Gazzetta n. 298 del 22 dicembre 2017 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 novembre 2017
Scioglimento del consiglio comunale di Petrona' e nomina della commissione straordinaria.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel Comune di Petrona' (Catanzaro) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 5 giugno 2016;
Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata ha arrecato grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento del consiglio comunale e disporre il conseguente commissariamento dell'ente locale per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico e per assicurare il risanamento dell'ente locale;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 22 novembre 2017;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Petrona' (Catanzaro) e' sciolto.
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica

Il comune di Petrona' (Catanzaro), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 5 giugno 2016, presenta forme d'ingerenza della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione, nonche' il buon andamento ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.
A seguito di un attento monitoraggio sull'attivita' amministrativa dell'ente sono emersi elementi su possibili infiltrazioni dei sodalizi territorialmente egemoni, che hanno indotto il Prefetto di Catanzaro, con decreto del 16 marzo 2017, successivamente prorogato, a disporre l'accesso presso il comune, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine delle indagini effettuate, la Commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, alla luce delle quali il Prefetto, sentito nella seduta del 3 ottobre 2017 il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore aggiunto distrettuale presso la Corte di appello di Catanzaro, ha trasmesso l'allegata relazione in data 4 ottobre 2017, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione del predetto art. 143.
Successivamente, a seguito delle dimissioni dalla carica rassegante dal sindaco e della totalita' dei consiglieri, il Consiglio comunale di Petrona' e' stato sospeso con decreto del prefetto di Catanzaro del 15 novembre 2017, ai sensi dell'art. 141, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
I lavori svolti dall'Organo ispettivo hanno preso in esame la cornice criminale ed il contesto ambientale, nonche' il complessivo andamento gestionale dell'amministrazione con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le consorterie criminali, evidenziando come l'uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato nel favorire soggetti o imprese collegati direttamente o indirettamente ad ambienti malavitosi.
Il comune di Petrona' - piccolo centro della presila catanzarese con una popolazione di 2685 abitanti -insiste su un territorio a carattere prevalentemente montuoso caratterizzato dalla presenza di un consistente patrimonio boschivo.
Riferisce il Prefetto che in quell'area e' stata accertata la pervasiva ingerenza di due potenti gruppi criminali che per circa un ventennio, dagli anni '90 al 2012, si sono tra loro contrapposti in una sanguinosa faida per la conquista dell'egemonia territoriale. Viene altresi' segnalato che i due gruppi in questione, i cui associati sono per lo piu' legati da diretti vincoli parentali, operano in associazione ad ulteriori cosche `ndranghetiste con ramificazioni in altri centri della penisola.
Le verifiche espletate in sede di indagine hanno fatto emergere che diversi esponenti della compagine di governo e dell'apparto burocratico dell'ente annoverano relazioni di parentela, affinita' o frequentazione con soggetti controindicati ovvero con elementi di primo piano dei sodalizi localmente dominanti.
