Gazzetta n. 83 del 9 aprile 2002 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2002
Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Ciro'.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il proprio decreto, in data 19 febbraio 2001, registrato alla Corte dei conti in data 27 febbraio 2001, con il quale, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' stato disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Ciro' (Crotone) per la durata di dodici mesi e la nomina di una commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell'ente;
Constatato che non risulta esaurita l'azione di recupero e risanamento complessivo dell'istituzione locale e della realta' sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata;
Ritenuto che le esigenze della collettivita' locale e la tutela degli interessi primari richiedono un ulteriore intervento dello Stato, che assicuri il ripristino dei principi democratici e di legalita' e restituisca efficienza e trasparenza all'azione amministrativa dell'ente;
Visto l'art. 143, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 marzo 2002;
Decreta:
La durata dello scioglimento del consiglio comunale di Ciro' (Crotone), fissata in dodici mesi, e' prorogata per il periodo di dodici mesi.
Dato a Roma, addi' 15 marzo 2002

Il Presidente del Senato della Repubblica nell'esercizio
delle funzioni del Presidente della Repubblica
ai sensi dell'art. 86 della Costituzione
PERA

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Scajola, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 22 marzo 2002 Ministeri istituzionali, registro n. 3 Interno, foglio n. 176
 
Allegato

Al Presidente della Repubblica

Il consiglio comunale di Ciro' (Crotone) e' stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica in data 19 febbraio 2001, registrato alla Corte dei conti in data 27 febbraio 2001, per la durata di mesi dodici, ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, essendo stati riscontrati fenomeni di infiltrazione e condizionamento da parte della criminalita' organizzata.
Per effetto dell'avvenuto scioglimento, la gestione dell'ente e' stata affidata ad una commissione straordinaria che ha intrapreso l'azione di ripristino della legalita' operando in un clima di sostanziale ostilita'.
Dalle risultanze degli interventi di risanamento effettuati emerge, come evidenziato dal prefetto di Crotone con relazioni in data 22 febbraio e 1 marzo 2002, che la radicata situazione di illegalita' che ha permeato il passato la gestione politico-amministrativa del comune non ha consentito di portare a completamento l'azione di recupero dell'amministrazione della cosa pubblica ai criteri di legalita' e di buon andamento.
Nel corso della riunione svoltasi in data 19 febbraio 2002 con i responsabili delle locali forze dell'ordine, e' stata infatti rilevata la persistenza del concreto rischio che le organizzazioni criminali operanti nel territorio possano ancora interferire sulla democratica gestione dell'ente attivando nuove forme di pressione e condizionamento. E' stato evidenziato in proposito che, proprio in relazione alle funzioni svolte, un componente della commissione straordinaria e' stato oggetto di atti intimidatori, che hanno richiesto la predisposizione di specifiche misure di vigilanza e tutela dello stesso.
La stessa commissione ha posto in rilievo che l'intrapresa azione di risanamento generale dell'ente, resa ancora piu' complessa a causa delle condizioni di dissesto in cui versa il comune, richiede un maggior lasso di tempo per il suo pieno espletamento, attesi i numerosi e delicati settori di attivita' amministrativa interessati.
In particolare, nel corso della gestione straordinaria sono state avviate le procedure di gara per l'affidamento dei lavori di demolizione d'ufficio di numerosi manufatti abusivi, siti in area demaniale in zona costiera di rilevante pregio ambientale, ed e' stato dato altresi' impulso alle necessarie procedure di sgombero dei beni confiscati ad appartenenti alla criminalita' organizzata al fine di destinare gli stessi a scopi sociali.
Pur essendo stati conseguiti importanti risultati mediante il recupero di essenziali risorse finanziarie e l'efficace opera di sensibilizzazione della cittadinanza al rispetto delle prescrizioni normative anche di carattere tributario, il risanamento generale dell'ente puo' essere pregiudicato dal pericolo ancora attuale di possibili illecite interferenze proprio in quei settori di contrasto all'abusivismo edilizio che vedono come soggetti passivi i principali esponenti della cosca locale.
Come evidenziato nelle citate relazioni prefettizie, la situazione riscontrata nel comune di Ciro' richiede un ulteriore intervento dello Stato per assicurare il buon andamento dell'amministrazione ed il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati, mediante l'applicazione dell'istituto della proroga della gestione commissariale, finalizzata a garantire la rispondenza dell'azione amministrativa alle esigenze ed alle attese della collettivita' e la fattiva tutela degli interessi primari, nonche' a consentire alla comunita' locale di esprimere la propria libera determinazione ed il programma di rinnovamento al di fuori di possibili condizionamenti malavitosi.
La valutazione della situazione in concreto riscontrata in relazione alla persistenza dell'influenza criminale, forte del suo consolidato insediamento, rende necessario che il periodo di proroga della gestione commissariale sia protratto di ulteriori dodici mesi.
Ritenuto pertanto che ricorrano le condizioni per l'applicazione dell'art. 143, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, viste le citate relazioni del prefetto di Crotone, che si intendono qui integralmente richiamate, si formula rituale proposta per la proroga della durata dello scioglimento del consiglio comunale di Ciro' (Crotone) per il periodo di dodici mesi.
Roma, 13 marzo 2002
Il Ministro dell'interno: Scajola
 
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