Gazzetta n. 33 del 10 febbraio 2009 (vai al sommario)
MINISTERO DELLA DIFESA
COMUNICATO
Conferimento di onorificenze al Merito dell'Esercito

Con il decreto ministeriale 933 in data 12 dicembre 2008, al tenente colonnello Massimo Raccampo, nato il 12 febbraio 1963 ad Aviano (PN), e' stata concessa la Croce d'oro al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Comandante di battaglione bersaglieri, posto al comando di un complesso tattico comprendente anche unita' di fucilieri di marina e cavalleria blindata, incaricato di assumere il controllo sul fiume Eufrate, in prossimita' dell'abitato di An Nasiriyah, dimostrava, nell'assolvimento del compito ricevuto, eccezionali doti di freddezza, coraggio e perspicacia. Dopo un aspro combattimento, assunto il controllo di un estremo del ponte, malgrado il violento fuoco avversario, allo scopo di acquisire informazioni sulla situazione si esponeva ripetutamente dove il rischio era piu' alto per intraprendere, senza alcun indugio, le operazioni di ricognizione della sponda opposta. Coordinava, inoltre, in maniera impeccabile le pedine tattiche poste ai propri ordini riuscendo a neutralizzare, con azioni selettive, le piu' pericolose sorgenti di fuoco avversarie, fornendo, nel contempo, dettagliate informazioni al comando superiore. In particolare, si avvedeva della presenza di civili inermi utilizzati quali scudi umani e scongiurava cosi' la possibilita' che le unita' ai propri ordini provocassero perdite tra la popolazione civile. Manteneva quindi, per diciotto ore, le posizioni raggiunte, facendo fronte alle offese avversarie fino al cessare dei combattimenti. Figura nobilissima di comandante, chiaro esempio di elette virtu' militari, di non comune coraggio e di profonda umanita'». - An Nasiriyah (Iraq), 6 aprile 2004.
Con il decreto ministeriale 934 in data 12 dicembre 2008, al colonnello Giuseppenicola Tota, nato il 4 maggio 1960 a Corato (BA), e' stata concessa la Croce d'oro al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Comandante della Task Force Alfa su base 1° reggimento bersaglieri, inquadrata nell'Italian Joint Task Force Iraq nell'ambito dell'operazione “Antica Babilonia”, in teatro operativo caratterizzato da instabilita' sociale e da elevata conflittualita' endemica, assolveva le sue funzioni con grandissima determinazione, eccezionale professionalita' e spiccato senso del dovere. Impiegato in operazioni di grandissimo rilievo nella provincia di Dhi-Qar, articolava il dispositivo sul terreno in maniera eccezionalmente efficace e faceva fronte a tutti gli impegni con altissimo rigore e professionalita', evidenziando spiccata iniziativa e dedizione al servizio. Allorche' le attivita' assumevano carattere di elevato rischio per i bersaglieri del suo reggimento e per la popolazione, partecipava personalmente alle operazioni garantendo la sicurezza del personale e l'assolvimento del compito. L'insieme armonico delle sue bellissime qualita' professionali ed umane gli consentiva non solo di pianificare e condurre con i piu' brillanti risultati numerose operazioni di grande delicatezza, ma anche di interpretare in maniera estremamente equilibrata i compiti del contingente. Dirigeva, in particolare, con assoluta perizia, coraggio e instancabile impegno, la complessa e difficile operazione “Big Truffle”, consistente nel controllo di un'area sensibile, sede di personale legato al vecchio regime ed operante contro le forze della coalizione. Tale operazione si concludeva con il ritrovamento di grossi quantitativi di armi e munizioni e materiale esplosivo, con ampia risonanza anche nelle maggiori testate nazionali. Grazie ai risultati conseguiti, contribuiva ad assestare un duro colpo alle attivita' terroristiche dei gruppi criminali privandoli della necessaria liberta' di manovra per condurre i loro disegni criminosi sul territorio. Limpida figura di ufficiale e di comandante che, grazie alla sua elevatissima professionalita' ed ai brillanti risultati conseguiti, ha contribuito in maniera determinante all'elevazione dell'immagine dell'esercito italiano e dell'Italia nel contesto internazionale». - An Nasiriyah (Iraq), 15 giugno 2006 - 2 dicembre 2006.