Al riguardo, e' ampiamente riconosciuto che il reticolo di rapporti e collegamenti - tanto piu' rilevante in un ambito territoriale di ridotte dimensioni demografiche notoriamente compromesso dalla pregiudizievole influenza di organizzazioni criminali - determina un quadro indiziario significativo da cui si puo' desumere un oggettivo pericolo di permeabilita' ai condizionamenti o alle ingerenze della criminalita' organizzata, a fronte del quale si rendono necessarie idonee misure di prevenzione.
Sono stati altresi' messi in luce elementi fattuali e vicende che confermano il predetto quadro indiziario ed attestano uno sviamento dell'azione amministrativa dell'istituzione locale a vantaggio degli interessi di ambienti malavitosi.
Emblematica in tal senso e' la vicenda relativa ad un dipendente comunale che e' stretto parente di una persona di forte spessore criminale, nonche' affine dell'ex vicesindaco con delega al bilancio, forestazione, agricoltura ed urbanistica, il quale e' a sua volta legato da vincoli di affinita' ad un elemento di spicco di uno dei gruppi criminali di cui si e' detto, oltre ad avere rapporti di frequentazione con personaggi apicali della `ndrangheta locale. Il citato ex vicesindaco e' stato inoltre presente con diversi ruoli nella compagine di governo dell'ente fin dal 1994 ed ha svolto le funzioni vicarie dell'organo di vertice dell'amministrazione comunale anche nella precedente consiliatura del 2012.
Evidenzia in proposito la Commissione di indagine che ad agosto 2016 il primo cittadino, in violazione dei principi di trasparenza ed imparzialita' che devono ispirare l'applicazione dell'art. 90 del citato decreto legislativo n. 267 del 2000, ha conferito al menzionato dipendente comunale - nei confronti del quale figurano anche pregiudizi di polizia - l'incarico di componente del proprio ufficio di staff senza il preventivo espletamento di una procedura comparativa che per giurisprudenza consolidata garantisce la verifica della sussistenza dei necessari requisiti professionali in capo al prescelto. E' inoltre emerso che accanto alle funzioni di staff il dipendente in argomento svolgeva anche funzioni di supporto alle attivita' contabili e gestionali dell'ente, in contrasto con il divieto sancito dal comma 3-bis del richiamato art. 90. Successivamente, ad aprile 2017, lo stesso dipendente comunale e' stato nominato responsabile dell'area economico-finanziaria in esito ad una selezione avviata ai sensi dell'art. 110 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, mantenendo, peraltro, anche l'incarico di componente dell'ufficio di staff dell'organo di vertice del comune.
Nel corso dell'accesso ha formato oggetto di approfondita analisi il settore degli affidamenti di lavori e servizi comunali tradizionalmente esposto al rischio di indebiti condizionamenti da parte della criminalita' organizzata.
In tale ambito, l'Organo ispettivo fa menzione di una procedura ristretta avviata a marzo dello scorso anno per l'affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, alla quale hanno partecipato, su invito dell'amministrazione, quattro imprese. Al riguardo, sono stati riscontrati legami familiari con soggetti controindicati sia nei confronti del presidente e di un membro del Consiglio di amministrazione di una delle ditte partecipanti alla procedura sia nei confronti del legale rappresentante della societa' che si e' aggiudicata in via provvisoria il servizio, il quale e' stretto parente, tra l'altro, del socio di un'impresa destinataria di un'interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Catanzaro a dicembre 2016.
Sempre nel settore della raccolta e del trasporto dei rifiuti solidi urbani, il Prefetto evidenzia che con riferimento ai diversi affidamenti disposti dal comune e susseguitisi nel tempo la non corretta applicazione della c.d. clausola sociale di cui all'art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro di settore - che disciplina l'avvicendamento di imprese nella gestione degli appalti di igiene ambientale, prevedendo il passaggio alla ditta subentrante del personale in servizio alle dipendenze dell'impresa cessante - ha favorito persone controindicate.
