Gazzetta n. 212 del 10 settembre 2010 (vai al sommario)
LEGGE 13 agosto 2010, n. 149
Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e agli articoli 11 e 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, concernenti la gestione dei fondi dell'Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80

1. All'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 15-ter e' sostituito dal seguente:
«15-ter. A decorrere dall'esercizio finanziario 2011, le somme non erogate dal funzionario delegato in esecuzione di specifici interventi, progetti o programmi possono essere temporaneamente utilizzate, nell'ambito della medesima sede all'estero, per spese di analoga natura derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate, in attesa della definizione delle procedure di accredito del successivo ordine di rimessa valutaria. All'atto della ricezione dei nuovi fondi accreditati, e comunque improrogabilmente entro l'anno di riferimento, e' obbligatoria la sistemazione contabile della cassa temporaneamente utilizzata»;
b) il comma 15-quater e' sostituito dal seguente:
«15-quater. Le erogazioni successive a quella iniziale sono condizionate al rilascio di un'attestazione da parte del capo missione sullo stato di realizzazione degli interventi, progetti o programmi. Entro sessanta giorni dalla chiusura di ciascun esercizio finanziario, il funzionario delegato presenta una relazione sullo stato dell'intervento, progetto o programma, accompagnata dalla distinta delle spese sostenute nell'esercizio. Entro novanta giorni dalla conclusione di ciascun intervento, progetto o programma, il funzionario delegato versa all'erario le eventuali economie e presenta ai competenti uffici dell'Amministrazione degli affari esteri l'attestazione di tale versamento, la rendicontazione finale, corredata della documentazione di spesa, nonche' una relazione attestante l'effettiva realizzazione dell'intervento, progetto o programma e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In caso di avvicendamento tra funzionari delegati, la rendicontazione e' resa a cura del funzionario delegato in carica, sulla base di specifici passaggi di consegne; i relativi verbali sono allegati al rendiconto e, in caso di oggettiva impossibilita', al rendiconto e' allegata una specifica dichiarazione del medesimo funzionario in carica, attestante le ragioni del mancato passaggio di consegne. In tali casi, ciascun funzionario delegato e' comunque responsabile per gli atti di spesa della propria gestione»;
c) il comma 15-quinquies e' sostituito dal seguente:
«15-quinquies. Con regolamento emanato con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita' di armonizzazione del regime giuridico delle rendicontazioni degli interventi, progetti o programmi di cooperazione allo sviluppo conclusi negli esercizi finanziari fino all'anno 2010»;
d) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«15-septies. Per le spese di funzionamento delle unita' tecniche di cui all'articolo 13, comma 5, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, nelle more dell'accredito della successiva rimessa valutaria, il funzionario delegato puo' temporaneamente utilizzare fondi di analoga natura comunque disponibili, ove cio' sia indispensabile per assicurare la continuita' dei servizi. All'atto della ricezione dei fondi accreditati, e comunque improrogabilmente entro l'anno di riferimento, e' obbligatoria la sistemazione contabile della cassa temporaneamente utilizzata. I fondi di cui al presente comma sono accreditati dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri al capo della rappresentanza diplomatica».



Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'articolo 10, comma 2, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note all'art. 1:
- Si riporta il testo dell'art. 1 del decreto-legge 14
marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del
Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e
territoriale), convertito, con modificazioni, dalla legge
14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla presente
legge:
«Art. 1 (Rafforzamento del sistema doganale, lotta alla
contraffazione e sostegno all'internazionalizzazione del
sistema produttivo). - 1. Per il rilancio del sistema
portuale italiano, con l'obiettivo di consentire l'ingresso
e l'uscita delle merci dal territorio doganale dell'Unione
europea in tempi tecnici adeguati alle esigenze dei
traffici, nonche' per l'incentivazione dei sistemi
logistici nazionali in grado di rendere piu' efficiente lo
stoccaggio, la manipolazione e la distribuzione delle
merci, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, adottato entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, e' definito, ferme
restando le vigenti disposizioni in materia di servizi di
polizia doganale, il riassetto delle procedure
amministrative di sdoganamento delle merci, con
l'individuazione di forme di semplificazione e di
coordinamento operativo affidate all'Agenzia delle dogane,
per le procedure di competenza di altre amministrazioni che
concorrono allo sdoganamento delle merci, e comunque
nell'osservanza dei principi della massima riduzione dei
termini di conclusione dei procedimenti e della
uniformazione dei tempi di conclusione previsti per
procedimenti tra loro analoghi, della disciplina uniforme
dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso
diverse amministrazioni o presso diversi uffici della
medesima amministrazione, dell'accorpamento dei
procedimenti che si riferiscono alla medesima attivita',
dell'adeguamento delle procedure alle tecnologie
informatiche, del piu' ampio ricorso alle forme di
autocertificazione, sulla base delle disposizioni vigenti
in materia. E' fatta salva la disciplina in materia di
circolazione in ambito internazionale dei beni culturali di
cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. Ai fini di cui al comma 1, i soggetti deputati a
rilasciare le prescritte certificazioni possono comunque
consentire, in alternativa, la presentazione di
certificazioni rilasciate da soggetto privato abilitato.
3. Al comma 380 dell'art. 1 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, dopo le parole: «Agenzia delle entrate» sono
inserite le seguenti: «e all'Agenzia delle dogane».
4. Per garantire il potenziamento e la piena efficienza
delle apparecchiature scanner in dotazione all'Agenzia
delle dogane installate nei maggiori porti ed interporti
del territorio nazionale, favorire la presenza delle
imprese sul mercato attraverso lo snellimento delle
operazioni doganali corrette ed il contrasto di quelle
fraudolente, nonche' assicurare un elevato livello di
deterrenza ai traffici connessi al terrorismo ed alla
criminalita' internazionale, l'Agenzia delle dogane
utilizza, entro il limite di ottanta milioni di euro, le
maggiori somme rispetto all'esercizio precedente versate
all'Italia dall'Unione europea e che, per effetto del n. 3)
della lettera i) del comma 1 dell'art. 3 della legge 10
ottobre 1989, n. 349, sono disponibili per l'acquisizione
di mezzi tecnici e strumentali nonche' finalizzate al
potenziamento delle attivita' di accertamento, ispettive e
di contrasto alle frodi.
5. E' istituito presso il Ministero dell'economia e
delle finanze un apposito Fondo con la dotazione di
34.180.000 euro per l'anno 2005, di 39.498.000 euro per
l'anno 2006, di 38.700.000 euro per l'anno 2007 e di
42.320.000 euro a decorrere dall'anno 2008, per le esigenze
connesse all'istituzione del Sistema d'informazione visti,
finalizzato al contrasto della criminalita' organizzata e
della immigrazione illegale attraverso lo scambio tra gli
Stati membri dell'Unione europea di dati relativi ai visti,
di cui alla decisione 2004/512/CE dell'8 giugno 2004 del
Consiglio. Al riparto del Fondo di cui al presente comma si
provvede con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, su proposta dei Ministri competenti. All'onere di
cui al presente comma si provvede:
a) quanto a euro 4.845.000 per il 2005, a euro
15.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2005-2007, nell'ambito
dell'unita' previsionale di base di parte corrente «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2005, allo scopo
parzialmente utilizzando, per euro 1.345.000 per il 2005 e
per euro 15.000.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007,
l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri
e, per euro 3.500.000 per il 2005, l'accantonamento
relativo al Ministero dell'interno;
b) a euro 22.566.000 per il 2007 e ad euro 42.320.000
a decorrere dal 2008, mediante utilizzo di parte delle
maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'art. 7,
comma 3;
c) quanto a euro 29.335.000 per il 2005, a euro
24.498.000 per il 2006 e ad euro 1.134.000 per il 2007,
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto
capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005,
allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al predetto Ministero.