Con il decreto ministeriale 935 in data 12 dicembre 2008, al colonnello Giulio Carletti, nato il 7 gennaio 1958 ad Acerra (NA), e' stata concessa la Croce d'argento al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Vice comandante della Italian Joint Task Force Iraq nell'ambito dell'operazione “Antica Babilonia”, in teatro operativo caratterizzato da elevata conflittualita' endemica, assolveva le sue importanti funzioni, in maniera esemplare, incisiva e preziosissima per il successo della missione. Figura fondamentale ed insostituibile del contingente militare italiano, di particolare spessore professionale ed umano, entusiasta della vita militare, professionista preparatissimo, profondo conoscitore dello strumento militare e delle procedure d'impiego, concorreva con rara perizia, acume e professionalita' alla fase preparatoria ed esecutiva delle operazioni di sicurezza della base, conducendo tale attivita' con spiccato senso di responsabilita' ed efficacia. In particolare, quale responsabile dell'organizzazione della sicurezza di Camp Mittica, campo base dove era schierato il contingente militare italiano, evidenziava straordinaria competenza e non comuni capacita' di pianificazione e di coordinamento, sovrintendendo alla esecuzione del piano di difesa “Castra”, volto a impedire il verificarsi di eventi in danno della base, ed, in periodi caratterizzati da grande tensione, si e' rivelato particolarmente efficace. Profondamente determinato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'operazione, si impegnava, inoltre, con una disponibilita' encomiabile, senza sosta e con incredibile continuita', al graduale disimpegno del contingente italiano dalla provincia di Dhi-Qar. Infatti, grazie alla sua preziosissima ed instancabile opera, risolveva qualsiasi problematica logistica connessa con la cessione della base di Camp Mittica all'esercito iracheno. Ufficiale molto generoso e carismatico, costituiva elemento di immediato riferimento nelle circostanze piu' delicate, nelle quali evidenziava sempre spiccata capacita' di guida e lucida visione degli obiettivi, conseguendo risultati di eccezionale livello e meritando il plauso anche di personale straniero. Magnifica figura di ufficiale, che ha saputo trasfondere nei collaboratori alle sue dipendenze elevatissimo senso del dovere ed altissima motivazione e che ha elevato in maniera determinante, grazie alla sua spiccata professionalita', l'immagine dell'esercito italiano e dell'Italia nel contesto internazionale» - An Nasiriyah (Iraq), 15 giugno 2006 - 1° dicembre 2006.
Con il decreto ministeriale 936 in data 12 dicembre 2008, al colonnello Maurizio Angelo Scardino, nato il 14 luglio 1963 a Brindisi, e' stata concessa la Croce di bronzo al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Comandante del “dipartimento Sector Security Reform” (SSR) dell'Italian Joint Task Force durante l'operazione “Antica Babilonia” in Iraq, in teatro operativo caratterizzato da instabilita' sociale, nonche' da elevata conflittualita' endemica, ha assolto il delicato incarico, con estrema professionalita', spiccato senso del dovere e costante determinazione, fornendo una prestazione generosa, puntuale e di altissimo profilo. Profondamente determinato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'operazione, si impegnava con una disponibilita' encomiabile, prodigandosi senza sosta e con incredibile continuita' per coordinare le attivita' di Training, Monitoring e Mentoring e tutte le attivita' collaterali di sostegno al progetto di riforma della sicurezza nella provincia di Dhi-Qar. Con eccezionale costanza, elevatissima autorevolezza, grande capacita' di persuasione ed instancabile determinazione, poneva in atto tutte le misure e le azioni necessarie per accelerare il processo di riforma del settore sicurezza, pianificando l'acquisizione e la distribuzione dei materiali e dei mezzi necessari al soddisfacimento delle esigenze delle forze di sicurezza irachene, ottenendo i piu' significativi risultati. In particolare, con straordinario intuito, audacia e perizia, pianificava, organizzava e conduceva l'addestramento della 3ª brigata dell'esercito iracheno, affinche' raggiungesse, nei tempi stabiliti dal comando della Multinational Division South East, elevati livelli di efficienza ed operativita'. Tale straordinario risultato e' stato determinante per avviare il processo di trasferimento del controllo della sicurezza alle autorita' irachene. Chiaro esempio di dirigente militare straordinariamente capace, professionista concreto ed altamente affidabile, che con il suo comportamento contribuiva fortemente ad accrescere il prestigio dell'esercito italiano e dell'Italia nel contesto internazionale». - An Nasiriyah (Iraq), 15 giugno 2006 - 15 novembre 2006.
