Gazzetta n. 67 del 21 marzo 2000 (vai al sommario)
MINISTERO DELLE FINANZE
DECRETO MINISTERIALE 26 febbraio 2000
Approvazione, in base all'art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, di dieci studi di settore relativi ad attivita' economiche nel settore dei servizi.

IL MINISTRO DELLE FINANZE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, concernente disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi;
Visto l'art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, che prevede, da parte degli uffici del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze, l'elaborazione di appositi studi di settore in relazione ai vari settori economici;
Visto l'art. 3, comma 121, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, che stabilisce che i soggetti che hanno dichiarato ricavi derivanti dall'esercizio di attivita' di impresa di cui all'art. 53, comma 1, ad esclusione di quelli indicati alla lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o compensi derivanti dall'esercizio di arti e professioni di ammontare non superiore a lire dieci miliardi sono tenuti a fornire all'Amministrazione finanziaria i dati contabili ed extracontabili necessari per l'elaborazione degli studi di settore;
Visto i propri decreti 3 luglio 1997, 5 dicembre 1997, e 10 febbraio 1998, concernenti l'approvazione di questionari per gli studi di settore relativi ad attivita' imprenditoriali nel settore delle manifatture, dei servizi, del commercio e ad attivita' professionali;
Visto l'art. 10, della legge 8 maggio 1998, n. 146, che individua le modalita' di utilizzazione degli studi di settore in sede di accertamento nonche' le cause di esclusione degli stessi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, recante disposizioni concernenti i tempi e le modalita' di applicazione degli studi di settore;
Considerato che a seguito delle analisi e delle valutazioni effettuate, allo stato, sulla base dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria sono emerse cause di non applicabilita' degli studi di settore;
Visto il proprio decreto 10 novembre 1998, che ha istituito la Commissione di esperti prevista dall'art. 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998;
Visto il decreto direttoriale 24 dicembre 1999, concernente le modalita' di annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore;
Acquisito il parere della predetta Commissione di esperti in data 3 febbraio 2000;
Ritenuto di dover provvedere al riguardo;
Decreta:
Art. 1.
Approvazione degli studi di settore
1. Sono approvati, in base all'art. 62-bis del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427, gli studi di settore relativi alle seguenti attivita' economiche nel settore dei servizi:
a) studio di settore SG 44 U - alberghi e motel, con ristorante, codice di attivita' 55.11.0; alberghi e motel, senza ristorante, codice di attivita' 55.12.0;
b) studio di settore SG 58 U - campeggi e aree attrezzate per roulottes, codice di attivita' 55.22.0; villaggi turistici, codice di attivita' 55.23.1;
c) studio di settore SG 65 U - affittacamere per brevi soggiorni, case per vacanze, codice di attivita' 55.23.4; altri esercizi alberghieri complementari (compresi i residences), codice di attivita' 55.23.6;
d) studio di settore SG 67 U - attivita' delle lavanderie per alberghi, ristoranti, enti e comunita', codice di attivita' 93.11.1; servizi delle lavanderie a secco, tintorie, codice di attivita' 93.01.2;
e) studio di settore SG 69 A - demolizione di edifici e sistemazione del terreno, codice di attivita' 45.11.0;
f) studio di settore SG 69 B - trivellazioni e perforazioni, codice di attivita' 45.12.0;
g) studio di settore SG 69 C - costruzione di autostrade, strade, campi di aviazione e impianti sportivi, codice di attivita' 45.23.0;
h) studio di settore SG 69 D - costruzione di opere idrauliche, codice di attivita' 45.24.0;
i) studio di settore SG 69 E - lavori generali di costruzione di edifici e lavori di ingegneria civile, codice di attivita' 45.21.0; posa in opera di coperture e costruzione di ossature di tetti di edifici, codice di attivita' 45.22.0; altri lavori speciali di costruzione, codice di attivita' 45.25.0;
j) Studio di settore SG 71 U - attivita' non specializzate di lavori edili, codice di attivita' 45.45.1; altri lavori di completamento di edifici, codice di attivita' 45.45.2.
2. Gli elementi necessari alla definizione presuntiva dei ricavi e dei corrispettivi relativi agli studi di settore indicati nel comma 1 sono determinati sulla base della nota tecnica e metodologica, delle tabelle dei coefficienti nonche' della lista delle variabili per l'applicazione dello studio, di cui agli allegati:
1, per lo studio di settore SG 44 U;
2, per lo studio di settore SG 58 U;
3, per lo studio di settore SG 65 U;
4, per lo studio di settore SG 67 U;
5, per lo studio di settore SG 69 A;
6, per lo studio di settore SG 69 B;
7, per lo studio di settore SG 69 C;
8, per lo studio di settore SG 69 D;
9, per lo studio di settore SG 69 E;
10, per lo studio di settore SG 71 U.
3. Il programma per l'applicazione dello studio di settore segnala anche, con riferimento ad indici significativi, la coerenza economica rispetto ai valori minimi e massimi assumibili con riferimento a comportamenti normali degli operatori del settore.
4. Gli studi di settore si applicano ai contribuenti che svolgono in maniera prevalente le attivita' indicate nel comma 1, nonche' ai contribuenti che svolgono la predetta attivita' in maniera secondaria per la quale abbiano tenuto contabilita' separata, fermo restando il disposto dell'art. 2. In caso di esercizio di piu' attivita' d'impresa, per le quali non e' stata tenuta la contabilita' separata, per attivita' prevalente si intende quella da cui deriva nel periodo d'imposta la maggiore entita' dei ricavi.
5. Gli studi di settore approvati con il presente decreto sono utilizzabili a partire dagli accertamenti relativi al periodo di imposta 1999.
 
Art. 2. Categorie di contribuenti alle quali non si applicano gli studi di
settore
1. Gli studi di settore approvati con il presente decreto non si applicano:
a) nel caso in cui l'esercizio dell'attivita' d'impresa e' svolto attraverso l'utilizzo di piu' punti di produzione per i quali non e' stata tenuta contabilita' separata;
b) in caso di esercizio di due o piu' attivita' di impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore, per le quali non e' stata tenuta la contabilita' separata, se l'importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attivita' non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore supera il 20% dell'ammontare totale dei ricavi dichiarati;
c) nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi di cui all'art. 53, comma 1, esclusi quelli di cui alla lettera e), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di ammontare superiore a 10 miliardi di lire;
d) nei confronti delle societa' cooperative, societa' consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;
e) nei confronti delle societa' cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
 
Art. 3.
Variabili delle imprese
1. La determinazione dei valori da attribuire alle variabili da utilizzare per l'applicazione degli studi di settore approvati con il presente decreto e' effettuata sulla base delle istruzioni per la compilazione dei relativi questionari approvate con i decreti ministeriali 3 luglio 1997, 5 dicembre 1997 e 10 febbraio 1998, tenuto conto di quanto precisato in quelle per la compilazione delle dichiarazioni di cui all'art. 5, comma 1.
 
Art. 4.
Determinazione del reddito imponibile
1. Sulla base degli studi di settore sono determinati presuntivamente i ricavi di cui all'art. 53, ad esclusione di quelli previsti dalle lettere e) e d) del comma 1 dello stesso articolo del testo unico delle imposte sui redditi.
2. Ai fini della determinazione del reddito d'impresa l'ammontare dei ricavi di cui al comma 1 e' aumentato degli altri componenti positivi, compresi i ricavi di cui all'art. 53, comma 1, lettera c) e d), del menzionato testo unico, ed e' ridotto dei componenti negativi deducibili. Ai fini della determinazione degli importi relativi alle voci e alle variabili di cui all'art. 3 devono essere considerati i componenti negativi inerenti all'esercizio dell'attivita' anche se non dedotti in sede di dichiarazione dei redditi.
3. Per le imprese che eseguono opere, forniture e servizi pattuiti come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale i ricavi dichiarati, da confrontare con quelli presunti in base agli studi di settore, vanno aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi dell'art. 60, commi da 1 a 4, del testo unico delle imposte sui redditi.
 
Art. 5. Comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli
studi di settore
1. I contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore comunicano, in sede di dichiarazione dei redditi, i dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi stessi.
 
Art. 6.
Annotazione separata
1. Nei confronti dei contribuenti che esercitano una delle attivita' per le quali lo studio di settore e' approvato con il presente decreto le disposizioni contenute nel decreto direttoriale 24 dicembre 1999, concernenti l'annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, si applicano a decorrere dal 1 maggio 2000. E' facolta' del contribuente indicare a quale attivita' esercitata o a quale punto di produzione debbano essere imputati i ricavi conseguiti nei mesi precedenti nonche' gli altri componenti rilevanti ai fini dell'applicazione del relativo studio di settore. Qualora tale facolta' non venga esercitata, in sede di dichiarazione dei redditi, i ricavi relativi all'intero periodo d'imposta vanno ripartiti applicando ai ricavi conseguiti fino al 30 aprile 2000 la percentuale di ripartizione determinata con riferimento ai ricavi conseguiti a partire dal 1 maggio 2000.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 26 febbraio 2000
Il Ministro: Visco
 