Ed invero, gli accertamenti esperiti in sede di indagine hanno messo in luce che tra i lavoratori impiegati nel servizio di igiene pubblica e transitati da una ditta affidataria all'altra in applicazione della richiamata clausola sociale vi sono soggetti vicini ad ambienti malavitosi per rapporti di parentela, affinita' o frequentazione e che tra di essi figura anche un personaggio di vertice di uno dei sodalizi territorialmente dominanti.
In particolare, e' emerso che in sostituzione di uno dei soggetti in parola, cessato dal servizio per motivi di salute, la societa' che si e' aggiudicata il servizio a febbraio 2017 ha assunto un pregiudicato - parente del predetto soggetto cessato dal servizio - considerato il «nuovo braccio destro» di un noto capoclan in violazione del citato art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro.
L'Organo ispettivo ha quindi preso in considerazione la rimanente attivita' gestionale dell'ente, rilevando che il servizio di mensa scolastica e' attualmente gestito in regime di proroga da una societa' che annovera tra i propri dipendenti una persona - coniuge di un consigliere comunale - in stretti rapporti familiari con un boss locale, nonche' legata da vincoli di affinita' ad un altro dipendente della medesima societa', a sua volta assessore nella pregressa consiliatura.
L'esame degli interventi affidati dall'amministrazione comunale in via diretta o in regime di somma urgenza ha poi disvelato il frequente ricorso a ditte riconducibili a soggetti controindicati, tra le quali merita menzione una societa' i cui titolari sono considerati elementi di primo piano della criminalita' organizzata locale.
Tale circostanza e' univocamente sintomatica della mancanza di quelle cautele che sarebbe necessario adottare a tutela della legalita' in un contesto territoriale in cui e' consolidata la presenza di sodalizi criminali.
Una specifica attenzione e' stata quindi dedicata alla gestione del patrimonio boschivo comunale che rappresenta un'importante risorsa a disposizione dell'ente. Al riguardo, viene stigmatizzata la circostanza che dal 2009 ad oggi si e' verificata una sorta di turnazione tra le imprese operanti nel territorio in conseguenza della quale ad ogni singola procedura esperita per l'assegnazione dei tagli ha partecipato di volta in volta una sola ditta. La Commissione di indagine sottolinea altresi' come tale sistema abbia di fatto consentito alle imprese partecipanti alle gare di aggiudicarsi i tagli boschivi con un rialzo minimo rispetto al prezzo posto a base d'asta. E' significativo che i titolari di una delle societa' avvantaggiate dal menzionato meccanismo di turnazione annoverano vincoli di parentela con persone contigue alle associazioni criminali territorialmente dominanti.
Infine, sul piano economico-finanziario l'Organo ispettivo ha riscontrato diffusi fenomeni di evasione tributaria, segnalando che risultano debitori dell'ente sia taluni amministratori comunali sia esponenti delle famiglie malavitose locali.
Le vicende analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del Prefetto hanno rivelato una serie di condizionamenti nell'amministrazione di Petrona', volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali, con pregiudizio dei principi di buon andamento, imparzialita' e trasparenza, che rendono necessario l'intervento dello Stato per assicurare il risanamento dell'ente.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Petrona' (Catanzaro), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 21 novembre 2017