6. Il limite massimo di intervento della Simest S.p.a.,
come previsto dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, e'
elevato al 49 per cento per gli investimenti all'estero che
riguardano attivita' aggiuntive delle imprese, derivanti da
acquisizioni di imprese, «joint-venture» o altro e che
garantiscano il mantenimento delle capacita' produttive
interne. Resta ferma la facolta' del CIPE di variare, con
proprio provvedimento, la percentuale della predetta
partecipazione.
6-bis. Al fine di potenziare l'attivita' della SIMEST
Spa a supporto dell'internazionalizzazione delle imprese,
le regioni possono assegnare in gestione alla societa'
stessa propri fondi rotativi con finalita' di venture
capital, per l'acquisizione di quote aggiuntive di
partecipazione fino a un massimo del 49 per cento del
capitale o fondo sociale di societa' o imprese partecipate
da imprese operanti nel proprio territorio. Tali fondi sono
autonomi e restano distinti dal patrimonio della SIMEST
Spa. Qualora i fondi rotativi siano assegnati da regioni
del Mezzogiorno, le quote di partecipazione
complessivamente detenute dalla SIMEST Spa possono
raggiungere una percentuale fino al 70 per cento del
capitale o fondo sociale. I fondi rotativi regionali con
finalita' di venture capital previsti dal presente comma
possono anche confluire, ai fini della gestione, nel fondo
unico di cui all'art. 1, comma 932, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, estendendosi agli, stessi la competenza del
Comitato di indirizzo e di rendicontazione di cui al
decreto del Vice Ministro delle attivita' produttive n. 404
del 26 agosto 2003. Il Ministro dello sviluppo economico
provvede, con proprio decreto, all'integrazione della
composizione del Comitato di indirizzo e di rendicontazione
con un rappresentante della regione assegnataria del fondo
per le specifiche delibere di impiego del medesimo, senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
7. E' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da 100 euro fino a 7.000 euro l'acquirente finale che
acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualita'
o per la condizione di chi le offre o per l'entita' del
prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le
norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed
in materia di proprieta' industriale. In ogni caso si
procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al
presente comma. Restano ferme le norme di cui al decreto
legislativo 9 aprile 2003, n. 70. Salvo che il fatto
costituisca reato, qualora l'acquisto sia effettuato da un
operatore commerciale o importatore o da qualunque altro
soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione
amministrativa pecuniaria e' stabilita da un minimo di
20.000 euro fino ad un milione di euro. Le sanzioni sono
applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di
accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia
giudiziaria dall'art. 13 della citata legge n. 689 del
1981, all'accertamento delle violazioni provvedono,
d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia
amministrativa.
8. Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni
previste dal comma 7 sono versate all'entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate ad appositi capitoli,
anche di nuova istituzione, dello stato di previsione del
Ministero delle attivita' produttive e del Ministero degli
affari esteri, da destinare alla lotta alla contraffazione.
Nel caso di sanzioni applicate da organi di polizia locale,
le somme sono destinate per il 50 per cento all'ente locale
competente e per il restante 50 per cento allo Stato,
secondo le modalita' di cui al primo periodo.
9. All'art. 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, dopo le parole: «fallaci indicazioni di
provenienza» sono inserite le seguenti: «o di origine».
10. All'art. 517 del codice penale, le parole: «due
milioni» sono sostituite dalle seguenti: «ventimila euro».
11. L'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione
di cui all'art. 1-quater, opera in stretto coordinamento
con le omologhe strutture degli altri Paesi esteri.
12. I benefici e le agevolazioni previsti ai sensi
della legge 24 aprile 1990, n. 100, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 143, e della legge 12 dicembre 2002, n.