Allegato 1
SG44U
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore.
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 55.11.0 - Alberghi e motel con ristorante;
- 55.12.0 - Alberghi e motel senza ristorante.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG44).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 26.168, di cui 19.699 relativi al codice 55.11.0 e 6.469 relativi al codice 55.12.0.
I questionari restituiti sono stati 20.511 (rispettivamente 15.231 e 5.280 per i due codici), pari al 78,4% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 4.188 questionari, pari al 20,4% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro B del questionario (elementi strutturali) non compilato;
- compilazione di piu' quadri B;
- non compilazione delle superfici dei locali necessarie all'esercizio dell'attivita' presenti nel quadro B del questionario;
- quadro F del questionario (modalita' di espletamento dell'attivita') non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alle modalita' di espletamento dell'attivita' (quadro F del questionario);
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- ricavi dichiarati maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 16.323.
1.1 Identificazione dei gruppi omogenei.
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative a quegli elementi strutturali e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di un'impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare undici gruppi omogenei di imprese.
I principali aspetti strutturali delle imprese considerati nell'analisi sono:
- la dimensione relativa dell'attivita' in termini di quantita' di forza lavoro, ampiezza degli elementi strutturali e gamma di servizi offerti (che ha classificato le strutture alberghiere in piccole, medie, grandi e molto grandi);
- la tipologia della clientela (distinguendo quella d'affari da quella turistica);
- la presenza dell'attivita' di ristorazione;
In particolare l'analisi dei gruppi omogenei ha evidenziato le seguenti principali tipologie di imprese:
- alberghi di piccola dimensione ad una, due stelle e tre stelle;
- alberghi di dimensione media con prevalenza di clientela turistica;
- alberghi di piccola dimensione orientati alla clientela aziendale;
- alberghi di piccola dimensione situati nelle localita' montane;
- motel;
- alberghi a quattro stelle di media dimensione con attivita' di ristorazione;
- alberghi a quattro stelle di grande dimensione. 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei.
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Alberghi di medie dimensioni con clientela turistica. Numerosita': 631.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a tre stelle (69%) e da alberghi a quattro stelle (16%).
Comprende alberghi di medie dimensioni (circa 50 camere) con metri quadrati relativamente alti per quanto riguarda le sale comuni (oltre 165 mq) e di intrattenimento (indicate dal 47% delle imprese) e con spazi destinati a sale riunioni e congressi non sempre presenti (indicate dal 36% dei contribuenti e pari in media a 220 mq).
Gli spazi dedicati a parchi e giardini, quasi sempre presenti, risultano elevati cosi' come quelli interni ed esterni destinati alla somministrazione dei pasti (circa 400 mq).
La struttura del personale risulta essere pari a otto dipendenti suddivisi fra tempo pieno e tempo parziale.
La potenzialita' locativa si presenta elevata, condizionata dal numero medio di camere e dal periodo di apertura che risulta di circa sette-otto mesi.
La percentuale di alberghi che ha indicato la presenza di stagionalita' e' pari al 49%.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' basso rispetto alla media (37%) ed appare legato alla tipologia della clientela.
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che, in media, il 74% proviene da una clientela prevalentemente turistica (famiglie e turisti): il 51% delle strutture dichiara di ospitare anche gruppi turistici con un'incidenza sui ricavi in media pari al 28%.
Analizzando le percentuali dei ricavi realizzati sui singoli servizi emerge che il 49% di essi deriva dalle camere e il 34% dall'attivita' di ristorazione. Coerentemente con la tipologia della clientela, il 65% di tali strutture ha indicato di realizzare un 30% di ricavi tramite intermediazione di agenzie turistiche.
Non si rilevano particolari tipologie di servizi in camera mentre fra i principali servizi offerti all'interno della struttura risulta elevata la presenza della piscina (48%) e del tennis (45%), l'offerta di animazione (47%) e la presenza di spiagge (40%).
Elevata risulta la percentuale di coloro che effettuano trasporto di persone (43%) come confermato dal maggior peso che hanno, in questo cluster rispetto agli altri, le spese di servizi integrativi dei mezzi propri. Cluster 2 - Grandi alberghi 4 stelle. Numerosita': 360.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a quattro stelle (67%) e da alberghi a tre stelle (28%).
Queste strutture sono di grande dimensione per numero delle camere (in media 106), per ampiezza delle sale riunioni e congressi (oltre 300 mq ed indicate dal 66% degli esercizi) e di quelle di utilizzo comune (circa 200 mq ed indicate dall'80% degli esercizi). Presentano ampi spazi dedicati a parchi e giardini e dimensione elevata delle aree destinate alla somministrazione dei pasti (circa 365 mq indicate dall'80% degli alberghi).
La struttura del personale risulta essere di circa 23 dipendenti a tempo pieno e di 4 a tempo parziale coerentemente con le potenzialita' e il volume di attivita' di queste aziende.
La potenzialita' locativa risulta elevata e il periodo di apertura di circa 11 mesi.
La presenza di stagionalita' e' indicata solo dal 14% delle aziende.
Il tasso di occupazione netto delle camere (59%) e' il piu' elevato tra i cluster del settore.
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che, il 41% proviene da una clientela prevalentemente turistica (famiglie e turisti), il 27% da clientela d'affari e il 23% da gruppi turistici.
L'84% degli alberghi di questo cluster ha indicato di avere una percentuale di ricavi derivante dall'intermediazione di agenzie turistiche pari al 44%.
I ricavi derivano per il 68% dalle camere e per il 20% dall'attivita' di ristorazione.
Si rileva inoltre un'elevata percentuale di servizi in camera (televisione via satellite, frigobar, condizionatore e cassaforte), mentre tra i servizi della struttura emerge quello della piscina rilevato nel 33% dei casi. Cluster 3 - Piccoli alberghi con clientela aziendale. Numerosita': 1.957.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a tre stelle (46%) e da alberghi a due stelle (32%) di dimensione molto piccola con circa 20 camere.
Gli spazi dedicati alle sale sono nettamente inferiori alla media cosi' come limitati risultano i metri quadri destinati a parchi e giardini.
Gli spazi destinati alla ristorazione sono in linea con la potenzialita' della struttura.
Il personale addetto all'attivita', sia a tempo pieno che a tempo parziale, si attesta sulle 3 unita'.
La potenzialita' locativa, causa il modesto numero di camere, risulta essere molto bassa e il periodo di apertura pari a 10-11 mesi con un livello di stagionalita' praticamente assente.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' basso (33%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che il 75% dei ricavi proviene da clientela d'affari e da gruppi aziendali.
I ricavi derivano mediamente per il 60% dalle camere mentre il 60% dei soggetti dichiara di avere un 45% di fatturato derivante dalla ristorazione.
Tra i servizi in camera si evidenzia la presenza del condizionatore (28%) e del frigobar (27%). Cluster 4 - Medi quattro stelle con ristorante. Numerosita': 741.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a quattro stelle (84%) e da alberghi a tre stelle (9%).
Si sottolinea che, il 70% degli alberghi a 5 stelle dell'universo analizzato, sono all'interno di questo cluster.
La dimensione risulta essere media con circa 48 camere, con elevata presenza di metri quadri relativi a sale comuni e destinate a riunioni e congressi. I metri quadri destinati a parchi e giardini risultano indicati dal 69% degli alberghi. La presenza dei metri quadrati degli spazi interni ed esterni dedicati alla somministrazione dei pasti (oltre 200 mq) risulta leggermente piu' alta della media.
Si rileva, inoltre, un elevato numero di personale addetto all'attivita', sia a tempo pieno che a tempo parziale, che si attesta sulle 11 unita'.
La potenzialita' locativa e' elevata ed il periodo di apertura mediamente di 10 mesi con livello di stagionalita' pari al 28%.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' medio (47%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che il 51% dei ricavi proviene da famiglie e turisti e il 30% da clientela d'affari.
I ricavi derivano per il 64% dalle camere e per il 23% dalla ristorazione.
E' presente un'elevata dotazione dei servizi in camera (frigobar, condizionatore e televisore), propria della classificazione a quattro stelle, e tra i servizi della struttura emergono la presenza della piscina e delle spiagge rispettivamente nel 44% e nel 17% dei casi. Cluster 5 - Piccoli alberghi con clientela prevalente gruppi turistici. Numerosita': 1.107.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a tre stelle (56%) e da alberghi a due stelle (28%).
La dimensione risulta essere medio/piccola con circa 32 camere con presenza di metri quadri relativi alle sale della struttura uguali a quelli medi: anche gli spazi destinati alla ristorazione sono in linea con la media.
La struttura del personale risulta pari a 3 unita' suddivise tra tempo pieno e tempo parziale.
La potenzialita' locativa e' in linea con quella media mentre il periodo di apertura risulta in media pari ad 8 mesi con un livello di stagionalita' del 49%.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' medio (44%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che il 63% proviene da gruppi turistici e il 33% da famiglie e turisti.
L'82% dei soggetti dichiara di avere un'elevata percentuale dei ricavi (55%) derivante dall'intermediazione delle agenzie turistiche.
I ricavi derivano in media per il 53% dalle camere; il 78% dei soggetti dichiara di avere anche un 39% dovuto alla ristorazione.
Sia per i servizi in camera che per quelli della struttura si rilevano valori inferiori alla media, ad eccezione della piscina che risulta presente nel 23% dei casi. Cluster 6 - Tre stelle medi con elevata percentuale di ricavi derivanti da camere. Numerosita': 749.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a tre stelle (88%) e da alberghi a due stelle (8%).
La dimensione risulta essere medio/grande con circa 55 camere con valori leggermente superiori alle medie del settore per i metri quadri destinati a sale comuni: i metri quadri per spazi all'aperto sono indicati da meno della meta' dei soggetti. In relazione alla prevalenza, all'interno di questo cluster, del codice di attivita' per alberghi e motel senza ristorante, solo il 51% delle aziende ha indicato la presenza di spazi dedicati alla somministrazione dei pasti che, laddove presenti, risultano ampi (circa 200 mq).
Si rileva una presenza di personale addetto all'attivita', sia a tempo pieno che a tempo parziale, pari ad 11 unita'.
La potenzialita' locativa e' elevata in relazione al numero medio/ alto di camere e al periodo di apertura che risulta uguale a 11 mesi con conseguente assenza di stagionalita' peraltro indicata solo dal 7% dei soggetti.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' medio/alto (55%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che, mediamente, il 46% dei ricavi proviene da famiglie e turisti e il 36% da clientela d'affari; il 54% degli albergatori dichiara di avere una percentuale sui ricavi pari al 24% derivante da gruppi turistici.
Una discreta percentuale dei ricavi (30%) deriva dall'intermediazione delle agenzie turistiche per il 75% dei contribuenti.
I ricavi derivano in media per il 79% dalle camere, la percentuale piu' elevata riscontrata nell'analisi, coerentemente con il codice attivita' che per il 53,8% e' relativo ad alberghi senza ristorante. Solo il 47% dei contribuenti dichiara di avere un'incidenza sui ricavi del 26% attribuibile all'attivita' di ristorazione.
Tra i servizi in camera si evidenziano la televisione via satellite (45%), il condizionatore (61%) e il frigobar (46%), mentre non emerge in modo significativo alcuna dotazione di servizi della struttura. Cluster 7 - Motel. Numerosita': 566.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da motel (59%) e da alberghi a due stelle (44%) con dimensione molto piccola pari a 19 camere.
Raramente presenti i metri quadri destinati a sale congressi ed intrattenimento. Ove presenti sale comuni risultano di medie dimensioni (80 mq circa); anche la struttura organizzativa del personale risulta di piccole dimensioni con complessivamente 2 dipendenti, sia a tempo pieno che a tempo parziale. Gli spazi dedicati alla somministrazione dei pasti, indicati solo dal 54% degli albergatori, risultano inferiori alla media (circa 110 mq).
La potenzialita' locativa e' bassa in relazione al modesto numero di camere: il periodo di apertura risulta uguale ad 8-9 mesi con un livello di stagionalita' media (39%).
Il tasso di occupazione netto delle camere e' medio/basso (36%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che, in media, il 79% dei ricavi proviene da clientela familiare e turistica; solo per il 35% dei soggetti si ha un'incidenza sui ricavi, pari al 42%, dovuta alla clientela d'affari.
I ricavi derivano, in media, per il 69% dalle camere: solo per il 37% delle strutture si ha un'incidenza sui ricavi del 42% dovuta alla ristorazione.
I servizi in camera e quelli della struttura risultano inferiori alla media tranne che per il parcheggio presente nel 67% delle osservazioni. Cluster 8 - Piccoli alberghi a tre stelle. Numerosita': 2.681.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto essenzialmente da alberghi a tre stelle (99%) con dimensione medio/piccola (32 camere).
Si rileva una presenza leggermente superiore alla media per i metri quadri destinati delle sale comuni.
Il personale addetto all'attivita', sia a tempo pieno che a tempo parziale, risulta di 3 unita'.
La potenzialita' locativa e' in linea con la media e il periodo di apertura risulta uguale a 7-8 mesi.
La presenza di stagionalita' risulta elevata (57%).
Il tasso di occupazione netto delle camere e' medio/basso (41%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che il 91% dei ricavi proviene da clientela composta da famiglie e turisti.
I ricavi derivano in media per il 51% dalle camere: il 75% dei soggetti esaminati dichiara anche un 42% di ricavi dovuto ad attivita' di ristorazione.
I servizi in camera e quelli della struttura risultano inferiori od uguali alla media tranne che il parcheggio e le spiagge presenti rispettivamente nel 71% e nel 17% dei casi. Cluster 9 - Alberghi ad una stella. Numerosita': 2.736
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi ad una stella (95%) di piccolissima dimensione con mediamente 15 camere.
Consistente la percentuale di strutture, all'interno di questo cluster, che dichiarano di possedere camere senza bagno (65%) e conseguente assenza di metri quadri destinati a sale. Anche gli spazi all'aperto ove presenti sono ridotti come, peraltro, gli spazi dedicati alla somministrazione dei pasti, mediamente piccoli e coerenti con la capacita' locativa della struttura.
Si rileva la bassa presenza di personale dipendente (1 unita').
La potenzialita' locativa e' bassa mentre il periodo di apertura risulta uguale a 8 mesi con un livello di stagionalita' del 41%.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' basso (33%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che la quasi totalita' dei ricavi (92%) deriva da famiglie e turisti.
I ricavi derivano in media per il 50% dalle camere: il 61% degli albergatori dichiara di avere anche un 48% derivante dalla ristorazione.
La classificazione ad una stella non contempla la presenza di servizi in camera e neanche di quelli della struttura che risultano pertanto tendenzialmente assenti. 10 - Alberghi a due stelle. Numerosita': 3.923.
Questo risulta essere il cluster con numerosita' piu' elevata ed e' composto per la quasi totalita' da alberghi a due stelle di piccolissima dimensione con 21 camere e pochi spazi destinati alle sale, agli spazi all'aperto e alla somministrazione dei pasti.
Si rileva la bassa presenza di personale dipendente (1 unita').
La potenzialita' locativa e' bassa e il periodo di apertura risulta uguale a 7-8 mesi.
La presenza di stagionalita' e' indicata nel 49% dei casi.
Il tasso di occupazione netto delle camere e' basso (37%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che il 92% dei ricavi proviene da famiglie e turisti.
I ricavi derivano mediamente per il 53% dalle camere: il 66% degli imprenditori dichiara anche un 43% dovuto all'attivita' di ristorazione.
La classificazione a due stelle, anche in questo caso, non impone al gestore l'offerta di servizi in camera o di servizi legati alla struttura che risultano pertanto tendenzialmente rari.
Cluster 11 - Piccoli alberghi localita' montane. Numerosita': 844.
Dall'analisi della classificazione della struttura emerge che questo cluster risulta composto prevalentemente da alberghi a tre stelle (72%) e da alberghi a quattro stelle (15%) con dimensione media di 31 camere, con presenza di sale comuni leggermente superiori alla media (circa 100 mq) e di spazi destinati a parchi e giardini. Gli spazi dedicati alla somministrazione dei pasti sono in linea con la media (circa 160 mq per coloro che li hanno indicati).
La struttura del personale risulta composta da 5 dipendenti.
La potenzialita' locativa e' media mentre il periodo di apertura risulta uguale a 8 mesi con un elevato livello di stagionalita' (65%).
Il tasso di occupazione netto delle camere e' alto (52%).
Analizzando la composizione percentuale dei ricavi risulta che l'88% dei ricavi proviene da famiglie e turisti.
I ricavi derivano in media per il 56% dalle camere: il 78% delle strutture ha un 34% dovuto alla ristorazione mentre il 73% degli albergatori dichiara anche un 9% dovuto al servizio bar.
I servizi presenti in camera sono la televisione (57%) e la cassaforte (69%).
Si rileva, all'interno della struttura, un'elevata presenza di servizi per il benessere fisico quali sauna (89%), piscina (57%) e palestra (40%); si sottolinea inoltre la presenza di cure termali (6%).
La tipologia dei servizi offerti dagli alberghi appartenenti a questo cluster fa presupporre una localizzazione in localita' montane o in zone termali. Tale ipotesi e' avvalorata dall'analisi della localizzazione per provincia da cui e' emerso che il 59% delle strutture di questo cluster si concentra nella provincia di Bolzano e il 15% nella provincia di Trento. 1.3 Definizione della funzione di ricavo.
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese che presentano:
- (costo del venduto + costo per la produzione di servizi) negativo;
- costi e spese dichiarati nel quadro M superiori ai ricavi dichiarati.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici delle attivita' in esame:
- produttivita' per addetto ricavi/numero addetti(4) * 1.000, dove:
- numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
- numero addetti (societa') = numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica per l'indicatore precedentemente definito e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valore dell'indicatore all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per tutti i cluster e' stato utilizzato, per l'indicatore produttivita' per addetto, l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 6 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Cosi' definito il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise.
Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzati i risultati di uno studio relativo alla "territorialita' delle attivita' turistico-alberghiere(5)" che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto alla:
- struttura dell'offerta ricettiva;
- dimensione dei flussi turistici;
- vocazione turistica.
Nella definizione della funzione di ricavo le aree territoriali sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con la variabile "numero presenze". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente della variabile "numero presenze".
Inoltre nella definizione della funzione di ricavo si e' analizzato l'effetto dovuto a:
- caratteristiche di stagionalita';
- classificazione degli esercizi alberghieri secondo il numero di stelle;
- influenza della presenza o meno di servizio di ristorazione.
Le caratteristiche di stagionalita' sono state colte ponderando alcune variabili in base ai giorni di apertura dell'esercizio(6).
Tale ponderazione e' stata applicata alle seguenti variabili:
- "valore dei beni strumentali";
- "logaritmo in base 10 del valore dei beni strumentali";
- "numero di collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale";
- "numero dei soci con occupazione prevalente nell'impresa e numero degli associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa".
La classificazione degli esercizi alberghieri secondo il numero di stelle e' stata rappresentata con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con la variabile "numero presenze". L'utilizzo di tali variabili ha consentito di ottenere dei valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente della variabile "numero presenze".
Per cogliere l'influenza della presenza o meno di servizio di ristorazione e' stata utilizzata una variabile dummy, relativa agli alberghi senza ristorante (codice attivita' 55.12.0), e ne e' stata analizzata l'interazione con la variabile "costo del venduto + costo per la produzione di servizi". L'utilizzo di tale variabile ha consentito di ottenere, nell'applicazione della funzione di ricavo, un valore correttivo per il coefficiente della variabile "costo del venduto + costo per la produzione di servizi" per gli operatori dell'attivita' 55.12.0.
Nell'allegato 1.A vengono riportate le variabili ed i coefficienti delle "funzioni di ricavo". 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 1.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note (1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) I criteri e le conclusioni dello studio sono riportate nell'apposito decreto ministeriale.
(6) Il fattore di ponderazione e' pari al rapporto tra il numero di giorni di apertura dell'esercizio e 365.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

