, e quindi a decorrere dall'anno 2017.
In particolare l'azione ispettiva ha posto in rilievo la circostanza che sia nella passata consiliatura che nell'attuale sono risultati eletti alcuni amministratori nei confronti dei quali vengono rilevati precedenti di natura penale per reati connessi alle armi o contro la pubblica amministrazione, nonche' frequentazioni o rapporti parentali con il contesto criminale locale.
La relazione prefettizia, oltre a porre in rilievo i fatti di sangue che hanno coinvolto i summenzionati amministratori ed hanno dato luogo all'accesso ispettivo, evidenzia la figura di due consiglieri comunali legati per stretti rapporti parentali. ad un ex amministratore, gravato da numerosi pregiudizi penali anche per reati associativi mafiosi, che ha ricoperto ruoli di vertice nella politica palagonese e ritenuto collegato alla locale famiglia di «cosa nostra» etnea.
Peraltro nei confronti dell'ex amministratore, condannato per associazione di tipo mafioso e' stata disposta la confisca dei beni che pero' non sono stati ancora assegnati al Comune di Palagonia.
Un altro consigliere e' stato tratto in arresto perche' ha trovato in possesso di una «pistola clandestina illegalmente detenuta».
Il prefetto di Catania si sofforrna poi sull'omicidio, avvenuto a Palagonia, di un consigliere di minoranza cui e' seguita l'uccisione dello stesso esecutore dell'omicidio. In questo grave episodio criminale e' emerso il coinvolgimento anche di un altro ex assessore del comune in questione che ha dichiarato all'autorita' giudiziaria di aver egli stesso partecipato alla fase di pianificazione dell'omicidio. Il predetto assessore ha poi avviato una collaborazione con la giustizia, dichiarando di far parte di una famiglia locale mafiosa salvo poi recedere, successivamente, dal proposito collaborativo.
Analoghe considerazioni sono state fatte anche nei confronti di parte del personale amministrativo, per il quale sono emersi vincoli familiari o comunque rapporti di vicinanza con soggetti controindicati.
La verifica complessiva dell'azione amministrativa perseguita negli anni dall'ente locale ha consentito di rilevare come il mancato contrasto all'invadenza dei gruppi criminali sia stata la causa del radicamento dell'influenza e del condizionamento mafioso del Comune di Palagonia, elementi che hanno determinato un'innegabile alterazione del procedimento di formazione della volonta' degli organi elettivi e amministrativi.
La relazione prefettizia infatti sottolinea che «risultano concreti, univoci e rilevanti elementi di criticita', in relazione alla costituzione degli organi di governo del Comune di Palagonia sia per quanto afferisce alla gestione dei lavori e servizi pubblici nonce' ad altri servizi del comune, sia per la sussistenza di un forte disordine organizzativo, di un'azione amministrativa approssimativa e di diffuse irregolarita'».
Il prefetto di Catania evidenzia come la generale situazione di mala gestio che caratterizza il sistema amministrativo del Comune di Palagonia abbia contribuito sia al verificarsi di episodi corruttivi e/o collusivi sia all'acclarato inquinamento e alle interferenze della criminalita' organizzata presente sul territorio nelle attivita' dell'ente senza che siano state poste in essere barriere di difesa all'infiltrazione delle locali organizzazioni mafiose da parte dell'amministrazione comunale.
E' al riguardo evidente come un contesto sociale e territoriale problematico, in cui si registra la presenza di numerosi gruppi criminali, richieda un'amministrazione comunale adeguatamente strutturata fortemente impegnata nel rispetto della legalita' generalmente intesa.
A tal proposito la commissione d'indagine ha rilevato che in alcuni uffici e servizi, quali quelli competenti agli affidamenti, alle verifiche antimafia, ai controlli antiabusivismo e all'ambito socio-sanitario, «si sia operato in un generale contesto di alterazione dei regolari procedimenti amministrativi, in assenza di adeguati controlli ed in violazione delle norme su imparzialita' nella scelta del contraente (...)».