Il Ministro dell'interno: Minniti

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Prefettura di Catanzaro

Ufficio Territoriale del Governo
Prot. n. 151/17/S.d.S.

Catanzaro, 04 ottobre 2017

al sig. Ministro dell'interno
Roma
Oggetto: Amministrazione comunale di Petrona' - Proposta di scioglimento ai sensi art.143 approvato con decreto legislativo n. 267/2000.
In esito alla delega di cui al decreto ministeriale in data 10 marzo 2017 n. 17102/128/23 (17) - Uff. V - Affari territoriali, concernente il comune in oggetto, si comunica quanto segue.
Il Comune di Petrona', piccolo centro situato nella presila catanzarese e con una popolazione che conta 2662 abitanti, ha rinnovato i suoi organi elettivi il 5 giugno 2016.
In data 25 novembre 2016, a distanza di pochi mesi dall'insediamento dell'Amministrazione comunale in carica, perveniva a questa Prefettura un esposto anonimo nel quale veniva segnalato che le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi del Comune di Petrona' sarebbero state viziate da pressioni provenienti da ambienti mafiosi e che la vita politica amministrativa era condizionata dalle cosche operanti su quel territorio.
In particolare, veniva individuata la causa del condizionamento nei rapporti di parentela tra alcuni amministratori e soggetti appartenenti a consorterie criminali.
Pertanto, sulla scotta delle informazioni preliminarmente acquisite con l'ausilio dei Carabinieri, e' stata istituita, con decreto prefettizio n. 338/17/S.D.S. del 16 marzo 2017, previa delega ministeriale ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge 7 agosto 1992, n. 356, la commissione di accesso con la prescrizione del termine per la conclusione degli accertamenti di mesi tre, rinnovabili per altri tre.
La stessa, il 26 settembre u.s. ha rassegnato, nei termini prescritti, la relazione concernente l'esito degli accertamenti effettuati, della quale si allega copia.
Preliminarmente occorre evidenziare che nel territorio di Petrona' operano due cosche di tipo mafioso contrapposte tra loro:
la cosca dei (Omissis) capeggiata dai fratelli (Omissis), attualmente sorvegliato speciale di P.S., e (Omissis), ex avvisato orale di P.S., sodali alle famiglie (Omissis) di Marcedusa e Omissis di Isola di Capo Rizzuto;
la cosca denominata (Omissis), capeggiata dai fratelli (Omissis) (Omissis), ex sorvegliato speciale di P.S., domiciliato in Genova ed attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Genova Marassi, e (Omissis), legata alla cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto.
Sin dagli anni 90 e per tutto il 2012, si e' assistito ad una lunga e sanguinolenta faida tra le due famiglie di 'ndrangheta che ha portato rilevanti perdite per entrambe le fazioni. La lunga scia di sangue ha portato all'affermazione della cosca capeggiata dai (Omissis) che e' riuscita ad inserire nei posti chiave dell'Ente persone di fiducia.
Proprio per verificare l'esistenza di leganti con la criminalita' organizzata e' stata esaminata innanzitutto la compagine amministrativa e l'apparato burocratico dell'ente trovando, in entrambi i casi elementi vicini alle consorteria per vincoli parentali anche molto stretti.
Tra tutti spicca (Omissis), nominato vicesindaco nonche' assessore al bilancio, forestazione, agricoltura e urbanistica. Il (Omissis) e' uomo politico di lungo corso che sin dal 1994 ha ricoperto incarichi politici, anche di rilievo, all'interno del Comune. Lo stesso e' suocero di (Omissis), esponente di spicco della cosca dei (Omissis), poiche' quest'ultimo ha sposato nel 2005 la figlia del (Omissis).
Tale strettissimo legame non poteva non essere noto al Sindaco (Omissis) sia per le modeste dimensioni demografiche dell'ente, che conta poco piu' di 2600 persone, sia perche' il marito della stessa, (Omissis), ha rivestito la carica di consigliere di maggioranza e assessore insieme al (Omissis). E tuttavia e' da evidenziare come la (Omissis) sin da subito, nei vari colloqui avuti con la Commissione di Accesso, ha cercato di prendere le distanze dal (Omissis) arrivando persino a giustificare la presenza dello stesso nella lista elettorale, per esigenze contingenti, legate alla necessita' di trovare una persona per definire i candidati.
Inoltre, a poco piu' di un mese di distanza dall'insediamento della Commissione di Accesso, la (Omissis) ha revocato l'incarico di vicesindaco in capo al (Omissis) che si e' anche dimesso da consigliere di maggioranza, uscendo in tal modo dalla compagine amministrativa. Tuttavia il tentativo del Sindaco di allontanare i sospetti di una ingerenza criminale nella vita dell'Ente sono risultati alquanto maldestri poiche' al posto di (Omissis) ha assunto il ruolo di vicesindaco (Omissis) la quale, pur essendo esente da pregiudizi penale, risulta intrattenere una stabile relazione con (Omissis), nipote del capo cosca dei (Omissis).