Allegato 1.B
VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo pieno.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero dei collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero familiari diversi da quelli che prestano attivita' nell'impresa.
Numero dei soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero dei soci diversi. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Consumo di gas/metano (Mc).
Consumo di gpl (Mc).
Consumo di gasolio (Mc).
Consumo di acqua (Mc).
Numero arrivi.
Numero presenze.
Numero camere occupate.
Albergo.
Motel.
Classificazione (1 - una stella; 2 - due stelle; 3 - tre stelle; 4 - quattro stelle; 5 - cinque stelle; 6 - cinque stelle lusso).
Numero camere con bagno.
Numero camere senza bagno.
Mq di sale riunioni e/o congressi.
Mq di locali di intrattenimento (discoteca, piano bar, ecc.).
Mq di spazi destinati a sale comuni (sale TV, sala giochi, ecc.).
Mq di spazi all'aperto (parchi, giardini, ecc.).
Apertura stagionale.
Potenzialita' locativa (numero camere disponibili per numero giorni di apertura).
Mq di spazi interni ed esterni destinati alla somministrazione dei pasti. Quadro D: Numero autovetture.
Numero autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro F:
% Ricavi realizzati tramite intermediazione d'agenzia.
Servizi: % ricavi camere (al lordo di breakfast).
Servizi: % ricavi ristorazione (cucina e cantina, coffee break, colazioni di lavoro, ecc.).
Servizi: % ricavi servizio bar (frigo bar, ecc.).
Servizi: % ricavi affitto sale.
Servizi in camera: televisione via satellite.
Servizi in camera: pay-tv.
Servizi in camera: frigo bar.
Servizi in camera: cassaforte.
Servizi in camera: aria condizionata.
Servizi in camera: vasca idromassaggio.
Altri servizi della struttura: parrucchiere.
Altri servizi della struttura: negozi.
Altri servizi della struttura: piscina.
Altri servizi della struttura: tennis.
Altri servizi della struttura: palestra.
Altri servizi della struttura: sauna.
Altri servizi della struttura: cure termali.
Altri servizi della struttura: spiaggia.
Altri servizi della struttura: animazione.
Altri servizi della struttura: parcheggio.
Altri servizi della struttura: trasporto di persone con mezzi propri.
Tipologia della clientela: clientela d'affari (% ricavi).
Tipologia della clientela: famiglie (% ricavi).
Tipologia della clientela: turisti (% ricavi).
Tipologia della clientela: gruppi aziendali (% ricavi).
Tipologia della clientela: gruppi turistici (% ricavi).
 