Per quanto attiene specificamente ai controlli antimafia, l'organo ispettivo ha segnalato la mancanza assoluta delle prescritte procedure. Viene riferito infatti che sin dal 2016, e cioe' da quando e' operativa la Banca dati nazionale antimafia (BDNA), nessun accesso e' stato effettuato dal Comune di Palagonia per i controlli antimafia, cio' a dimostrazione di una pervicace ostinazione al non rispetto delle relative procedure di legge; peraltro, nessuno tra i dipendenti comunali, almeno fino alla data di insediamento della commissione ispettiva, risulta abilitato alla consultazione della citata banca dati, nonostante la prefettura di Catania abbia piu' volte rappresentato al sindaco e al segretario comunale - in ultimo con lettera riservata del 13 febbraio 2020 - la necessita' di richiedere le credenziali di accesso e abbia sottolineato «la rilevanza e l'obbligatorieta' assunta dalla consultazione delle white list per i settori a maggiore rischio, risulta determinante ai fini di un piu' efficace contrasto della criminalita' organizzata di tipo mafioso».
Inoltre, la circostanza che l'assenza per tanti anni di personale abilitato ad accedere alla BDNA non abbia costituito motivo di preoccupazione rende testimonianza dell'inadeguatezza degli organi di governo comunale che, nei fatti, hanno colpevolmente disatteso l'obbligo di porre in essere le prescritte cautele antimafia, cautele assolutamente determinanti ai fini di un piu' efficace contrasto alla criminalita' organizzata soprattutto in un contesto territoriale che, come evidenziato, e' fortemente segnato dalla pervasiva presenza di gruppi mafiosi.
L'assoluta inerzia tenuta in materia antimafia dall'amministrazione comunale e dagli uffici preposti ha di fatto comportato l'affidamento diretto di lavori, talvolta assegnati in somma urgenza, ad un numero ristretto di operatori economici, alcuni dei quali ritenuti vicini e/o contigui alla criminalita' organizzata, peraltro in violazione del principio di rotazione degli incarichi e del codice antimafia sugli affidamenti concernenti attivita' considerate altamente a rischio di infiltrazione criminale.
La commissione di indagine ha riferito che i lavori in somma urgenza assegnati dal comune di Palagonia nel periodo di riferimento sono stati effettuati da alcune ditte, tutte operanti in settori considerati particolarmente delicati ai fini antimafia, per le quali, come evidenziato, non sono state effettuate le dovute verifiche antimafia. «In tale ambito - osserva il prefetto di Catania - risulta evidente che decidere, nelle modalita' descritte, di intrattenere rapporti con soggetti contigui o vicini ad ambienti criminali rappresenta una manifestazione di specifica volonta', atteso che in una comunita' come quella di Palagonia, e' presumibile la conoscenza dei trascorsi, anche criminali, dei suoi componenti nonche' dell'eventuale loro appartenenza a famiglie mafiose operanti nel territorio di riferimento».
Viene riferito, infatti, che buona parte detle predette societa affidatarie presenta forti elementi di controindicazione negli assetti societari, nella proprieta' o nel personale impiegato; di queste circa la meta' non risultano censite nella banca dati nazionale antimafia, ditte a favore delle quali risulta siano state effettuate comunque numerose assegnazioni, talvolta per importi cospicui.
A cio' si aggiunge che anche tra le societa' censite ve ne sono alcune che sono state destinatarie di provvedimenti interdittivi antimafia emessi dalla prefettura di Catania nel dicembre 2017 e nel dicembre 2022.
Il quadro di insieme delineato nella relazione prefettizia pone in evidenza diverse altre criticita', tutte sintomatiche di un evidente sviamento delle attivita' dell'ente rispetto al perseguimento dell'esclusivo interesse del bene pubblico. La commissione d'accesso ha segnalato, infatti, che tra le associazioni di promozione sociale beneficiarie di contributi da parte dell'amministrazione comunale negli anni 2017/2022 ve n'e' una, in particolare, nei cui organi direttivi sono presenti soggetti aventi stretti legami familiari con esponenti del crimine organizzato.
E' al riguardo sintomatico, come infatti evidenziato dalla commissione d'indagine, che proprio con riferimento a quest'ultima associazione l'amministrazione comunale abbia mostrato un particolare ostruzionismo nel consegnare le informazioni richieste al riguardo, peraltro fomite solo dopo numerosi solleciti e rimostranze.