Con il decreto ministeriale 939 in data 12 dicembre 2008, al capitano Pierluigi Fabbiano, nato il 23 settembre 1978 a Voghera (PV), e' stata concessa la Croce d'argento al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Ufficiale incursore dell'esercito, Comandante di distaccamento operativo incursori, in servizio presso il Joint Special Operations Task Group “Condor-A” in Afghanistan nell'ambito dell'operazione “Sarissa” ha svolto il proprio incarico con professionalita' e impegno, sapendo far fronte alle innumerevoli incognite con esemplare lucidita' ed evidenti capacita' operative, gestionali e di comando. Chiamato ad operare in condizioni ambientali dure e disagevoli, in un contesto altamente rischioso si dimostrava sempre saldo nelle proprie motivazioni, si adoperava in ogni modo nell'espletamento di tutti i difficili e delicati compiti affidatigli, esercitando una leadership brillante ed autorevole sui propri uomini. In particolare, durante una difficile operazione speciale, denominata “Tiger Achilles”, condotta congiuntamente da una sezione ranger e dal proprio distaccamento operativo incursori, in zone del territorio afgano particolarmente rischiose, data la forte presenza di elementi ostili filo-talebani nella provincia di Farah, si distingueva per ottime capacita' di comando, competenza tecnico-professionale, senso del dovere e spirito di iniziativa. Durante la condotta della suddetta operazione, il giorno 20 marzo 2007, al calar della sera, il suo distaccamento operativo veniva attaccato da elementi ostili con armi portatili e contro-carro. Il capitano Pierluigi Fabbiano, dopo aver risposto prontamente al fuoco, gestiva e dirigeva le azioni dei propri uomini in maniera esemplare, mantenendo la calma e impartendo ordini precisi, permettendo lo sganciamento in tempi rapidi ed il coordinamento con la sezione dei ranger in modo assolutamente efficace. Benche' la sua unita' avesse riportato il ferimento di un operatore incursore, con estrema lucidita', suggeriva al comando superiore efficaci soluzioni tattiche che permettevano di condurre la formazione fuori dalla zona di pericolo riportandola verso la base operativa di Farah con il minimo delle perdite in termini di uomini, mezzi e materiali. In ogni circostanza, il suo senso del dovere, la responsabilita' e la convinta dedizione al servizio gli consentivano di superare le difficolta' esistenti e di risolvere, sempre positivamente, le problematiche che ne scaturivano. Splendido esempio di ufficiale incursore in possesso di eccezionali virtu' che con il suo agire, il suo coraggio, il suo comportamento sempre esemplare e con il suo splendido senso del dovere ha contribuito in modo determinante al pieno successo della missione, ad accrescere il prestigio delle forze speciali dando lustro all'esercito ed alle forze armate italiane in ambito internazionale». - Herat, 19 aprile 2007.