Allegato 2
SG58U
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes;
- 55.23.1 - Villaggi turistici.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG58).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 2.484, di cui 1.883 relativi al codice 55.22.0 e 601 relativi al codice 55.23.1.
I questionari restituiti sono stati 1.254 (rispettivamente 1.044 e 210 per i due codici), pari al 50,5% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 427 questionari, pari al 34,1% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro B del questionario (elementi strutturali) non compilato;
- compilazione di piu' quadri B;
- non compilazione delle superfici necessarie all'esercizio dell'attivita' presenti nel quadro B del questionario;
- quadro F del questionario (modalita' di espletamento dell'attivita') non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alle modalita' di espletamento dell'attivita' (quadro F del questionario);
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- ricavi dichiarati maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 827. 1.1 Identificazione dei gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, all'ubicazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', etc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative a quegli elementi strutturali e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di un'impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare cinque gruppi omogenei di imprese.
I principali aspetti strutturali delle imprese considerati nell'analisi sono:
- la dimensione relativa dell'attivita' in termini di quantita' di forza lavoro, ampiezza della struttura e gamma di servizi offerti (che ha classificato le strutture in campeggi, di piccole e grandi dimensioni, e villaggi turistici);
- la presenza di servizi accessori (bar, ristorante, spaccio alimentare);
- il periodo di apertura dell'esercizio.
In particolare l'analisi dei gruppi omogenei ha evidenziato le seguenti principali tipologie di aziende:
- i villaggi turistici;
- i campeggi di grande dimensione;
- i campeggi con servizi accessori a gestione diretta (bar, ristorante, spaccio alimentare);
- i campeggi con periodo di apertura lungo e bassa stagionalita';
- i campeggi di piccola dimensione. 1.2 Descrizione del gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Villaggi turistici di medie dimensioni. Numerosita': 105.
55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes: 31%;
55.23.1 - Villaggi turistici: 69%.
Il cluster e' costituito prevalentemente da villaggi turistici di medie dimensioni, sviluppati su un'area complessiva di circa 23.000 mq. La totalita' del cluster ha dichiarato di avere in media 47 unita' abitative (con prevalenza di bungalow e appartamenti) mente il 57% e' caratterizzato dalla presenza di 76 piazzole (con e senza posto auto). La potenzialita' locativa relativamente a bungalow, appartamenti, tukul, gusci, capanni e' molto elevata (6.415 unita' abitative) mentre risulta minima, sempre nel confronto con gli altri cluster, quella relativa alle piazzole (9.366 unita'); probabilmente alcuni villaggi turistici per utilizzare meglio la struttura aumentano la loro capacita' ricettiva con piazzole per campeggio.
La stagionalita' e' molto forte, determinata da un periodo medio di apertura pari a soli 137 giorni. Il tasso di occupazione delle strutture e' molto basso rispetto alla media del settore sia per i campeggi sia per i villaggi turistici.
L'offerta e' caratterizzata dalla presenza di un buon numero di servizi accessori:
- l'84% ha dichiarato di avere un'area destinata a bar, prevalentemente bar a gestione diretta con servizio al banco;
- l'area destinata a ristorante e' presente nel 65% dei casi con dimensioni medie elevate (253 mq), con prevalenza di ristoranti a gestione diretta con servizio al tavolo, caratterizzati da un numero elevato di posti a sedere (108) e da un buon utilizzo della struttura durante tutto il periodo di apertura del villaggio;
- solo il 50% afferma di dispone di un'area, di circa 70 mq, adibita a spaccio alimentare.
Mediamente queste strutture dispongono di 2 impianti sportivi (principalmente campi da tennis e piscine), prevalentemente a gestione diretta.
Si rileva anche la presenza di parcheggio riservato nel 62% delle strutture analizzate.
Il personale dipendente e' pari a tre addetti, mentre nelle societa' sono presenti due-tre soci. In relazione al servizio offerto le figure professionali presenti nel cluster sono gli addetti al servizio di ristorazione e bar, gli addetti alle attivita' sportive e ricreative e gli addetti alla pulizia e alla manutenzione dove, sia il valore medio, che il numero di contribuenti che ha indicato la presenza di tali profili professionali, sono piu' alti rispetto agli altri cluster di imprese di uguale dimensione.
La maggiore percentuale di ricavi e' data dalle unita' abitative (63%); sono inoltre rilevanti, rispetto alla media, i ricavi derivanti da pensione completa (presenti nel 27% dei casi con il 34% di incidenza sui ricavi) e da mezza pensione (indicato dal 22% dei soggetti con il 21% di incidenza sui ricavi), unitamente ai ricavi derivanti dal servizio di ristorazione (presente nel 36% degli esercizi con incidenza sui ricavi dell'8%). Occorre sottolineare che, per la promozione dell'attivita', il 45% delle aziende appartenenti al cluster utilizzano le agenzie turistiche, dalle quali proviene il 43% dei ricavi totali.
L'ubicazione prevalente di queste strutture e' presso le localita' balneari: infatti, il 77% e' distante non piu' di 500 metri dal mare ed il 33% ha indicato la presenza di spiaggia riservata. La clientela utilizza maggiormente tali strutture per soggiorni-vacanze (84% dei ricavi) con periodi di permanenza media relativamente lunghi (10 giorni).
Coerentemente al livello di tali strutture, le tariffe medie settimanali delle unita' abitative sono le piu' alte tra i gruppi omogenei individuati. Cluster 2 - Campeggi di grandi dimensioni. Numerosita': 85.
55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes: 87%;
55.23.1 -Villaggi turistici: 13%.
Gli esercizi compresi nel cluster, in prevalenza campeggi insieme ad un numero limitato di villaggi turistici, hanno dimensioni grandi; il valor medio della superficie complessiva dell'insediamento (circa 76.000 mq) e delle aree destinate all'offerta dei servizi sono al di sopra delle superfici medie degli altri cluster.
Tali strutture dispongono mediamente di 380 piazzole (con e senza posto auto), mentre 180% ha indicato unita' abitative per un valor medio pari a 46.
La potenzialita' locativa e' piu' del doppio rispetto alla media totale del settore per le piazzole (61.747) e quasi il doppio per le unita' abitative (7.386), in corrispondenza di un periodo medio di apertura di 167 giorni. Il tasso di occupazione netto e' superiore alla media sia per i campeggi sia per i villaggi e da cio' si evince un buon utilizzo della struttura.
Le dimensioni elevate sono connesse alla presenza di numerosi servizi accessori. Questi sono quasi esclusivamente affidati in gestione a terzi, caratteristica tipica delle grandi strutture, e permettono alle imprese del gruppo di offrire un servizio qualitativamente migliore ai propri clienti (il 49% delle imprese si classifica come struttura a 3 stelle ed il 29% come struttura a 4 stelle). In particolare:
- il 91% ha dichiarato di avere un'area di 222 mq destinati a bar, con la presenza media di un bar con servizio al banco o di un bar con servizio al tavolo;
- l'area destinata a ristorazione e' presente nell'88% dei casi con una media di 240 mq e con maggiore presenza di ristoranti con servizio al tavolo;
- il 95% del cluster dichiara di avere superfici dedicate a spaccio alimentare di dimensioni elevate (172 mq).
Relativamente agli impianti sportivi, grandi risultano le aree con questa destinazione (6.029 mq), con un numero medio di impianti pari a 3 e con particolare presenza di tennis, piscine e pallavolo. Sono stati anche indicati diversi altri servizi fra i quali si evidenzia in particolare: parcheggio riservato (nel 66% delle strutture), camper service (68%), vendita di giornali e tabacchi (65%), sala giochi (80%), servizio di lavanderia/stireria (46%), spiaggia riservata (32%), attracco natanti (14%).
Le strutture analizzate inoltre, impiegano un totale di 9 addetti di cui 6 dipendenti, in particolare nell'area ricezione e servizi amministrativi (piu' del doppio rispetto alla media), nel servizio di pulizia e manutenzione, nelle attivita' sportive/ricreative.
La percentuale dei ricavi prevalente deriva dalle piazzole (69%) seguono, i ricavi derivanti dalle unita' abitative (intorno al 20%) e l'affitto di tende e caravan (presenti nel 34% dei casi con il 9% di incidenza sui ricavi). Anche queste imprese, seppur in maniera limitata, utilizzano le agenzie di viaggio per promuovere la propria attivita': infatti, il 38% delle strutture ha indicato tale modalita' con un'incidenza media sui ricavi del 13%.
Le strutture in esame sono prevalentemente ubicate in localita' di turismo balneare: il 66% degli esercizi, infatti, e' distante fino a 500 metri dal mare. L'utenza e' legata al soggiorno-vacanze, in misura del 60% dei ricavi, coerentemente con la permanenza media all'interno della struttura che risulta di 11 giorni. Cluster 3 - Campeggi con servizi accessori a gestione diretta (bar, ristorante, spaccio alimentare). Numerosita': 183.
55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes: 96%;
55.23.1 - Villaggi turistici: 4%.
Come evidenzia il dato precedente le strutture presenti in questo raggruppamento sono organizzate in forma di campeggi e hanno una superficie media di circa 23.600 mq. La quasi totalita' del cluster dichiara di avere piazzole, in media 134, mentre il 43% dichiara la presenza di unita' abitative (mediamente 18). La potenzialita' locativa e' inferiore alla media sia relativamente alle piazzole (circa 24.000) che alle unita' abitative (circa 3.000) nonostante un periodo medio di apertura di 177 giorni (circa 6 mesi). Si rileva un tasso di occupazione netto delle unita' abitative nettamente inferiore alla media, mentre l'utilizzo delle piazzole e' in linea con il settore.
Caratteristica principale del cluster e' la presenza di numerosi servizi accessori:
- l'area adibita al servizio bar e' presente nel 94% delle strutture con dimensioni medie (87 mq). La gestione di tale attivita' e' quasi esclusivamente diretta, nella forma sia di bar con servizio al tavolo (con una media di 52 posti a sedere) o di bar con servizio al banco;
- importante e' la presenza in queste strutture dello spaccio alimentare; infatti, l'89% ha un'area (55 mq) dedicata a questo servizio, svolto in un unico punto vendita e a gestione diretta nella quasi totalita' dei casi;
- il 52% afferma di avere un'area adibita a ristorante con superficie media di 152 mq, con prevalenza di ristoranti con servizio al tavolo a gestione diretta, caratterizzati da un numero di posti a sedere mediamente limitato e da un minimo utilizzo della struttura durante il periodo di apertura.
Tra gli altri servizi si rileva frequentemente la presenza di uno-due impianti sportivi/ricreativi a gestione diretta, di area attrezzata giochi bimbi (nel 54% dei casi), di parcheggio riservato (52%), di camper service (42%), di vendita giornali e tabacchi (24%) e di attracco natanti (7%).
Il numero totale di personale impiegato all'interno delle strutture e' pari a 4 e, in relazione al servizio offerto, le figure professionali presenti sono gli addetti alla ristorazione e al bar e gli addetti alle attivita' sportive/ricreative. Scarsa risulta la presenza di personale addetto alle pulizie.
La piu' alta percentuale di ricavo deriva dall'offerta di piazzole (59%), ma forte risulta l'incidenza dei ricavi derivanti da servizio bar (12%) e dal market (12% dei ricavi nell'85% dei casi); pur limitata, si evidenzia infine la presenza di ricavi derivanti dalla ristorazione.
Una buona percentuale di ricavo (38%) deriva, per questi esercizi, da un turismo di tipo itinerante, legato ad una clientela che soggiorna nel campeggio per brevi periodi, non superiori a tre giorni consecutivi, anche se, e' comunque presente un'utenza legata al soggiorno/vacanze (54% dei ricavi nell'83% dei casi). Il periodo medio di permanenza registrato e' coerente con quanto appena detto: risulta infatti il piu' basso dell'intero settore (7 giorni).
L'ubicazione prevalente e' in prossimita' del mare: infatti il 44% delle strutture non dista da esso piu' di 500 metri; seguono il 22% degli esercizi di tale cluster che sono ubicati entro 500 metri dal lago ed il 15% che ha dichiarato di essere localizzato nei pressi di luoghi o citta' con vocazione culturale, religiosa, ecc. Cluster 4 - Campeggi con periodo di apertura lungo e bassa stagionalita'. Numerosita': 175.
55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes: 98%;
55.23.1 - Villaggi turistici: 2%.
A differenza delle strutture comprese negli altri cluster, i campeggi in esame hanno un periodo di apertura quasi annuale, con una media di 300 giorni (corrispondenti a 10 mesi).
Le strutture risiedono su un'area complessiva media di 22.000 mq e nella quasi totalita' dichiarano di avere piazzole, mediamente 130, mentre il 43% dichiara di avere unita' abitative, con una media di 15 unita'.
Coerentemente con il lungo periodo di apertura, la potenzialita' locativa, di circa 39.000 piazzole, e' molto elevata, mentre risulta allineata alla media per le unita' abitative (4.543); al contrario il tasso di occupazione del campeggio risulta limitato, mentre risulta piu' elevato quello delle unita' abitative.
Le imprese in esame non presentano una particolare offerta di servizi accessori:
- le aree destinate al bar sono presenti nel 75% dei casi con una superficie media di 65 mq. Tali strutture sono presenti a volte con servizio al banco, a volte con servizio al tavolo e in entrambi i casi prevale la gestione diretta;
- limitata risulta la presenza di area destinata a ristorante, presente solo nel 33% dei casi con una superficie inferiore alla media (circa 120 mq). il servizio di ristorazione e' erogato prevalentemente in forma tradizionale (servizio al tavolo), e la gestione e' quasi esclusivamente indiretta;
- l'area dedicata a spaccio alimentare e' presente nel 51% delle strutture con dimensioni molto piccole (39 mq), anche in questo caso la gestione e' affidata prevalentemente a terzi.
Si rileva nella maggior parte degli esercizi la presenza di uno o due impianti sportivi/ricreativi (campi da bocce, pallavolo, piscine, tennis) e la presenza del servizio di lavanderia/stireria (26%).
Il personale totale e' pari a 4 addetti; non sono state indicate particolari figure professionali, ma rispetto agli altri cluster, e' piu' elevata la presenza di soci che non prestano nell'impresa la propria opera in forma prevalente.
La parte principale dei ricavi e' realizzata dall'offerta di piazzole (84%); il 41% delle imprese inoltre, realizza il 20% dei ricavi dall'offerta di unita' abitative ed il 50% ha indicato la presenza del servizio bar con un'incidenza del 7% sul totale dei ricavi.
Le strutture risultano ubicate in zone diverse, anche se e' piu' frequente la vicinanza al lago e alle piste da sci (rispettivamente il 22% ed il 10% delle strutture distano da essi non oltre i 500 metri).
Va sottolineato che e' rilevante la percentuale dei ricavi (77%) proveniente da un pagamento forfetario e la conseguente alta percentuale di compilazione delle tariffe a forfait. Cluster 5 - Campeggi di piccole dimensioni. Numerosita': 254.
55.22.0 - Campeggi ed aree attrezzate per roulottes: 98%;
55.23.1 - Villaggi turistici: 2%.
Le aziende presenti in questo raggruppamento hanno strutture di dimensioni piccole con un'area totale di svolgimento dell'attivita' limitata, meno di 16.000 mq, dispongono mediamente di 113 piazzole e il 50% ha indicato la presenza di 18 unita' abitative.
La potenzialita' locativa e' conseguentemente minima, pari a 17.300 piazzole e 2.900 unita' abitative, in corrispondenza di un periodo medio di apertura di 152 giorni. Il tasso di occupazione netto delle piazzole e delle unita' abitative e' nella media.
I servizi accessori sono presenti solo in poche realta' e quasi esclusivamente a gestione indiretta, infatti:
- il 66% del cluster ha spazi dedicati a bar di dimensioni medie pari a 63 mq, con prevalenza di strutture con servizio al banco;
- il 32% indica la presenza di aree destinate a ristorante (131 mq medi), con prevalenza di servizio al tavolo;
- lo spaccio alimentare e' presente invece nel 56% dei casi con una superficie limitata (63 mq).
Coerentemente alle dimensioni della struttura solo il 40% ha indicato la presenza di impianti sportivi/ricreativi a gestione diretta.
Ogni struttura impiega due-tre addetti, con presenza di figure professionali limitate all'area ricezione e servizi amministrativi e al servizio di pulizia.
L'attivita' principale e' individuabile nell'offerta di piazzole, con la quale tali strutture realizzano circa l'80% del fatturato, mentre la meta' degli esercizi ha indicato l'incidenza dei ricavi derivanti da unita' abitative pari al 24%.
Tali strutture sono ubicate prevalentemente in localita' balneari (il 62% dista dal mare non piu' di 500 metri) ed hanno prevalentemente clienti che realizzano all'interno della struttura soggiorni/vacanze (53% dei ricavi). Il periodo di permanenza medio e' pari a 9 giorni. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese che presentano:
- (costo del venduto + costo per la produzione di servizi) negativo;
- costi e spese dichiarati nel quadro M superiori ai ricavi dichiarati.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici delle attivita' in esame:
- ricavo medio per presenza ricavi /numero presenze;
- produttivita' per addetto ricavi/numero addetti(4)* 1000, dove:
- numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
- numero addetti (societa') = numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore produttivita' per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile, per i cluster 1 e 2;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile, per i cluster 3, 4 e 5.
Per l'indicatore ricavo medio per presenza sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 17 ventile, per il cluster 1;
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 18 ventile, per i cluster 2, 4 e 5;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 17 ventile, per il cluster 3.
Cosi' definito il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise.
Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzati i risultati di uno studio relativo alla "territorialita' delle attivita' turistico-alberghiere(5)" che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto alla:
- struttura dell'offerta ricettiva;
- dimensione dei flussi turistici;
- vocazione turistica.
Nella definizione della funzione di ricavo le aree territoriali sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con le variabili "numero presenze" e "costo del venduto + costo per la produzione di servizi". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente delle variabili "numero presenze" e "costo del venduto + costo per la produzione di servizi".
Inoltre nella definizione della funzione di ricavo si e' analizzato l'effetto dovuto a:
- caratteristiche di stagionalita';
- classificazione delle strutture in esame secondo il numero di stelle.
Le caratteristiche di stagionalita' sono state colte ponderando alcune variabili in base ai giorni di apertura dell'esercizio(6).
Tale ponderazione e' stata applicata alle seguenti variabili:
- "valore dei beni strumentali";
- "numero dei soci e associati in partecipazione con occupazione prevalente nell'impresa".
La classificazione delle strutture in esame secondo il numero di stelle e' stata rappresentata con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con la variabile "numero presenze". L'utilizzo di tali variabili ha consentito di ottenere dei valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente della variabile "numero presenze".
Nell'allegato 2.A vengono riportate le variabili ed i coefficienti delle "funzioni di ricavo". 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7)
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 2.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) I criteri e le conclusioni dello studio sono riportate nell'apposito decreto ministeriale.
(6) Il fattore di ponderazione e' pari al rapporto tra il numero di giorni di apertura dell'esercizio e 365.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno del gruppi stessi.