Analoghe considerazioni sono state fatte nei riguardi di alcuni titolari di ditte che hanno percepito denaro dall'amministrazione comunale sotto forma di rimborso buoni Covid in quanto ditte fornitrici di beni di prima necessita'; la relazione della commissione d'indagine evidenzia al riguardo che, ancora una volta, l'amministrazione comunale non ha utilizzato la banca dati nazionale antimafia al fine di rilevare l'affidabilita' delle varie aziende accreditate alla ricezione dei buoni /voucher consegnati dai cittadini aventi diritto.
Ulteriori criticita' sono state rilevate nei confronti di taluni operatori ecologici dipendenti societa' succedutesi nel tempo nell'espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani presso Palagonia.
A questo riguardo, la relazione prefettizia, pur precisando che le procedure di gara indette negli anni per l'affidamento del citato servizio non presentano anomalie, ha tuttavia sottolineato come l'amministrazione comunale non si sia mai curata di acquisire i nominativi degli operatori che svolgono tale servizio sul proprio territorio e pertanto, come peraltro dichiarato dallo stesso responsabile amministrativo, di non essere a conoscenza del fatto che alcuni di essi fossero in realta' soggetti con numerosi pregiudizi penali, tra i quali, in un caso, anche quello per il reato di favoreggiamento personale in associazione di tipo mafioso ex art. 416-bis c.p.
La cattiva gestione della cosa pubblica nel Comune di Palagonia si rileva anche dalle gravissime disfunzionalita' che caratterizzano il servizio economico-finanziario, conseguenza del generale disinteresse alla corretta gestione contabile dell'ente mostrato dalle amministrazioni comunali succedutesi nel corso delle ultime consiliature.
La disastrosa conduzione delle finanze comunali ha determinato il susseguirsi di ben tre procedure di dissesto causate principalmente dalla scarsissima percentuale di riscossione dei tributi locali e da una serie di condotte omissive che hanno di fatto impedito l'adozione di quelle misure indispensabili ad assicurare una gestione ordinaria sostenibile.
A tal riguardo assumono fondamentale interesse le approfondite considerazioni espresse dalla Corte di conti - sezione di controllo per la Regione Siciliana - con la deliberazione del 29 giugno 2021, nella quale la predetta magistratura contabile, nel denegare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale presentato dal comune di Palagonia, valutandone la non congruenza ai fini del riequilibrio, ai sensi dell'art. 243-quater, comma 3, del decreto legislativo n. 267/2000, ha tra l'altro stigmatizzato il comportamento tenuto dall'amministrazione comunale in carica «colpevole di "un greve disinteresse" nei riguardi del dissesto», sottolineandone la responsabilita' anche in considerazione di «una certa continuita' soggettiva nella composizione degli organi politici del Comune, con inizio almeno dal 2014, anno in cui la compagine annoverava una certa percentuale di amministratori "politici" coincidenti con gli attuali».
Dall'esame delle risultanze della commissione di indagine e dalla relazione del prefetto di Catania si evidenzia, oltre a una grave mala gestio della cosa pubblica, una evidente assenza. di legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici comunali.
Tali elementi rilevano una serie di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Palagonia volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali, che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Palagonia (Catania), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 31 luglio 2023

Il Ministro dell'interno: Piantedosi
 
Art. 2

La gestione del comune di Palagonia (Catania) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dott.ssa Marinella Iacolare - viceprefetto;
dott.ssa Paola Anna Rizzo - viceprefetto aggiunto;
dott. Vincenzo Lo Fermo - dirigente di II fascia - Area 1.
 

Prefettura di Catania
Ufficio Territoriale del Governo

Parte di provvedimento in formato grafico

 
Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 9 agosto 2023

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Piantedosi, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 17 agosto 2023 Ministero dell'interno, foglio n. 3041