Gazzetta n. 229 del 30 settembre 2000 (vai al sommario)
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 settembre 2000
Scioglimento del consiglio comunale di San Luca e affidamento della gestione alla commissione straordinaria.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che il consiglio comunale di San Luca (Reggio Calabria), rinnovato nelle consultazioni elettorali del 13 giugno 1999, presenta collegamenti diretti ed indiretti tra parte dei componenti del civico consesso e la criminalita' organizzata, rilevati dai competenti organi investigativi;
Constatato che tali collegamenti con la criminalita' organizzata espongono gli amministratori stessi a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione dell'organo elettivo ed il buon andamento dell'amministrazione comunale di San Luca;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave pregiudizio allo stato generale della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di San Luca, per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva;
Visto l'art. 1 del decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1991, n. 221;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'8 settembre 2000;
Decreta:
Art. 1.
Il consiglio comunale di San Luca (Reggio Calabria) e' sciolto per la durata di diciotto mesi.
 
Art. 2.
La gestione del comune di San Luca (Reggio Calabria) e' affidata alla commissione straordinaria composta da:
dott. Giuseppe Priolo, viceprefetto ispettore aggiunto;
dott.ssa Maria Stefania Caracciolo, viceprefetto ispettore aggiunto;
dott. Valerio De Joannon, consigliere di prefettura.
 
Art. 3.
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 14 settembre 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del Consigli dei
Ministri
Bianco, Ministro dell'interno Registrato alla Corte dei conti il 20 settembre 2000 Registro n. 2 Interno, foglio n. 243
 