Allegato 2.A
----> Vedere allegato da pag. 64 a pag. 65 del S.O. <----

Allegato 2.B
VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo pieno.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero dei soci diversi da quelli con occupazione prevalente nell'impresa. Quadro B:
Numero giorni di apertura.
Ubicazione (distanza dal polo d'attrazione/magnete): mare.
Ubicazione (distanza dal polo d'attrazione/magnete): impianti e piste da sci.
Metri quadrati area per impianti sportivi.
Metri quadrati area ristorazione (ristorante, self-service, ecc.).
Numero bar con servizio ai tavoli a gestione diretta.
Numero ristoranti con servizio ai tavoli-posti a gestione diretta.
Numero posti a sedere interni ed esterni (riferiti ai righi B29 e B30).
Numero piazzole (posti equipaggio) senza posto auto.
Numero piazzole (posti equipaggio) con posto auto.
Numero tende (da affittare).
Numero caravan, roulottes (da affittare).
Numero monolocali con bagno.
Numero monolocali senza bagno.
Numero bilocali con bagno.
Numero bilocali senza bagno.
Numero trilocali ed oltre con bagno.
Numero trilocali ed oltre senza bagno.
Numero gabinetti.
Numero docce chiuse con acqua calda.
Numero punti distribuzione acqua. Quadro F:
Servizi e tipo di offerta: unita' abitative (tukul, gusci, capanni, bungalows, monolocali, bilocali, trilocali ed oltre) (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: mezza pensione (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: pensione completa (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: affitto tende, caravan o roulottes (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: spaccio alimentare (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: ristorazione (ristorante/self-service) (% sui ricavi).
Servizi e tipo di offerta: bar (% sui ricavi).
Tipo di utenza: breve sosta (fino a 3 giorni) (% sui ricavi).
Tipo di utenza: forfait mensili/stagionali/annuali (% sui ricavi). Quadro G:
Numero animatori.
Numero piscine a gestione diretta.
Numero spaccio alimentare (market) a gestione diretta.
Campers service. Quadro L:
Tariffa giornaliera per equipaggio (2 adulti e 1 bambino) dotato di propria attrezzatura (persona, piazzola, luce, acqua) - Alta stagione.
Tariffa giornaliera per equipaggio (2 adulti e 1 bambino) dotato di propria attrezzatura (persona, piazzola, luce, acqua) - Media stagione.
Tariffa giornaliera per equipaggio (2 adulti e 1 bambino) dotato di propria attrezzatura (persona, piazzola, luce, acqua) - Bassa stagione.
Tariffa per equipaggio (2 adulti e 1 bambino) dotato di propria attrezzatura (piazzola, luce, acqua, posto auto) - a forfait stagionale.
Tariffa per equipaggio (2 adulti e 1 bambino) dotato di propria attrezzatura (piazzola, luce, acqua, posto auto) - a forfait annuale.
Tariffa settimanale per (2 adulti e 1 bambino) in bilocale (luce, acqua, gas e posto auto) - Alta stagione.
Tariffa settimanale per (2 adulti e 1 bambino) in bilocale (luce, acqua, gas e posto auto) - Media stagione.
Tariffa settimanale per (2 adulti e 1 bambino) in bilocale (luce, acqua, gas e posto auto) - Bassa stagione.
 
