Gazzetta n. 35 del 11 febbraio 2008 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 gennaio 2008
Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Campobello di Licata.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto il proprio decreto, in data 18 luglio 2006, registrato alla Corte dei conti in data 25 luglio 2006, con il quale, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' stato disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Campobello di Licata (Agrigento) per la durata di diciotto mesi e la nomina di una commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell'ente;
Constatato che non risulta esaurita l'azione di recupero e risanamento complessivo dell'istituzione locale e della realta' sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata;
Ritenuto che le esigenze della collettivita' locale e la tutela degli interessi primari richiedono un ulteriore intervento dello Stato, che assicuri il ripristino dei principi democratici e di legalita' e restituisca efficienza e trasparenza all'azione amministrativa dell'ente;
Visto l'art. 143, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'Interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 gennaio 2008, alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;

Decreta:
La durata dello scioglimento del consiglio comunale di Campobello di Licata (Agrigento), fissata in diciotto mesi, e' prorogata per il periodo di sei mesi.
Dato a Roma, addi 16 gennaio 2008

NAPOLITANO
Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Amato, Ministro dell'interno Registrato alla Corte dei conti il 24 gennaio 2008 Ministeri istituzionali, Interno, registro n. 1, foglio n. 208
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica
Il consiglio comunale di Campobello di Licata (Agrigento) e' stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica in data 18 luglio 2006, registrato alla Corte dei conti in data 25 luglio 2006, per la durata di mesi diciotto, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, essendo stati riscontrati fenomeni di infiltrazione e condizionamento da parte della criminalita' organizzata.
Per effetto dell'avvenuto scioglimento, la gestione dell'ente e' stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l'obiettivo del ripristino della legalita' operando in un ambiente che, a causa di una manifestata disaffezione verso la vita democratica e le istituzioni, stenta ad affrancarsi dal radicato sistema di diffusa arbitrarieta'.
Infatti, come rilevato dal prefetto di Agrigento con relazione del 7 gennaio 2008, nonostante il notevole impegno profuso dall'organo commissariale per il recupero del prestigio e della credibilita' dell'amministrazione comunale, il consolidato sistema d'influenza criminale e' ancora in grado di esprimere una capacita' d'interferenza e di condizionamento, che rallenta l'azione protesa al completo recupero dell'amministrazione della cosa pubblica ai criteri di legalita' e di buon andamento.
L'attivita' della commissione straordinaria e' stata peraltro condizionata negativamente dal pervicace atteggiamento di alcuni esponenti della disciolta compagine amministrativa, da anni presenti sulla locale scena politica che, forti di una fitta rete di relazioni interpersonali, continuano con atteggiamenti arroganti e provocatori ad interferire nella vita amministrativa dell'ente, avvalendosi della posizione di sottomissione e di riverenza di alcuni funzionari e di parte del personale assunti nel corso delle precedenti gestioni amministrative.
Indicativa di tale contesto ambientale risulta essere l'azione diffamatoria posta in essere da un ex assessore della giunta comunale rimossa che, attraverso volantini con titoli ad effetto, mirava a delegittimare l'operato dell'organo di gestione straordinaria.
Particolarmente invasiva e' inoltre l'attivita' posta in essere dall'ex sindaco del comune di Campobello di Licata espressione di un consolidato sistema d'influenza che ha determinato una contrapposizione dell'apparato burocratico e rallenta l'attivita' della commissione straordinaria. La continua presenza dell'amministratore nei pressi e all'interno della sede comunale con atteggiamenti critici nei confronti del personale che si mostra collaborativo con l'organo di gestione straordinaria, rende ancor piu' difficile l'attivita' dell'organo stesso che in piu' occasioni ha dovuto richiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine per fare desistere l'ex amministratore da tali atteggiamenti.
Gli sforzi d'indirizzo, finora profusi dalla commissione straordinaria, finalizzati al ripristino della legalita' violata, hanno interessato settori nevralgici dell'Ente, quali quello delle risorse umane e delle opere pubbliche.
Deve tuttavia essere portata a termine l'attivita' di riorganizzazione dell'apparato burocratico, disposta al fine di meglio qualificare l'azione amministrativa e ricondurla nell'ambito della rigorosa osservanza dei principi di efficienza e legalita', azione che ha richiesto alcune sostituzioni ed avvicendamenti dei responsahili delle aree, nonche' l'annullamento di alcune delibere con le quali la precedente amministrazione aveva avviato procedure concorsuali interne prevedendo progressioni verticali in contrasto con la normativa vigente.
Sono state inoltre avviate le procedure destinate ad interventi sulla rete viaria comunale, del tutto inadeguata, cosi' come sono in corso le procedure di gara relative agli appalti per la manutenzione straordinaria della rete idrica e degli impianti sportivi comunali.
Tali lavori sono finanziati con il contributo per gli investimenti previsto dalla legge Finanziaria 2007 ed assegnato ai comuni i cui consigli sono stati sciolti ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
La realizzazione di tali opere suscita un forte interesse delle imprese legate alla criminalita' organizzata, i cui segnali di attivita' sono tuttora presenti sul territorio, conseguentemente, come riportato nella citata relazione prefettizia, appare indispensabile che le procedure ed i piani d'intervento gia' avviati, assunti nell'ambito di una complessiva strategia di affermazione della legalita', siano portati a completamento a cura dello stesso organo straordinario con tutti i possibili effetti vantaggiosi connessi all'immediata percettibilita' da parte della collettivita' dei benefici dell'azione di risanamento.
Tenuto conto dei tuttora persistenti segnali di influenza della malavita locale e dei molteplici tentativi di delegittimare l'operato dell'organo di gestione straordinaria, risulta evidente la necessita' di continuare nell'opera di contrasto delle iniziative tese ad incidere negativamente sull'imparzialita' ed il buon andamento dell'azione amministrativa del comune di Campobello di Licata, al fine di poter concretizzare tutti gli interventi strutturali intrapresi nel campo delle opere pubbliche e dei servizi. Si rende quindi necessario prorogare la gestione commissariale di ulteriori sei mesi.
Ritenuto, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'applicazione dell'art. 143, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vista la citata relazione del prefetto di Agrigento, si formula rituale proposta per la proroga della durata dello scioglimento del consiglio comunale di Campobello di Licata (Agrigento) per il periodo di sei mesi.
Roma, 10 gennaio 2008
Il Ministro dell'interno: Amato
 
Gazzetta Ufficiale Serie Generale per iPhone