Con il decreto ministeriale 940 in data 12 dicembre 2008, al tenente colonnello Giuseppe Zenobio, nato il 26 settembre 1964 a Milano, e' stata concessa la Croce di bronzo al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Comandante del battaglione genio guastatori “ISEO” - Multinational Engineer Group (MNEG), inquadrato nel Regional Command Capital operante in Afghanistan nell'ambito dell'operazione ISAF, assolveva l'incarico profondendo le migliori energie fisiche, morali, intellettuali e professionali per assicurare il soddisfacimento delle piu' disparate e complesse esigenze del teatro operativo nel settore dei lavori, della mobilita' e dell'EOD. La sua tempra morale fortemente motivata e il suo spirito di sacrificio sempre esemplare gli hanno consentito di pianificare e condurre, con risultati sempre eccellenti, numerose operazioni, in un quadro operativo caratterizzato da rischio sempre elevato e da situazioni contingenti estremamente imprevedibili, trascinando in piu' circostanze, con il personale esempio, ufficiali, sottufficiali e volontari alle proprie dipendenze. Ufficiale profondamente motivato, generoso e preparato, suscitava, con la propria determinazione e la costante presenza nelle piu' delicate e rischiose situazioni, il massimo impegno e la piu' grande partecipazione del personale italiano e straniero, facendo del MNEG un reparto altamente efficiente, che ha assolto i propri compiti con eccezionale dedizione e capacita'. In particolare, ha dimostrato estrema competenza e decisione nella gestione del team EOD alle proprie dirette dipendenze, coordinando gli interventi e la gestione delle emergenze presentatesi, evidenziando eccezionale spirito pratico, dote estremamente preziosa in un teatro operativo complesso come quello afgano. Le sue doti gestionali e i risultati ottenuti in quest'ambito sono stati particolarmente apprezzati dal personale dei contingenti stranieri presenti a kabul, che hanno dimostrato il loro tangibile apprezzamento proponendo il ten. Col. Zenobio per alcune decorazioni di prestigio. Gli eccezionali risultati ottenuti hanno inoltre consentito di migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e del personale del contingente, nonche' di sviluppare con sicurezza le piu' complesse operazioni, meritando altissima considerazione a tutti i livelli, compreso il comando ISAF. Chiaro esempio di comandante straordinariamente capace, professionalmente concreto e altamente affidabile, che con il suo comportamento e con le doti umane e gestionali dimostrate ha contribuito ad accrescere il prestigio del contingente e dell'esercito italiano nel contesto internazionale». - Kabul (Afghanistan), 2 ottobre 2006 - 1° marzo 2007.
Con il decreto ministeriale 941 in data 12 dicembre 2008, al tenente colonnello Stefano Fregona, nato l'11 ottobre 1961 a Belluno, e' stata concessa la Croce di bronzo al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Comandante del Battle Group 3 inquadrato nel Regional Command Capital (RC-C) nell'ambito dell'operazione ISAF, dimostrava di possedere preclare doti morali e di carattere ed una preparazione professionale completa e di ottimo livello. Impegnato in attivita' operative in delicati settori dell'area di responsabilita' italiana, affrontava ogni impegno con ferma determinazione, elevato equilibrio, spiccata iniziativa ed eccezionali capacita' organizzative, riuscendo a gestire con notevole efficacia anche situazioni molto difficili. Fortemente determinato e consapevole della difficolta' e pericolosita' della missione, curava in prima persona la preparazione ed il costante addestramento dei reparti alle proprie dipendenze, che hanno cosi' potuto assumere da subito in maniera adeguata la responsabilita' del settore assegnato. Con grande spirito di abnegazione, sviluppava in prima persona una serie di attivita' complesse ed onerose. In particolare, durante le operazioni “Camors”, “Oqab Alpini” e “Audace”, ha brillantemente pianificato, organizzato e coordinato nello svolgimento tutte le principali attivita' operative individuate dal comandante del RC-C come prioritarie ed essenziali per il processo di stabilizzazione politica e sociale del paese. E' da sottolineare, inoltre, la capacita' del ten. Col. Fregona di mantenere sempre perfettamente amalgamati, coordinati ed organizzati i reparti alle proprie dipendenze, dimostrandosi estremamente abile nella gestione dei rapporti umani e professionali. Ufficiale molto generoso e carismatico, costituiva elemento di costante riferimento nelle situazioni piu' delicate ed a rischio, nelle quali evidenziava sempre spiccata capacita' di guida e lucida visione degli obiettivi, conseguendo risultati di eccezionale livello e meritando il plauso anche del personale straniero operante nell'ambito dell'operazione ISAF. Chiaro esempio di ottima dedizione al dovere e straordinaria professionalita', ha saputo trasmettere agli uomini e alle donne alle proprie dipendenze grande senso del dovere ed ammirevole motivazione. Grazie alla riconosciuta umanita' e professionalita', ha contribuito in modo significativo ad elevare il prestigio del contingente e dell'esercito italiano in ambito internazionale». - Kabul, (Afghanistan), 2 ottobre 2006 - 1° marzo 2007.