Allegato 3
SG65U
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 55.23.4 - Affittacamere per brevi soggiorni, case per vacanze;
- 55.23.6 - Altri esercizi alberghieri complementari (compresi i residences).
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG65).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 6.134, di cui 4.642 relativi al codice 55.23.4 e 1.192 relativi al codice 55.23.6.
I questionari restituiti sono stati 3.896 (rispettivamente 3.279 e 617 per i due codici), pari al 63,5% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 1.126 questionari, pari al 28,9% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro B del questionario (elementi strutturali) non compilato;
- compilazione di piu' quadri B;
- non compilazione delle superfici dei locali necessarie all'esercizio dell'attivita' presenti nel quadro B del questionario;
- quadro F del questionario (modalita' di espletamento dell'attivita') non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alle modalita' di espletamento dell'attivita' (quadro F del questionario);
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- ricavi dichiarati maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 2.770.
1.1 Identificazione del gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', etc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative a quegli elementi strutturali e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di un'impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare cinque gruppi omogenei di imprese.
I principali aspetti strutturali delle imprese considerati nell'analisi sono:
- la dimensione relativa dell'attivita' in termini di quantita' di forza lavoro ed ampiezza della struttura;
- la tipologia della clientela (distinguendo quella d'affari da quella per vacanze);
- i servizi offerti. 1.2 Descrizione del gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Strutture ricettive di grandi dimensioni. Numerosita': 84.
Il cluster e' caratterizzato da imprese che soddisfano principalmente il bisogno ricettivo di alloggio in strutture ed organizzazioni di medie e grandi dimensioni.
La maggioranza (54%) dei soggetti dichiara di svolgere l'attivita' di "residenza turistico alberghiera" (in particolare il 39% circa sono attivita' ricettive classificate a 3 e 4 stelle), il 24% si classifica come attivita' di "case per vacanze" mentre la restante percentuale prevalentemente dichiara di svolgere l'attivita' di "affittacamere".
I ricavi medi direttamente imputabili a camere o unita' abitative ammontano al 92% del totale; da osservare che circa il 39% dei soggetti dichiara di ottenere ricavi, pari al 37%, derivanti da contratti stipulati con agenzia.
Il 73% dei soggetti opera nel Nord d'Italia, prevalentemente in aree geografiche a vocazione turistica marina o montana. Inoltre il 65% delle attivita' sono localizzate in comuni fino a 30.000 abitanti, mentre il 19% circa in comuni con oltre 500.000 abitanti.
Il periodo medio di apertura risulta pari a 297 giorni, equivalenti a circa 10 mesi di attivita' durante la quale i soggetti compresi nel cluster dichiarano in media 720 arrivi ed un numero medio di presenze pari a circa 6.800 unita', a conferma di un'attivita' ricettiva molto superiore alle medie espresse dal settore. La permanenza media risulta circa 9 giorni, superiore quindi di due giorni rispetto alla media del settore.
Il cluster comprende organizzazioni ricettive mediamente piu' strutturate rispetto agli altri cluster evidenziati dallo studio; l'81% delle attivita' sono organizzate in forma societaria (in particolare 49% in societa' di persone e 32% in societa' di capitale).
I soggetti del cluster oltre ad avere una dimensione media notevolmente superiore alla media del settore, sono caratterizzati anche dalla presenza e dalla disponibilita' di ampi spazi dedicati alla ricezione clienti e all'amministrazione (il 60% dei soggetti ne detiene in media 52 metri quadri) e sale comuni (il 46% dei soggetti ne detiene circa 70 metri quadri).
Nella gestione dell'attivita' sono coinvolte mediamente 3 risorse (il 76% dei soggetti dichiara di avere uno o due dipendenti). In particolare il 65% delle attivita' comprese nel cluster dichiara di dedicare un addetto all'attivita' di ricezione clienti ed amministrazione, il 70% dei soggetti dedica due addetti al servizio di riassetto camere/unita' abitative mentre solo il 7% ha in media due addetti con mansioni tecniche relative alla manutenzione delle strutture.
Il servizio ricettivo e' fornito principalmente in unita' abitative di tipologia bilocale (offerto dal 74% circa dei soggetti) e monolocale (offerto dal 63% circa dei soggetti).
La dotazione dei servizi in camera evidenzia un livello di servizio superiore al livello medio espresso dal settore, infatti: il televisore e' offerto dal 71% dei soggetti ed e' presente nel 90% delle camere/unita' abitative, il frigobar e' offerto dal 30% dei soggetti ed e' presente nel 97% delle camere/unita' abitative, il telefono e' offerto dall'82% dei soggetti ed e' presente nel 97% delle camere/unita' abitative mentre l'aria condizionata e' offerta dal 18% dei soggetti ed e' presente nel 86% delle camere/unita' abitative.
Solamente il 36% degli esercizi del cluster dichiara di svolgere il servizio di pulizia in camera una volta al giorno, mentre il 54% circa effettua il cambio delle lenzuola una volta alla settimana. Infine, il 37% dei soggetti dichiara di sostenere spese per servizi esterni di pulizia per un importo pari a circa 22 milioni, cifra tre volte superiore alla media espressa dal settore.
Malgrado il 79% dei soggetti dichiari di ottenere ricavi da "clientela per vacanze" pari all'80% del totale ed il 37% dichiari ricavi medi per un 40% provenienti da "altra clientela", il cluster si caratterizza per l'alta percentuale, rispetto alla media del settore, di ricavi medi derivanti dalla "clientela d'affari" (in particolare il 43% dei soggetti ne dichiara in media il 53%).
Rilevante, rispetto agli altri cluster individuati, la percentuale dei ricavi conseguiti dai periodi di permanenza della clientela piu' lunghi; in particolare il 70% dei soggetti dichiara che in media il 41% dei ricavi proviene da clientela con permanenza da 7 giorni a un mese ed il 54% dei soggetti che in media il 45% dei ricavi proviene da clientela con permanenza oltre un mese. Cluster 2 - Affittacamere di piccole dimensioni (con servizio di vitto). Numerosita': 1.470.
Gli appartenenti al cluster sono attivita' volte principalmente all'erogazione di un servizio ricettivo d'alloggio fornito in camere al quale e' abbinata la possibilita' di usufruire di un eventuale ed ulteriore servizio di vitto.
I ricavi medi, direttamente imputabili all'attivita' di "affittacamere", ammontano all'84% del totale; contemporaneamente occorre far rilevare che il 28% dei soggetti dichiara di ottenere dal servizio di vitto il 37% circa dei ricavi.
La quasi totalita' dei soggetti (il 97% dei casi analizzati) dichiara di svolgere l'attivita' di "affittacamere" (in particolare il 62% circa dichiara di svolgere l'attivita' in immobili di 3a e 4a categoria).
L'87% dei soggetti opera nel nord d'Italia (prevalentemente in aree geografiche a vocazione turistica montana), il 67% delle attivita' sono localizzate in comuni fino a 5.000 abitanti. Rilevante l'alta concentrazione di tali esercizi nella sola provincia di Bolzano (il 77%).
Il periodo medio di apertura risulta pari a 241 giorni all'anno equivalenti a circa 8 mesi, durante i quali le imprese dichiarano in media 142 arrivi ed un numero medio di presenze pari a circa 860 unita'. Questi valori confrontati con i rispettivi degli altri cluster individuati, risultano i piu' bassi e di gran lunga inferiori alle medie del settore, a conferma della modesta dimensione della struttura. La permanenza media risulta pari a circa 6 giorni, inferiore di un giorno alla media del settore.
Si evidenzia per i soggetti appartenenti a questo cluster una struttura molto semplice: la quasi totalita' delle attivita' (il 98%) sono organizzate in forma di ditta individuale, solamente un residuale 2% dei soggetti e' organizzato in forma di societa' di persone.
A conferma della semplicita' organizzativa adottata, l'attivita' e' mediamente gestita da un unico addetto, lo stesso titolare. La tipologia organizzativa in economia giustifica l'assenza di ulteriori profili professionali dedicati all'erogazione di servizi accessori specifici, solamente il 15% circa dei soggetti dichiara di avere in media un addetto dedicato al riassetto e pulizia delle camere. L'assenza del cuoco evidenzia che il servizio di vitto e' probabilmente effettuato direttamente dallo stesso titolare.
Il servizio ricettivo e' principalmente erogato attraverso l'affitto di camere per il 77% dei soggetti, anche se il 30% degli esercizi dichiara di offrire unita' abitative di tipologia bilocale.
La dotazione dei servizi accessori in camera evidenzia un livello di servizio medio basso, infatti, il televisore in camera e' offerto solamente dal 5% dei soggetti, il frigo bar e' offerto dal 4%, mentre risulta insignificante la presenza percentuale del telefono.
Il 56% dei soggetti dichiara di svolgere la pulizia delle camere una volta al giorno, il 30% effettua la pulizia solo al cambio cliente, mentre il 71% delle attivita' effettua il cambio delle lenzuola una volta a settimana.
Il 96% dei soggetti dichiara di ottenere in media il 98% dei ricavi dalla "clientela per vacanze" mentre solamente il 4% circa delle attivita' ottiene ricavi medi pari al 12% del totale dalla "clientela per affari".
La clientela di tali esercizi prevalentemente effettua una permanenza di non oltre i 7 giorni anche se non sono rari soggiorni piu' lunghi. In particolare il 69% dei soggetti dichiara di ottenere mediamente il 30% dei ricavi da clientela che soggioma fino a 3 giorni, il 92% dei soggetti il 57% dei ricavi da clientela con permanenza dai 3 ai 7 giorni ed il 66% dei soggetti il 36% dei ricavi da clientela con permanenza oltre i 7 giorni e fino ad un mese. Cluster 3 - Case per vacanze. Numerosita': 335.
Il cluster e' caratterizzato da attivita' che soddisfano principalmente un bisogno di affitto di "case per vacanze" per brevi periodi.
I soggetti appartenenti al cluster dichiarano ricavi medi direttamente imputabili a tale attivita' per il 93% del totale.
L'85% dei soggetti, infatti, dichiara di svolgere l'attivita' di affitto di "case per vacanze"; mentre una parte residuale di soggetti, circa l'8%, dichiara di svolgere l'attivita' ricettiva in forma di "residenza turistico alberghiera".
Il 66% dei soggetti opera nel Nord d'Italia (prevalentemente in aree geografiche a vocazione turistica marina e montana) e la quasi totalita' (il 93%) delle attivita' sono localizzate in comuni fino a 30.000 abitanti.
L'attivita' di affitto di "case per vacanze" e' principalmente stagionale. Il periodo medio di apertura risulta pari a 228 giorni all'anno equivalenti a meno di 8 mesi. I soggetti appartenenti al cluster dichiarano in media 227 arrivi ed un numero medio di presenze pari a circa 2.100 unita'. La permanenza risulta quindi mediamente 9 giorni, superiore di due giorni rispetto alla media espressa dal settore.
L'organizzazione delle attivita' predisposte all'erogazione del servizio si presenta relativamente semplice, infatti, il 65% degli appartenenti al cluster e' organizzato in forma di ditta individuale, il 27% come societa' di persone e l'8% come societa' di capitale.
Nella gestione dell'attivita' e' mediamente coinvolta un'unica risorsa, generalmente il titolare stesso. Solo il 15% dei soggetti dichiara la presenza di un dipendente, generalmente a tempo parziale. La tipologia di servizio, limitato all'erogazione del servizio di affitto, giustifica l'assenza di profili professionali dedicati all'erogazione ulteriori servizi accessori specifici. Le attivita' maggiormente strutturate, hanno addetti interni con mansioni di amministrazione e ricezione clienti (il 16% circa ne dichiara in media 1) ed addetti dedicati al riassetto delle unita' abitative (il 26% circa ne dichiara in media 1).
Il servizio ricettivo delle imprese del cluster "case per vacanze" e' prevalentemente erogato in unita' abitative di tipologia bilocale (offerto dal 75% circa dei soggetti), ed unita' abitative di tipologia trilocale/quadrilocale (offerto dal 64% circa dei soggetti).
La dotazione media dei servizi in camera evidenzia un livello di servizio medio basso, infatti: il televisore e' offerto dal 22% dei soggetti ed e' presente nel 90% delle camere/unita' abitative, il telefono e' offerto dal 17% dei soggetti ed e' presente nel 96% delle camere/unita' abitative mentre il frigobar e' offerto solamente dall'8% dei soggetti ed e' presente nel 97% delle camere/unita' abitative.
Il 65% circa dei soggetti dichiara, coerentemente alla tipologia di servizio offerto, di svolgere la pulizia delle unita' abitative solo al cambio cliente, ed il 18% dichiara di svolgere tale servizio una volta alla settimana.
Coerentemente alla tipologia di attivita', i soggetti appartenenti al cluster dichiarano che la quasi totalita' dei ricavi (in media il 95%) proviene dalla clientela con l'esigenza di alloggio per trascorrere le vacanze. Da rilevare che il 5% delle imprese del cluster dichiara che l'84% del totale dei ricavi deriva in particolare da "gruppi vacanze" convenzionati.
Coerentemente al servizio offerto, la quasi totalita' dei ricavi deriva dalla clientela con permanenza dai 3 a 7 giorni (in media 45%) e da clientela con permanenza da 7 giorni ad un mese (in media 43%). Cluster 4 - Affittacamere e locande di medio-basso livello. Numerosita': 430.
Gli appartenenti al cluster esercitano attivita' volte all'erogazione di un servizio d'alloggio di medio-basso livello con la possibilita' di ristoro (vitto), rivolto ad una clientela che puo' domandare periodi di permanenza anche prolungati.
Il modello organizzativo si caratterizza, infatti, per l'elevata percentuale di ricavi (in media pari al 52% del totale) derivanti da clienti con "permanenze fino ed oltre un mese".
I soggetti del cluster dichiarano che i ricavi medi provenienti dall'affitto di camere/unita' abitative contribuiscono per l'85% del totale dei ricavi, anche se il 18% dei soggetti dichiara ricavi, pari al 42% del totale, derivanti da "fornitura di vitto".
L'88% dei rispondenti dichiara di svolgere attivita' di "affittacamere" (in particolare il 59% circa dichiara di svolgere l'attivita' in immobili di 3a e 4a categoria); mentre il 6% circa dichiara di svolgere l'attivita' con la modalita' di "locanda".
Il 60% dei soggetti opera nel nord d'Italia (in localita' geografiche a vocazione turistica oppure in localita' dove la clientela potrebbe richiedere il servizio di pernottamento per esigenze diverse dal turismo). Le attivita' del cluster rappresentano un modello organizzativo trasversale alla dimensione della localita' di insediamento, non si registrano, infatti, particolari concentrazioni in relazione all'ampiezza del comune in cui opera la struttura.
Queste imprese. a prescindere da un'elevata concentrazione registrata nella provincia di Bolzano (23%), sono principalmente localizzate in localita' in cui per diverse ragioni (studio, lavoro, salute, ecc.) puo' manifestarsi per la clientela la necessita' di un servizio ricettivo piu' economico per periodi anche prolungati.
In media i soggetti appartenenti al cluster hanno un periodo di apertura piu' ampio rispetto alla media espressa dal settore pari a 281 giorni all'anno, equivalenti a poco piu' di 9 mesi. Durante il periodo di attivita' i soggetti dichiarano in media 190 arrivi ed un numero medio di presenze di circa 1.300 unita', per una permanenza media di circa 7 giorni, in linea con la media del settore.
L'organizzazione predisposta all'erogazione del servizio si presenta relativamente semplice, infatti, il 93% dei soggetti appartenenti al cluster e' organizzato come ditta individuale e l'attivita' e' mediamente gestita da un unico addetto, lo stesso titolare.
La tipologia di servizio non giustifica la presenza di ulteriori e specifici profili professionali; solamente le attivita' maggiormente strutturate, hanno risorse interne dedicate al riassetto delle unita' abitative (il 28% degli appartenenti al cluster ne dichiara in media 1). L'assenza di un addetto con mansioni di cuoco (anche se il 17% dei soggetti dichiara mediamente 38 metri quadrati dedicati al servizio di ristorazione), e' molto probabilmente giustificata dall'eventualita' che il servizio di vitto sia svolto direttamente dal gestore dell'attivita'.
Le caratteristiche strutturali degli immobili in cui e' erogato il servizio, l'elevata percentuale di camere offerte senza bagno di pertinenza esclusiva ed infine l'alta percentuale di bagni comuni (il 79% dei soggetti ne dichiara in media 2) evidenziano un medio-basso livello di servizio.
Coerentemente con la tipologia organizzativa, anche la dotazione di servizi in camera presenta percentuali irrilevanti, infatti, il televisore, il frigobar, il telefono sono offerti ognuno da meno del 3% degli esercizi.
Confrontando questo modello organizzativo con gli altri di questo studio emerge che gli esercizi ad esso appartenenti realizzano mediamente la piu' bassa percentuale di ricavi provenienti dalla "clientela per vacanze". Infatti, la tipologia "altra clientela" risulta la piu' compilata: il 59% dei soggetti dichiara ricavi pari all'85% del totale. Cluster 5 - Affittacamere ed altri esercizi di medio-alto livello. Numerosita': 333.
I soggetti appartenenti al cluster svolgono prevalentemente attivita' volte all'erogazione di un servizio ricettivo di medio-alto livello, offerto in strutture immobiliari in cui possono essere presenti differenti tipologie di locali non caratterizzati dall'essere esclusivamente camere o unita' abitative autonome.
Il cluster, infatti, e' prevalentemente costituito per il 71% circa da soggetti che svolgono l'attivita' di "affittacamere" (in particolare il 52% circa dichiara di svolgere tale attivita' in immobili di 1a e 2a categoria) e per il 19% circa da soggetti che svolgono l'attivita' di "residenza turistico alberghiera" effettuata prevalentemente in strutture qualificate a 3 e 4 stelle.
Il servizio ricettivo e' erogato prevalentemente attraverso l'affitto di camere (nel 48% dei casi), monolocali (nel 32% dei casi) e bilocali (nel 54% dei casi).
I ricavi medi dichiarati dai soggetti direttamente imputabili all'attivita' ricettiva risultano pari al 91% circa dei ricavi totali.
Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, si osserva che l'84% dei soggetti opera nel nord d'Italia (molti in aree geografiche a vocazione turistica montana) ed il 67% delle attivita' sono localizzate in comuni fino a 5.000 abitanti (la percentuale sale al 91% se si considerano i comuni fino a 30.000 abitanti). Anche in questo cluster si registra una alta concentrazione (pari al 72%) di esercizi nella provincia di Bolzano.
L'attivita' e' principalmente svolta in forma stagionale, il periodo medio di apertura e' di 262 giorni all'anno equivalenti a circa 9 mesi, periodo in cui i soggetti appartenenti al cluster dichiarano in media circa 243 arrivi ed un numero medio di presenze pari a circa 1.780 unita'. La permanenza media risulta pari a 7 giorni, in linea con la media espressa dal settore.
L'organizzazione predisposta all'erogazione del servizio si presenta poco strutturata, infatti, l'81% degli appartenenti al cluster e' organizzato sotto forma di ditta individuale (solamente il 17% circa dei soggetti si e' costituito in forma di societa' di persone). Mediamente l'attivita' e' gestita da un unico addetto, lo stesso titolare raramente coadiuvato da un dipendente (16% dei casi) o da un collaboratore familiare (7% dei casi).
Anche in questo cluster si evidenzia la mancanza di profili professionali dedicati all'erogazione di particolari servizi accessori, infatti, solamente il 24% circa dei soggetti dichiara di avere un addetto con mansioni di riassetto delle camere/unita' abitative.
Le imprese del cluster sono caratterizzate da un livello di servizi in camera ed accessori medio alto, piu' qualificato rispetto al livello di servizi espressi dalla media del settore. Il 71% dei soggetti, infatti, dichiara di offrire il televisore nel 94% delle camere/unita' abitative, il 27% dichiara di offrire il frigobar nel 97% delle camere/unita' abitative, il 53% dichiara di detenere il telefono nel 95% delle camere/ unita' abitative ed infine il 7% dichiara di offrire l'aria condizionata nell'88% delle camere/unita' abitative.
Il superiore livello di servizio espresso e' ulteriormente evidenziato da una maggiore percentuale di camere dotate di bagno con pertinenza esclusiva rispetto la media del settore (in particolare il 47% dei soggetti dichiara di avere in media 7 camere con bagno).
I soggetti appartenenti al cluster dichiarano che mediamente l'89% dei ricavi deriva dalla "clientela per vacanze" (in particolare il 94% dei soggetti ne dichiara in media il 95%), mentre il rimanente dei ricavi e' originato in misura quasi equivalente tra "clientela per affari" e "altra clientela".
La tipologia organizzativa rivolge principalmente il proprio servizio ad una clientela con esigenze di alloggio relative al breve periodo. In media, infatti, il 71% dei ricavi deriva principalmente da clientela con permanenza fino a 7 giorni, anche se il 71% dei soggetti dichiara ricavi medi pari al 33% circa derivanti da una permanenza da 7 giorni ad un mese. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese che presentano:
- (costo del venduto + costo per la produzione di servizi) negativo;
- costi e spese dichiarati nel quadro M superiori ai ricavi dichiarati.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici delle attivita' in esame:
- produttivita' per addetto ricavi/numero addetti(4)* 1.000;
- ricavo medio per presenza ricavi /numero presenze, dove:
- numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
- numero addetti (societa') = numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore produttivita' per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 18 ventile, per il cluster 1;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile, per i cluster 2 e 4;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile, per i cluster 3 e 5.
Per l'indicatore ricavo medio per presenza sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 18 ventile, per i cluster l, 3 e 5;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile, per il cluster 2;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 16 ventile, per il cluster 4.
Cosi' definito il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise.
Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzati i risultati di uno studio relativo alla "territorialita' delle attivita' turistico-alberghiere(5)" che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto alla:
- struttura dell'offerta ricettiva;
- dimensione dei flussi turistici;
- vocazione turistica.
Nella definizione della funzione di ricavo le aree territoriali sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con la variabile "numero presenze". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente della variabile "numero presenze".
Considerano che il settore in esame presenta una caratteristica di stagionalita' elevata, per poter cogliere nella funzione di ricavo tale aspetto alcune variabili sono state ponderate in base ai giorni di apertura dell'esercizio(6).
Tale ponderazione e' stata applicata alle seguenti variabili:
- "valore dei beni strumentali";
- "logaritmo in base 10 del valore dei beni strumentali";
- "numero di collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale";
- "numero dei soci con occupazione prevalente nell'impresa e numero degli associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa".
Nell'allegato 3.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo". 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 3.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell' Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderato con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderato con le relative probabilita' di appartenenza. Note (1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) I criteri e le conclusioni dello studio sono riportate nell'apposito decreto ministeriale.
(6) Il fattore di ponderazione e' pari al rapporto tra il numero di giorni di apertura dell'esercizio e 365.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno del gruppi stessi.