273, non si applicano ai progetti delle imprese che,
investendo all'estero, non prevedano il mantenimento sul
territorio nazionale delle attivita' di ricerca, sviluppo,
direzione commerciale, nonche' di una parte sostanziale
delle attivita' produttive.
13. -.
14. Allo scopo di favorire l'attivita' di ricerca e
innovazione delle imprese italiane ed al fine di
migliorarne l'efficienza nei processi di
internazionalizzazione, le partecipazioni acquisite dalla
Simest S.p.a ai sensi dell'art. 1 della legge 24 aprile
1990, n. 100, possono superare la quota del 25 per cento
del capitale o fondo sociale della societa' nel caso in cui
le imprese italiane intendano effettuare investimenti in
ricerca e innovazione nel periodo di durata del contratto.
15. I funzionari delegati di cui all'art. 3 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 marzo 2000, n. 120, possono effettuare
trasferimenti tra le aperture di credito disposte in loro
favore su capitoli relativi all'acquisizione di beni e
servizi nell'ambito dell'unita' previsionale di base
«Uffici all'estero» dello stato di previsione del Ministero
degli affari esteri. Detti trasferimenti, adeguatamente
motivati, sono comunicati al competente centro di
responsabilita', all'ufficio centrale del bilancio e alla
Corte dei conti, al fine della rendicontazione, del
controllo e delle conseguenti variazioni di bilancio da
disporre con decreto del Ministro degli affari esteri. Con
decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite
le modalita' di attuazione delle norme di cui al presente
comma.
15-bis. I fondi di cui all'art. 25, comma 1, del
regolamento di cui ai decreto del Presidente della
Repubblica 12 aprile 1988, n. 177, sono accreditati alle
rappresentanze diplomatiche, per le finalita' della legge
26 febbraio 1987, n. 49, e per gli adempimenti derivanti
dai relativi obblighi internazionali, sulla base di
interventi, progetti o programmi, corredati dei relativi
documenti analitici dei costi e delle voci di spesa,
approvati dagli organi deliberanti.
15-ter. A decorrere dall'esercizio finanziario 2011, le
somme non erogate dal funzionario delegato in esecuzione di
specifici interventi, progetti o programmi possono essere
temporaneamente utilizzate, nell'ambito della medesima sede
all'estero, per spese di analoga natura derivanti da
obbligazioni giuridicamente perfezionate, in attesa della
definizione delle procedure di accredito del successivo
ordine di rimessa valutaria. All'atto della ricezione dei
nuovi fondi accreditati, e comunque improrogabilmente entro
l'anno di riferimento, e' obbligatoria la sistemazione
contabile della cassa temporaneamente utilizzata.
15-quater. Le erogazioni successive a quella iniziale
sono condizionate al rilascio di un'attestazione da parte
del capo missione sullo stato di realizzazione degli
interventi, progetti o programmi. Entro sessanta giorni
dalla chiusura di ciascun esercizio finanziario, il
funzionario delegato presenta una relazione sullo stato
dell'intervento, progetto o programma, accompagnata dalla
distinta delle spese sostenute nell'esercizio. Entro
novanta giorni dalla conclusione di ciascun intervento,
progetto o programma, il funzionario delegato versa
all'erario le eventuali economie e presenta ai competenti
uffici dell'Amministrazione degli affari esteri
l'attestazione di tale versamento, la rendicontazione
finale, corredata della documentazione di spesa, nonche'
una relazione attestante l'effettiva realizzazione
dell'intervento, progetto o programma e il raggiungimento
degli obiettivi prefissati. In caso di avvicendamento tra
funzionari delegati, la rendicontazione e' resa a cura del
funzionario delegato in carica, sulla base di specifici
passaggi di consegne; i relativi verbali sono allegati al
rendiconto e, in caso di oggettiva impossibilita', al
rendiconto e' allegata una specifica dichiarazione del
medesimo funzionario in carica, attestante le ragioni del
mancato passaggio di consegne. In tali casi, ciascun
funzionario delegato e' comunque responsabile per gli atti
di spesa della propria gestione.