Con il decreto ministeriale 942 in data 12 dicembre 2008, al tenente Paolo Iazzoni, nato il 29 giugno 1977 a Roma, e' stata concessa la Croce d'argento al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Ufficiale incursore dell'esercito, Comandante di distaccamento operativo, in servizio presso il Joint Special Operations Task Group “Condor-A” in Afghanistan nell'ambito dell'operazione “Sarissa”, ha svolto il proprio incarico con professionalita' e impegno, sapendo far fronte alle innumerevoli incognite con esemplare lucidita' ed evidenti capacita' operative e di comando. Chiamato ad operare in condizioni ambientali dure e disagevoli, in un contesto altamente rischioso si dimostrava sempre saldo nelle proprie motivazioni e si adoperava in ogni modo nell'espletamento di tutti i difficili e delicati compiti affidatigli, esercitando una leadership brillante ed autorevole sui propri uomini. In particolar modo, mentre veniva impiegato in una difficile operazione speciale, denominata “Tiger Achilles”, condotta congiuntamente ad una sezione ranger e con il proprio distaccamento operativo incursori, in zone del territorio afgano particolarmente rischiose, data la forte presenza di elementi ostili filo-talebani nella provincia di Farah, si distingueva per ottime capacita' di comando, competenza tecnico-professionale, senso del dovere e spirito di iniziativa. Durante la condotta della suddetta operazione, il giorno 25 marzo 2007, alle prime ore della mattina, a seguito di un attacco portato con un ordigno improvvisato (IED), benche' subisse in prima persona l'attacco, essendo passeggero e capomacchina del mezzo investito dall'esplosione e benche' risentisse, al pari degli altri occupanti, dell'iniziale fase di shock, con determinazione riarticolava le forze del distaccamento operativo incursori e della sezione ranger per disporsi a difesa del punto. Coordinandosi con la base operativa di Farah, organizzava lo sgombero del veicolo distrutto e l'evacuazione di un traumatizzato con un'opera incessante di comando e controllo durata ben 9 ore. Ottenuto lo sgombero chiedeva ed otteneva di continuare la missione assegnata, portata a compimento pochi giorni dopo. In ogni circostanza, il suo senso di dovere, la responsabilita' e la convinta dedizione al servizio gli consentivano di superare le difficolta' esistenti e di risolvere, sempre positivamente, le problematiche che ne scaturivano. Splendido esempio di ufficiale incursore in possesso di eccezionali virtu' che con il suo agire, il suo coraggio, il suo comportamento sempre esemplare e con il suo splendido senso del dovere, ha contribuito in modo determinante al pieno successo della missione, ad accrescere il prestigio delle forze speciali dando lustro all'esercito ed alle forze armate italiane in ambito internazionale». - Herat, 19 aprile 2007.