ALLEGATO 3A
----> Vedere allegato da pag. 71 a pag. 72 del S.O. <----

Allegato 3B
VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo pieno.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero dei collaboratori dell'impresa familiare e coniuge del-l'azienda coniugale.
Numero familiari diversi da quelli che prestano attivita' nell'impresa.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero associati in partecipazione diversi.
Numero dei soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero dei soci diversi.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Consumo di gasolio (Mc).
Consumo di acqua (Mc).
Numero presenze.
Numero camere/unita' abitative occupate.
Tipologia della struttura ricettiva: (1) = affittacamere; (2) = case per vacanze; (3) = residenza turistico alberghiera; (4) = villaggio albergo; (5) = locanda.
Classificazione (1 = due stelle; 2 = tre stelle; 3 = quattro stelle).
Classificazione (A = prima categoria; B = seconda categoria; C = terza categoria; D = quarta categoria).
Numero camere con bagno.
Numero camere senza bagno.
Numero monolocali con bagno.
Numero monolocali senza bagno
Numero bilocali con bagno.
Numero bilocali senza bagno.
Numero trilocali con bagno.
Numero trilocali senza bagno.
Numero quadrilocali ed oltre con bagno.
Numero quadrilocali ed oltre senza bagno.
Numero bagni comuni di stretta pertinenza delle camere/unita' abitative.
Area ricezione e servizi amministrativi (solo per R.T. A e villaggi albergo).
Area destinata ad impianti sportivi (solo per R.T. A e villaggi albergo).
Area destinata a sale comuni.
Numero medio giornaliero di pasti serviti. Quadro F:
Servizi: ristorante/self service (% ricavi).
Servizi in camera/unita' abitativa: televisione (% presenza).
Servizi in camera/unita' abitativa: frigobar (% presenza).
Servizi in camera/unita' abitativa: telefono (% presenza).
Tipologia della clientela: clientela d'affari (% ricavi).
Tipologia della clientela: clientela vacanze (% ricavi). Quadro G:
Personale amministrativo/ricezione (numero).
Cuoco e aiuto cuoco (numero).
Camerieri ai tavoli - ristorante (numero).
Tecnici addetti alla manutenzione (numero).
Addetti ai servizi di riassetto delle camere/unita' abitative (numero).
Costo per acquisto di servizi esterni di pulizia.
Piscina gestione diretta (numero).
Sauna gestione diretta (numero).
 