15-quinquies. Con regolamento emanato con decreto del
Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita'
di armonizzazione del regime giuridico delle
rendicontazioni degli interventi, progetti o programmi di
cooperazione allo sviluppo conclusi negli esercizi
finanziari fino all'anno 2010.
15-sexies. Per la realizzazione degli interventi di
emergenza di cui all'art. 11 della legge 26 febbraio 1987,
n. 49, e successive modificazioni, mediante fondi
accreditati alle rappresentanze diplomatiche, il capo
missione puo' stipulare convenzioni con le organizzazioni
non governative che operano localmente. La congruita' dei
tassi di interesse applicati dalle organizzazioni non
governative per la realizzazione di programmi di
microcredito e' attestata dal capo della rappresentanza
diplomatica.
15-septies. Per le spese di funzionamento delle unita'
tecniche di cui all'art. 13, comma 5, della legge 26
febbraio 1987, n. 49, nelle more dell'accredito della
successiva rimessa valutaria, il funzionario delegato puo'
temporaneamente utilizzare fondi di analoga natura comunque
disponibili, ove cio' sia indispensabile per assicurare la
continuita' dei servizi. All'atto della ricezione dei fondi
accreditati, e comunque improrogabilmente entro l'anno di
riferimento, e' obbligatoria la sistemazione contabile
della cassa temporaneamente utilizzata. I fondi di cui al
presente comma sono accreditati dalla Direzione generale
per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli
affari esteri al capo della rappresentanza diplomatica.».



 
Art. 2
Modifica all'articolo 11 della legge
26 febbraio 1987, n. 49

1. All'articolo 11, comma 1, lettera a), della legge 26 febbraio 1987, n. 49, dopo la parola: «alimentari» sono inserite le seguenti: «acquistate preferibilmente in loco o nella regione».



Note all'art. 2:
- Si riporta il testo dell'art. 11 della legge 26
febbraio 1987, n. 49 (Nuova disciplina della cooperazione
dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo), come
modificato dalla presente legge:
«Art. 11 (Interventi straordinari). - 1. Gli interventi
straordinari di cui all'art. 1, comma 4, sono:
a) l'invio di missioni di soccorso, la cessione di
beni, attrezzature e derrate alimentari acquistate
preferibilmente in loco o nella regione, la concessione di
finanziamenti in via bilaterale;
b) l'avvio di interventi imperniati principalmente
sulla sanita' e la messa in opera delle infrastrutture di
base, soprattutto in campo agricolo e igienico sanitario,
indispensabili per l'immediato soddisfacimento dei bisogni
fondamentali dell'uomo in aree colpite da calamita', da
carestie e da fame, e caratterizzate da alti tassi di
mortalita';
c) la realizzazione in loco di' sistemi di raccolta,
stoccaggio, trasporto e distribuzione di beni, attrezzature
e derrate;
d) l'impiego, d'intesa con tutti i Ministeri
interessati, gli enti locali e gli enti pubblici, dei mezzi
e del personale necessario per il tempestivo raggiungimento
degli obiettivi di cui alle lettere a), b) e c);
e) l'utilizzazione di organizzazioni non governative
riconosciute idonee ai sensi della presente legge, sia
direttamente sia attraverso il finanziamento di programmi
elaborati da tali enti ed organismi e concordati con la
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.
2. Gli interventi derivanti da calamita' o eventi
eccezionali possono essere effettuati d'intesa con il
Ministro per il coordinamento della protezione civile, il
quale con i poteri di cui al secondo comma dell'art. 1 del
decreto-legge 12 novembre 1982, n. 829, convertito, con
modificazioni, nella legge 23 dicembre 1982, n. 938, pone a
disposizione personale specializzato e mezzi idonei per
farvi fronte. I relativi oneri sono a carico della
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.