Con il decreto ministeriale 943 in data 12 dicembre 2008, al tenente Giovanni Carofalo, nato il 1° luglio 1979 ad Augusta (SR), e' stata concessa la Croce d'argento al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Ufficiale, Comandante di una sezione ranger, in servizio presso il Joint Special Operations Task Group “Condor-A” in Afghanistan nell'ambito dell'operazione “Sarissa”, ha svolto il proprio incarico con professionalita', impegno e sapendo far fronte alle innumerevoli incognite con esemplare lucidita' ed evidenti capacita' operative e di comando. Chiamato ad operare in condizioni ambientali dure e disagevoli, in un contesto altamente rischioso si dimostrava sempre saldo nelle proprie motivazioni, si adoperava in ogni modo nell'espletamento di tutti i difficili e delicati compiti affidatigli, esercitando una leadership brillante ed autorevole sui propri uomini. In particolar modo durante una difficile operazione speciale, denominata “Tiger Achilles”, condotta congiuntamente ad un distaccamento operativo incursori e con la propria sezione ranger, in zone del territorio afgano particolarmente rischiose, data la forte presenza di elementi ostili filo-talebani nella provincia di Farah, si distingueva per ottime capacita' di comando, competenza tecnico-professionale, senso del dovere e spirito di iniziativa. Durante la condotta della suddetta operazione, il giorno 20 marzo 2007, al calar della sera, durante un attacco portato contro il distaccamento operativo incursori con armi portatili e controcarro, il ten. Carofalo Giovanni ha correttamente interpretato la situazione operativa e, mantenendo la calma e impartendo ordini precisi, ha diretto il fuoco di copertura in modo efficace per permettere lo sganciamento del distaccamento operativo incursori e della propria sezione, a sua volta ingaggiata. Nonostante la confusione iniziale e' riuscito a coordinarsi con il distaccamento operativo incursori ricongiungendosi ad esso e partecipando all'esfiltrazione con successo. In ogni circostanza, il suo senso del dovere, la responsabilita' e la convinta dedizione al servizio gli consentivano di superare le difficolta' esistenti e di risolvere, sempre positivamente, le problematiche che ne scaturivano. Splendido esempio di ufficiale ranger in possesso di eccezionali virtu' che con il suo agire, il suo coraggio, il suo comportamento sempre esemplare e con il suo splendido senso del dovere, ha contribuito in modo determinante al pieno successo della missione, ad accrescere il prestigio delle forze per operazioni speciali dando lustro all'esercito ed alle forze armate italiane in ambito internazionale». - Herat, 19 aprile 2007.
Con il decreto ministeriale 945 in data 12 dicembre 2008, al colonnello Amedeo Spezzacatene, nato il 6 aprile 1952 a Bari, e' stata concessa la Croce di bronzo al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Capo della segreteria del DCOM KFOR IT SNR (Deputy Commander Kfor - Italian Senior Representative) svolgeva l'incarico con elevatissimo spirito di servizio ed alto senso di responsabilita', dimostrandosi pienamente all'altezza di gestire tutti gli aspetti nazionali nell'ambito della missione “Joint Enterprise”, in totale ed intelligente sintonia con gli intendimenti del proprio comandante. Straordinariamente motivato, assumeva rapidamente, sin dall'inizio del mandato, il pieno controllo in ogni settore a lui affidato ed individuati gli obiettivi strutturali e le problematiche della forza italiana presente presso la sede del comando KFOR, impostava una efficace quanto ferma azione di impulso, coordinamento e controllo sino al pieno raggiungimento degli obiettivi assegnatigli. Nel delicato settore della sicurezza, si impegnava con appassionata convinzione nella realizzazione dell'armeria italiana di reparto e nella riorganizzazione delle procedure relative al controllo delle armi e delle munizioni del personale in transito negli scali aeroportuali di Pristina e Djakova. Nel settore giuridico - militare, forte di una vasta esperienza pregressa quale Legal Advisor, effettuava una capillare attivita' di verifica di importanti agreements internazionali che, grazie al suo qualificatissimo contributo di pensiero, venivano sottoposti in patria ad opportuno aggiornamento. Nel settore del personale, con lucida visione di priorita' ed interessi nazionali prevalenti, forniva un prezioso apporto alla rielaborazione dei contributi volontari nazionali offerti alla Kfor. In campo logistico, dopo aver instaurato un formidabile spirito di squadra tra i propri dipendenti, dava impulso alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali che rendevano il comprensorio italiano un esemplare modello di polifunzionalita', sede di prestigiose attivita' soprattutto a carattere multinazionale. Conoscitore di lingua francese ed inglese, realizzava solidi rapporti con i senior national representatives delle nazioni presenti in teatro, ottenendone la collaborazione in varie occasioni e supportando in tal modo il dcom kfor it snr nella sua attivita' di pubbliche relazioni all'interno del comando KFOR e presso la comunita' italiana a pristina. Pregevole figura di ufficiale che con la sua impeccabile condotta, dando prova di grande professionalita', dava lustro all'immagine delle forze armate italiane e della nazione in ambiente internazionale. - Pristina (Kosovo), 28 agosto 2006 - 3 agosto 2007.