Inoltre, anche il terzo componente della Giunta, (Omissis), nominato assessore a seguito del rimpasto avutosi nel mese di maggio, risulta avere frequentazioni e vincoli di parentela, sebbene indiretti, con i fratelli (Omissis), (Omissis) e (Omissis), fiancheggiatori della cosca (Omissis) (1) Lo stesso risulta essere cognato di (Omissis), nato a Petrona' il 5 settembre 1972, titolare della ditta (Omissis), quest'ultimo coniugato con (Omissis), sorella dei pregiudicati (Omissis), (Omissis) e (Omissis), fiancheggiatori della Cosca (Omissis).
La presenza di vincoli di parentela tra amministratori e soggetti appartenenti alla criminalita' organizzata presenta, di per se', un «grado di significativita'» che la costante giurisprudenza del Consiglio di Stato richiede ai fini della configurabilita' di forme di condizionamento degli organi elettivi, che vincolano la vita amministrativa dell'Ente a dinamiche riconducibili a mire espansionistiche e di controllo delle organizzazioni criminali sul territorio.
Tale forma di controllo appare ancora piu' evidente se si consideri che anche alcuni dipendenti comunali sono legati da relazioni parentali e/o frequentazioni con ambienti della criminalita' organizzata.
Su tutti spicca la figura del (Omissis), nipote diretto di (Omissis), nato a (Omissis), gia' sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., soggetto quest'ultimo di forte spessore criminale, di interesse operativo, con molteplici e gravi precedenti di varia natura. Nonostante i legami di parentela e le continue frequentazioni di (Omissis) con pluripregiudicati, allo stesso la (Omissis) attribuiva dapprima un incarico fiduciario nello staff del Sindaco e poi lo nominava responsabile del settore finanziario a seguito di una procedura che desta non pochi dubbi sotto il profilo della legittimita'.
Anche l'assunzione di un altro dipendente comunale inserito nell'area tecnica desta parecchie preoccupazioni e perplessita'. Si tratta di (Omissis), legato da vincoli di parentela con (Omissis), elemento di spicco della cosca dei (Omissis), il quale, grazie ad un bando cucito su misura su di lui, e' riuscito a passare da una categoria A ad una categoria C1, ricoprendo in questo modo anche la qualifica di RUP. Tale posizione gli consente di procedere, in caso di necessita', ad affidamenti diretti in via d'urgenza, spesso concessi a ditte vicine alla criminalita' organizzata.
La presenza all'interno degli organi comunali di elementi legati da vincoli di parentela, a volte molto stretti, con soggetti legati ad ambienti malavitosi e' elemento sufficiente a confermare la supremazia della cosca sul territorio.
A cio' si aggiunga il fatto che, per come e' emerso dall'attivita' di accesso, a fronte di un capillare controllo da parte della criminalita' organizzata di tutti i servizi rilevanti, l'Amministrazione comunale sembra rimanere passivo, non riuscendo ad opporre una qualche forma di controllo o argine e accettando supinamente cio' che accade sotto i propri occhi.
Emblematica e' la vicenda dei sette lavoratori impiegati nel servizio di igiene pubblica, tutti legati ad ambienti della criminalita' organizzata, che grazie ad un uso distorto di una norma nata per tutelare i livelli occupazionali, sono transitati da una ditta all'altra nei vari appalti susseguitisi nel tempo senza che il comune abbia mai opposto alcuna obiezione. E ancora piu' paradossale risulta essere la sostituzione, in data 15 febbraio 2017, di uno dei dipendenti, cessato dal lavoro per motivi di salute, con il nipote (Omissis), ritenuto nuovo braccio destro dei (Omissis). Anche in questo caso, sebbene non vi fossero i presupposti per l'applicazione della c.d. clausola sociale prevista del CCNL, l'Amministrazione comunale e' rimasta «muto spettatore» limitandosi ad esprimere solo disappunto per un servizio che, proprio a causa dell'elevato costo del personale addetto, risulta particolarmente gravoso per i contribuenti.
Per cio' che riguarda l'affidamento dei servizi comunali la Commissione di Accesso ha preso in esame le principali attivita' dell'Ente quali la gestione del patrimonio boschivo, importante risorsa per un comune come quello di Petrona' il cui territorio e' prevalentemente montuoso, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la riscossione dei tributi e il servizio mensa e scuolabus e il lavoro di sistemazione del campo sportivo comunale.
Proprio tale ultimo appalto ha rappresentato la chiave di volta per decifrare alcuni passaggi all'apparenza lineari ma che, nella realta' dei fatti, fanno sorgere seri sospetti di una pressante ingerenza delle consorterie criminali nelle attivita' economiche comunali.