3. Le iniziative promosse ai sensi del presente
articolo sono deliberate dal Ministro degli affari esteri o
dal Sottosegretario di cui all'art. 3, comma 4, qualora
l'onere previsto sia superiore a lire 2 miliardi, ovvero
dal Direttore generale per importi inferiori e non sono
sottoposte al parere preventivo del Comitato direzionale
ne' al visto preventivo dell'ufficio di ragioneria di cui
all'art. 15, comma 2. La relativa documentazione e'
inoltrata al Comitato direzionale, al Comitato consultivo
ed all'Ufficio di ragioneria contestualmente alla delibera.
4. Le attivita' di cui al presente articolo sono
affidate, con il decreto di cui all'art. 10, comma 2, ad
apposita unita' operativa della Direzione generale.».



 
Art. 3
Modifica all'articolo 13 della legge
26 febbraio 1987, n. 49

1. All'articolo 13, comma 4, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le parole: «, anche per quanto riguarda l'amministrazione dei fondi di cui al comma 5,» sono soppresse.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 13 agosto 2010

NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 3400):
Presentato dall'on. Enrico Pianetta il 15 aprile 2010.
Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede referente il 19 aprile 2010, con pareri delle commissioni I e V.
Esaminato dalla III commissione in sede referente il 27 aprile 2010 e il 12 maggio 2010. Nuovamente assegnato alla III commissione (Affari esteri) in sede legislativa il 30 giugno 2010.
Esaminato dalla III commissione in sede legislativa il 1° luglio 2010 ed approvato il 6 luglio 2010. Senato della Repubblica (atto n. 2272):
Assegnato alla 3ª commissione permanente (Affari esteri) in sede deliberante il 20 luglio 2010 con pareri delle commissionil 1ª e 5ª .
Esaminato dalla 3ª commissione in sede deliberante il 21 luglio 2010 ed approvato il 2 agosto 2010.



Note all'art. 3:
- Si riporta il testo dell'art. 13 della citata legge
n. 49 del 1987, come modificato dalla presente legge:
«Art. 13 (Unita' tecniche di cooperazione nei Paesi in
via di sviluppo). - 1. Le unita' tecniche di cui agli artt.
9 e 10 sono istituite nei Paesi in via di sviluppo
dichiarati prioritari dal CICS con accreditamento diretto
presso i Governi interessati nel quadro degli accordi di
cooperazione.
2. Le unita' tecniche sono costituite da esperti
dell'Unita' tecnica centrale di cui all'art. 12 e da
esperti tecnico-amministrativi assegnati dalla Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo nonche' da
personale esecutivo e ausiliario assumibile in loco con
contratti a tempo determinato.
3. I compiti delle unita' tecniche consistono:
a) nella predisposizione e nell'invio alla Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo di relazioni, di
dati e di ogni elemento di informazione utile
all'individuazione, all'istruttoria e alla valutazione
delle iniziative di cooperazione suscettibili di
finanziamento;
b) nella predisposizione e nell'invio alla Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo di relazioni, di
dati e di elementi di informazione sui piani e programmi di
sviluppo del Paese di accreditamento e sulla cooperazione
allo sviluppo ivi promossa e attuata anche da altri Paesi e
da organismi internazionali;
c) nella supervisione e nel controllo tecnico delle
iniziative di cooperazione in atto;
d) nello sdoganamento, controllo, custodia e consegna
delle attrezzature e dei beni inviati dalla Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo;
e) nell'espletamento di ogni altro compito atto a
garantire il buon andamento delle iniziative di
cooperazione nel Paese.
4. Ciascuna unita' tecnica e' diretta da un esperto
dell'Unita' tecnica centrale di cui all'art. 12, che
risponde al capo della rappresentanza diplomatica
competente per territorio.
5. Le unita' tecniche sono dotate dalla Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo dei fondi e
delle attrezzature necessarie per l'espletamento dei
compiti ad esse affidati.».



 
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