Con il decreto ministeriale 946 in data 12 dicembre 2008, al tenente colonnello Cesare Colanero, nato l'8 ottobre 1966 a Lanciano (CH), e' stata concessa la Croce di bronzo al merito dell'esercito, con la conseguente motivazione:
«Aiutante di campo del DCOM KFOR IT-SNR (Deputy Commander Kfor - Italian Senior Representative) impegnato nell'ambito dell'operazione “Joint Enterprise” svolgeva il proprio incarico con assoluta dedizione ed elevatissimo spirito di sacrificio. Consapevole della delicatezza del ruolo ricoperto, pianificava gli impegni del suo comandante con scrupolo e buon senso, interpretandone intelligentemente le esigenze e consentendogli di operare in modo efficace ed aderente alle piu' disparate situazioni. Grazie ad una perfetta padronanza della lingua inglese ed al suo carattere estroverso quanto accorto, realizzava ben presto articolati e proficui rapporti di collaborazione con i colleghi appartenenti alle forze armate alleate, guadagnandone la stima e la fiducia nel piu' autentico spirito di friendship insito nella KFOR. Attento osservatore delle procedure e delle attivita' protocollari in uso presso tale prestigioso comando multinazionale, ne diventava agevolmente esperto, fornendo al proprio comandante consigli e valutazioni sempre tempestivi ed arguti. Grintoso, dotato di brillante spirito d'iniziativa e rapido nelle sue decisioni, facilitava nella maniera piu' appropriata il DCOM KFOR IT SNR in tutte le sue attivita' esterne quali visite di rappresentanza ai massimi livelli politici, religiosi e militari, ispezioni ai contingenti multinazionali sul campo, ricognizioni operative e cerimonie civili e militari. In tali delicati contesti emergeva nettamente la sua straordinaria capacita' di gestire il cerimoniale e la sua avvedutezza dinanzi a situazioni impreviste e fluide sotto il profilo operativo. Animato da uno straordinario attaccamento al dovere, interagiva con i piu' stretti collaboratori del Comkfor, instaurando un clima di reciproca fiducia e collaborazione e contribuendo in modo significativo alla realizzazione di quella sinergia di ruoli e condivisione di intenti che hanno caratterizzato in modo peculiare i rapporti fra il vice comandante italiano di KFOR ed il generale comandante tedesco. In un periodo particolarmente difficile e delicato per la stabilita' del Kosovo, a causa delle incertezze della comunita' internazionale nel riconoscimento dello status della provincia, quale piu' stretto e fidato collaboratore del DCO KFOR IT SNR, ne coadiuvava la pianificazione e la condotta di svariate attivita' di natura prettamente politico-militare. Ufficiale dalle eccelse qualita' morali che con la sua altissima professionalita' dava lustro al prestigio delle forze armate italiane in campo multinazionale». - Pristina (Kosovo), 23 agosto 2006 - 3 agosto 2007.
 
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