In uno stralcio dell'operazione denominata «Borderland» infatti, emerge in modo chiaro come la ditta aggiudicataria sia stata avvicinata da esponenti della cosca (Omissis) che imponevano loro le seguenti condizioni:
1. il pagamento di una somma di denaro pari al 3% dell'importo del lavoro da eseguire;
2. l'affidamento in sub-appalto di parte dei lavori ad una ditta compiacente e gradita indicata dai (Omissis);
3. la scelta, sempre da parte di questi ultimi, dei fornitori dei materiali edili necessari per la realizzazione dell'opera appaltata.
Al di la dei risvolti investigativi e penali, in se' considerata, la vicenda fa emergere un modus operandi che con molta probabilita' si ripete anche in altri ambiti: la cosca non ha piu' bisogno di far aggiudicare l'appalto ad una ditta ad essa legata ma entra nell'economia legale, distorcendola, attraverso l'imposizione di sub appaltatori e fornitori compiacenti e graditi.
Il fatto che la «partita» si giochi al di fuori delle mura comunali e' ancora piu' evidente nella gestione del patrimonio boschivo. Il Comune di Petrona', infatti, pur avendo un piano tagli approvato e pur indicendo bandi formalmente impeccabili, tuttavia non riesce a trarre profitto da tale importante risorsa in quanto alle gare, per come esaminate dalla Commissione, partecipano a rotazione le singole ditte boschive presenti sul territorio, aggiudicandosi i tagli anche con rialzi irrisori, segno che gli accordi, con ogni probabilita', intervengono al di fuori della procedura di gara con una spartizione delle commesse decise aliunde.
La presente nota si e' soffermata solo su alcuni piu' rilevanti aspetti rappresentativi dell'ingerenza della criminalita' organizzata nell'agire dell'Ente. La relazione della Commissione, qui allegata ed alla quale si rimanda per una piu' approfondita disamina della situazione riscontrata in sede di accesso, evidenzia infatti ulteriori evidenze indiziarie che delineano un quadro complessivo caratterizzato, da un lato, dalla sussistenza nel contesto territoriale della influenza di una cosca criminale e da un tessuto politico-amministrativo alquanto debole e, dall'altro, da una precarieta' delle condizioni funzionali dell'Ente Territoriale che non dimostra una concreta capacita' di porre solidi argini all'affermarsi di dinamiche di illegalita'.
Al riguardo, si sottolinea, infine che l'esatta distinzione tra attivita' di gestione ed attivita' di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ex art. 107 del decreto legislativo n. 267/2000 non esclude che il non corretto funzionamento degli apparati dell'amministrazione sia addebitabile all'organo politico quando non risultano le attivita' di indirizzo e di controllo dirette a contrastare tale cattivo funzionamento (Cass. 27 maggio 2015 n. 10945).
Il quadro delineato denota la sussistenza di quegli elementi univoci, concreti e rilevanti richiesti dalla normativa atti a dimostrare la sussistenza di forme di condizionamento degli amministratori tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione degli organi elettivi e da compromettere il buon andamento e l'imparzialita' dell'Ente comunale.
Per tutto quanto fin qui detto, e su conforme parere del Comitato per l'ordine e la Sicurezza pubblica espresso nella riunione tenutesi il 3 ottobre 2017, integrato con la partecipazione del Procuratore aggiunto distrettuale presso la Corte d'appello di Catanzaro nonche' della Commissione di accesso, si ritiene che nel caso in esame si configurino i presupposti di fatto e di diritto per l'adozione della misura di rigore dello scioglimento del consiglio comunale ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 143 del TUEL approvato decreto legislativo n. 267/2000.

Il prefetto: Latella

(1) Lo stesso risulta essere cognato di (Omissis), nato a Petrona' il
5 settembre 1972, titolare della ditta (Omissis), quest'ultimo
coniugato con (Omissis), sorella dei pregiudicati
(Omissis), (Omissis) e (Omissis), fiancheggiatori della Cosca
(Omissis).
 
Art. 2

La gestione del Comune di Petrona' (Catanzaro) e' affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:
dott. Fabrizio Gallo - viceprefetto;
dott. Luigi Guerrieri - viceprefetto aggiunto;
dott. Luigi Scigliano - funzionario economico finanziario.
 
Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma addi', 24 novembre 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Minniti, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 6 dicembre 2017 Ufficio controllo atti Ministeri interno e difesa, reg.ne succ. n. 2340
 
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