Allegato
Al Presidente della Repubblica
Il consiglio comunale di San Luca (Reggio Calabria), rinnovato nelle consultazioni amministrative del 13 giugno 1999, presenta forme di condizionamento da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' degli organi elettivi, il buon andamento dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.
L'area geografica in cui e' collocato il predetto ente, sito nell'entroterra aspromontano della locride, e' notoriamente caratterizzata dalla massiccia presenza di organizzazioni di tipo mafioso la cui capacita' invasiva costituisce un concreto ostacolo rispetto ad ogni forma di espressione del libero vivere civile della popolazione.
Gli accertamenti svolti dalle competenti autorita' investigative, nel rilevare la sussistenza delle ipotesi di infiltrazione e condizionamento della criminalita' organizzata nell'azione amministrativa dell'ente, hanno particolarmente evidenziato come le principali cosche locali, la cui azione di penetrazione e' attuata ad affinati livelli manageriali, abbiano posto in essere una sorta di occupazione della istituzione locale, funzionale al perseguimento di fini contrari al pubblico interesse ed utilizzata per favorire illecitamente soggetti collegati direttamente o indirettamente con le organizzazioni criminose.
La stretta ed intricata rete di parentele, affinita', amicizie e frequentazioni, che vincola tanto la maggior parte degli amministratori, quanto numerosi dipendenti comunali a soggetti organicamente inseriti nelle locali famiglie della "ndrangheta", costituisce il principale strumento attraverso cui la criminalita' organizzata si e' ingerita nell'ente condizionando l'attivita' dell'apparato gestionale e compromettendo la libera determinazione degli organi elettivi.
Il rilevante grado di collegamento di alcuni amministratori del comune di San Luca e' peraltro suffragato dalle risultanze investigative cui sono pervenute le competenti autorita' in occasione di recenti operazioni di lotta alla criminalita' organizzata che hanno coinvolto numerosi pregiudicati appartenenti alle piu' pericolose cosche locali.
Sintomatici del rilevato stato di connivenza appaiono tanto la consistente partecipazione di amministratori e dipendenti comunali alla cerimonia funebre di un noto pregiudicato, quanto l'atteggiamento tenuto da un amministratore che, in occasione della cattura del proprio fratello da tempo latitante, giungeva a disconoscerne l'identita'.
L'incisiva ingerenza dell'attivita' criminale nella cosa pubblica trova conferma e riscontro nella paralisi dell'attivita' dell'ente, sostanziandosi nella incapacita' degli organi elettivi a promanare segnali di concreta attenzione verso le esigenze primarie della collettivita' locale. Tant'e' che la funzionalita' dei servizi comunali risulta affetta da gravi carenze.
Nel settore della viabilita' l'inesistenza di qualsiasi attivita' di manutenzione emerge dallo stato di totale incuria in cui visibilmente versano le strade. Pressoche' inattuato risulta altresi' essere il servizio di raccolta dei rifiuti. In una situazione di assoluto degrado versa, del pari, la rete fognaria la cui struttura, assoggettata nel tempo a rarissimi e superficiali interventi, non e' idonea a rispondere alle esigenze di funzionalita'.
La continua sottoposizione dei plessi della scuola elementare e media al danneggiamento di porte e finestre, nonche' ad altri atti vandalici, evidenzia, inoltre, le generali condizioni di ostilita' ed il clima di marcata subcultura in cui e' chiamata ad operare l'istituzione scolastica.
Del tutto inadeguato alle esigenze della cittadinanza e' il servizio dei vigili urbani che, affidato a quattro complessive unita', risulta caratterizzato dalla scarsa capacita' di esperire interventi incisivi nei settori ad esso affidati. In tale quadro assume particolare rilievo la constatata carenza dei controlli in materia di abusivismo edilizio.
A sottolineare lo stato di immobilismo in cui versa l'attivita' dell'ente concorrono da un lato la riscontrata esiguita' degli appalti di opere pubbliche e, dall'altro, l'inesistente attivita' di gestione del patrimonio comunale, pure costituito da vari ettari di terreno. In proposito, e' stato rilevato che soltanto uno dei predetti terreni, seppure per un canone annuo irrisorio, e' stato concesso formalmente in locazione; tutti i restanti appezzamenti risultano, invece, essere occupati abusivamente da soggetti tra cui figurano numerosi pluripregiudicati affiliati o, comunque, collegati alle varie cosche locali. A fronte di tale situazione l'amministrazione comunale, manifestando una logica di persistente illegalita', non risulta aver dato corso ad alcuna iniziativa volta alla reimmissione in possesso dei beni, ovvero alla regolarizzazione del rapporto che consentirebbe la riscossione dei relativi canoni.
Con riferimento alle riscontrate insufficienze e disfunzioni dell'ente non puo' non rilevarsi che le stesse, ancorche' riconducibili all'apparato gestionale, si ripercuotono sull'attivita' degli organi elettivi. Questi, infatti, per essere collegati tanto tra loro, quanto con la sottostante organizzazione amministrativa da imprescindibili rapporti interattivi, non possono ritenersi estranei all'irregolare andamento amministrativo.
La penetrazione dell'attivita' criminosa nell'ente ha favorito il consolidamento di un sistema di connivenze e collusioni che, di fatto, priva la comunita' delle fondamentali garanzie democratiche e pone in pericolo lo stato generale della sicurezza civile.
Il delineato clima di grave condizionamento e degrado in cui versa il consiglio comunale di San Luca, la cui capacita' di determinazione risulta assoggettata alle scelte delle locali organizzazioni criminali, la palese inosservanza del principio di legalita' nella gestione dell'ente e l'uso distorto della cosa pubblica, utilizzata per il perseguimento di fini contrari al pubblico interesse, hanno minato ogni principio di salvaguardia della sicurezza pubblica e, nel compromettere le legittime aspettative della popolazione ad essere garantita nella fruizione dei diritti fondamentali, hanno ingenerato diffusa sfiducia nella legge e nelle istituzioni da parte dei cittadini.
Il prefetto di Reggio Calabria, pertanto, con relazioni del 22 marzo e del 17 luglio 2000, che qui si intendono integralmente richiamate, valutata la situazione riscontrata sia in ordine al contesto ambientale nel quale e' notoria la diffusione del fenomeno criminale, sia in relazione allo stato di disfunzionalita' dell'ente, ha dato avvio alla procedura di scioglimento del consiglio comunale di San Luca ai sensi dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1991, n. 221.
La descritta condizione del comune e le esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica nonche' di garanzia dei valori costituzionali, in larga misura compromessi dal diffuso sistema di illegalita', richiedono l'intervento risolutore dello Stato finalizzato a recidere i legami tra gli amministratori locali e gli esponenti della criminalita' organizzata e a prevenire l'ulteriore deterioramento dell'ente.
A tal fine si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni indicate nell'art. 1 del decreto-legge 31 maggio 1991, n. 164, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1991, n. 221, che legittimano lo scioglimento del consiglio comunale di San Luca (Reggio Calabria), si formula rituale proposta per l'adozione della misura di rigore.
Roma, 7 settembre 2000
Il Ministro dell'interno: Bianco
 
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