Allegato 4
SG67U
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 93.01.1 - Attivita' delle lavanderie per alberghi, ristoranti, enti e comunita'.
- 93.01.2 - Servizi delle lavanderie a secco, tintorie.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG67).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 21.444, di cui 1.018 relativi al codice 93.01.1 e 20.426 relativi al codice 93.01.2. I questionari restituiti sono stati 13.931 (rispettivamente 590 e 13.341 per i due codici), pari al 64,9 % degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 2.331 questionari, pari al 16,7 % dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sul fatturato complessivo superiore al 20%;
- quadro B del questionario (unita' locali) non compilato;
- compilazione di piu' quadri B;
- non compilazione delle superfici degli spazi destinati all'esercizio dell'attivita' presenti nel quadro B del questionario;
- quadro C del questionario (consumi) non compilato;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alle prestazioni di servizio effettuate (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della clientela (quadro G del questionario);
- quadro L del questionario (tariffe dei principali servizi) non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- ricavi dichiarati maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 11.600. 1.1 Identificazione dei gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali (1);
- un procedimento di Cluster Analysis (2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'analisi in componenti principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative a quegli elementi strutturali e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di un'impresa.
I fattori risultanti dall'analisi in componenti principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare sette gruppi omogenei di imprese. I principali aspetti strutturali delle imprese considerati nell'analisi sono:
- la dimensione relativa dell'attivita' in termini di quantita' di forza lavoro, ampiezza degli spazi disponibili, numerosita' di beni strumentali in dotazione;
- la specializzazione per tipologia di clientela (che permette di distinguere tra lavanderie di tipo industriale che hanno come clientela di riferimento alberghi, ristoranti, strutture sanitarie, enti e comunita', e lavanderie che offrono i propri servizi quasi esclusivamente a famiglie);
- la specializzazione per tipologia di servizio offerto (che permette di distinguere tra tintorie tradizionali, lavasecco, lavanderie a lavaggio rapido e monoprezzo, lavanderie a gettone).
In particolare l'analisi dei gruppi omogenei ha evidenziato le seguenti tipologie di aziende:
- tintorie tradizionali;
- lavasecco;
- tintorie specializzate nella lavorazione di pelli e tappeti;
- lavanderie industriali;
- lavanderie a lavaggio rapido e monoprezzo;
- lavanderie specializzate nei servizi prestati alle aziende che operano nel campo della ristorazione;
- lavanderie a gettone. 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Tintorie tradizionali. Numerosita': 4.833.
Gli operatori appartenenti a questo cluster sono caratterizzati da una accentuata specializzazione nel lavaggio ad acqua (tale servizio e' presente nel 61% dei casi) e da una gamma molto ampia di servizi offerti (praticamente tutti i capi di abbigliamento) con tariffe differenziate (e piu' alte della media) per ognuno dei capi trattati.
Tra gli operatori di questo gruppo e' preponderante la presenza delle ditte individuali (l'87% del totale).
La dimensione dei locali destinati allo svolgimento dell'attivita' (i metri quadri destinati alle lavorazioni risultano mediamente pari a 45) e' di poco inferiore alla media degli esercizi che offrono prestazioni simili e il personale occupato e' generalmente formato dal titolare, talvolta coadiuvato da un dipendente.
La clientela e' costituita in larghissima misura dalle famiglie a cui e' riconducibile in media il 94% dei ricavi.
La dotazione di beni strumentali e' nella media del settore: una lavasecco e una lavatrice di bassa potenza (circa 10 Kg). Cluster 2 - Lavasecco. Numerosita': 5.042.
Questo cluster individua gli operatori che trattano quasi esclusivamente capi in tessuto e maglieria (in media l'86% delle lavorazioni), effettuando prevalentemente lavaggi a secco (il 95% dei soggetti offre tale servizio), e praticano tariffe distinte per ogni capo ma inferiori a quelle del cluster 1.
Come nel caso del cluster precedente, la maggior parte dei soggetti (il 94%) opera come ditta individuale.
La dimensione dei locali riservati allo svolgimento dell'attivita' (mediamente 38 mq destinati alle lavorazioni) e' inferiore alla media del settore; generalmente tali imprese sono formate dal solo titolare.
La clientela e' costituita quasi esclusivamente dalle famiglie a cui e' riconducibile in media il 98% dei ricavi complessivi.
La dotazione di beni strumentali e' inferiore alla media del settore essendo limitata ad una lavasecco (la maggior parte degli operatori, pari al 57%, dichiara di non possedere neanche una lavatrice). Cluster 3 - Tintorie specializzate nella lavorazione di pelli e tappeti. Numerosita': 131.
A questo gruppo appartengono le tintorie specializzate nella lavorazione di alcuni capi quali pelle, pellicce, tappeti e coperte che comportano l'impiego di attrezzature specifiche. Una quota molto elevata delle imprese (82%) dichiara che il 60% dei capi trattati sono in pelle. Coerentemente con la specializzazione per prodotto, il consumo di solventi (necessari per la pulizia di pelli e tappeti) e' molto piu' elevato della media del settore. Trattandosi di capi pregiati, anche il valore delle spese per assicurazione e' di gran lunga superiore alla media.
La ditta individuale risulta la forma giuridica maggiormente presente (il 60%).
Le lavanderie specializzate in pelli, tappeti, ecc. destinano alla lavorazione spazi tre volte piu' ampi rispetto alla media del settore (la dimensione media dei laboratori e' pari a circa 150 mq). Anche il numero degli addetti (mediamente pari a 3) e' superiore alla media del settore.
Per i soggetti appartenenti a questo cluster, la maggior parte dei ricavi proviene dalla vendita di servizi ad altre lavanderie (il 70% dei soggetti dichiara che il 70% dei ricavi complessivi derivano da altre lavanderie). Queste ultime, infatti, pur non possedendo i beni strumentali necessari alle lavorazioni in oggetto, offrono comunque alle famiglie il servizio di pulizia di tali capi affidando poi a lavanderie specializzate la lavorazione vera e propria.
Coloro che fanno parte di questo gruppo sono maggiormente dotati di beni strumentali rispetto alla media del settore (sia le lavasecco che le lavatrici sono mediamente piu' numerose e piu' potenti). Cluster 4 - Lavanderie industriali. Numerosita': 78.
Questo cluster e' formato dalle lavanderie che sono dotate di una struttura industriale e che operano con struttura organizzativa affine a quella delle attivita' manifatturiere.
Coerentemente con la struttura industriale che caratterizza le imprese appartenenti a tale gruppo, piu' della meta' dei soggetti sono societa' di persone mentre gli altri sono equamente suddivisi tra ditte individuali e societa' di capitale.
Questo gruppo individua le lavanderie di maggiori dimensioni sia in termini di superficie (alla lavorazione sono mediamente destinati 850 mq) che di addetti (mediamente 16 unita' di cui 13 dipendenti).
Una percentuale molto elevata dei ricavi (per l'86% delle imprese ammonta al 65%) deriva dal servizio di noleggio di biancheria e tovagliame. Un'altra componente dei ricavi e' legata all'offerta dei contratti di manutenzione. I principali clienti di tali servizi di noleggio (come dei piu' tradizionali servizi di lavaggio) sono ristoranti (ai quali e' riconducibile il 42% dei ricavi) e alberghi.
Nettamente superiore agli altri cluster individuati e' la presenza, tra la clientela, di enti, comunita' e strutture sanitarie: infatti, il 51% dei soggetti ha indicato ricavi provenienti da servizi prestati ad enti e comunita' (mediamente pari al 19% dei ricavi complessivi) ed il 32% ricavi provenienti da strutture sanitarie (il 24% dei ricavi complessivi). Per offrire ai propri clienti un servizio completo, la maggior parte delle lavanderie appartenenti a questo gruppo effettua anche la consegna a domicilio. A quest'ultima e' collegata la presenza di un discreto parco macchine: mediamente 3-4 autocarri.
Coerentemente all'attivita' svolta, la dotazione dei beni strumentali prevede apparecchiature per il lavaggio ad acqua dotate di una potenza di gran lunga superiore alla media.
Tali soggetti sono maggiormente dotati anche di essiccatoi, caldaie e stiratrici. Cluster 5 - Lavanderie a lavaggio rapido e monoprezzo. Numerosita': 950.
Le caratteristiche dei soggetti appartenenti a questo cluster sono la rapidita' delle consegne e l'offerta di un prezzo unico per la maggior parte dei capi trattati e comunque per tutti i capi con maggiore rotazione (camicie, pantaloni, gonne, giacche, ecc.). A questa specializzazione e' riconducibile il consumo elevatissimo di grucce metalliche (ne vengono utilizzate mediamente 14.000, ossia sei volte la media di tutto il settore) e l'elevata capacita' dei nastri trasportatori (in media 350 capi).
Il 74% delle imprese sono ditte individuali mentre le rimanenti sono costituite quasi esclusivamente sotto forma di societa' di persone.
La dimensione media delle strutture operative (circa 80 mq) e' maggiore di quella delle imprese che offrono prestazioni simili (appartenenti ai cluster 1 e 2); anche il numero delle persone complessivamente impiegate nell'attivita' (circa due) e' mediamente piu' elevato di quello dei cluster sopra citati.
Coerentemente con la specializzazione in capi ad elevata rotazione, la maggior parte delle prestazioni effettuate (80% del totale) riguardano capi di abbigliamento in tessuto e il 93% dei ricavi provengono dalle famiglie.
I beni strumentali posseduti dai soggetti che fanno parte di questo gruppo sono leggermente piu' numerosi e dotati in media di maggiore capacita' di carico rispetto a quelli medi del settore.
Rispetto agli altri cluster, si evidenzia una maggiore dotazione di apparecchiature collegate al servizio di stireria che viene prestato dall'83% dei soggetti. Cluster 6 - Lavanderie specializzate nei servizi prestati alle aziende che operano nel campo della ristorazione. Numerosita': 300.
Le lavanderie appartenenti a questo cluster sono specializzate nell'offerta di servizi (lavaggio e noleggio) alle aziende che operano nel campo della ristorazione. Pur presentando molti elementi in comune con gli operatori del cluster 4, operano con una struttura organizzativa molto ridotta (in termini di spazi produttivi e di personale impiegato) rispetto a quella delle lavanderie industriali.
Il 64% delle imprese sono ditte individuali, mentre il 31% delle aziende opera sotto forma di societa' di persone.
Gli spazi destinati allo svolgimento dell'attivita' sono superiori (circa il triplo) rispetto alla media del settore. Anche il numero delle persone impiegate (mediamente 3-4) e' piu' elevato della media del settore.
Le maggiori fonti di ricavo sono i ristoranti (con un'incidenza media sui ricavi del 60% per il 92% degli operatori) e gli alberghi (il 65% dei soggetti ha indicato un'incidenza media sui ricavi pari al 30%). Coerentemente con la tipologia di clientela prevalente, da un lato, sono molto elevati anche i ricavi provenienti dal servizio di noleggio della biancheria (il 58% del ricavo per il 61% delle imprese), e dall'altro, la maggior parte delle prestazioni vengono effettuate sul tovagliame (70% del totale per il 96% dei soggetti). Le prestazioni riguardanti la biancheria per la casa, invece, ammontano, per il 30% dei soggetti, al 28% delle prestazioni complessive.
Le aziende appartenenti a questo gruppo sono maggiormente dotate di lavatrici piuttosto che di lavasecco (solo una azienda su quattro ne possiede una). La potenza (120 kg complessivi) delle lavatrici, che sono in media quasi 3 per ogni operatore, e' piu' elevata di quella media del settore. Cluster 7 - Lavanderie a gettone. Numerosita': 155.
A questo cluster appartengono le lavanderie che mettono a disposizione dei clienti (il 96% dei ricavi provengono da persone fisiche) le attrezzature necessarie per usufruire del servizio di lavaggio. Tali attrezzature sono rappresentate principalmente da lavatrici ad acqua (in media 3) e da essiccatoi.
La caratteristica dei soggetti appartenenti a questo cluster e' la prestazione del servizio a gettone (indicato nel 73% dei casi) e la presenza delle relative tariffe: i soggetti in esame mettono a disposizione dei propri clienti gettoni da 5 kg (nel 94% dei casi) e gettoni da 10 kg (nel 43% dei casi).
La natura giuridica di gran lunga piu' diffusa tra gli operatori di questo gruppo e' quella della ditta individuale (81% dei casi)
Se confrontati con le imprese che offrono prestazioni analoghe (cluster 1, 2 e 5), si tratta di esercizi di dimensione media (i metri quadri destinati alle lavorazioni sono mediamente 50).
In queste strutture opera il titolare spesso affiancato da un addetto.
Coerentemente con la tipologia di servizio offerto, la clientela e' costituita quasi esclusivamente dalle famiglie (garantiscono il 96% dei ricavi) le quali si servono delle lavatrici a gettone soprattutto per il lavaggio dei capi di abbigliamento (il 65% delle prestazioni effettuate riguardano capi in tessuto e maglieria). 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese che presentano:
- (costo del venduto + costo per la produzione di servizi) negativo;
- costi e spese dichiarati nel quadro M superiori ai ricavi dichiarati.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
- valore aggiunto per addetto = valore aggiunto/numero addetti(4) * 1.000;
- valore aggiunto del capitale = valore aggiunto/valore dei beni strumentali dove:
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dipendenti a tempo pieno + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
valore aggiunto = Ricavi - (costo del venduto + costo per la produzione di servizi) - spese per acquisti di servizi;
costo del venduto = Esistenze iniziali + acquisti di merci e materie prime - rimanenze finali.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore valore aggiunto per addetto, per i cluster 1, 2 e 7, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 6 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Per l'indicatore valore aggiunto per addetto, per il cluster 3, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 5 ventile e l'estremo superiore del 18 ventile.
Per l'indicatore valore aggiunto per addetto, per il cluster 4, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 3 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Per l'indicatore valore aggiunto per addetto, per i cluster 5 e 6, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 4 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Per l'indicatore valore aggiunto del capitale, per i cluster 1, 2, 5, 6, e 7, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 4 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Per l'indicatore valore aggiunto del capitale, per i cluster 3 e 4, e' stato utilizzato l'intervallo compreso fra l'estremo superiore del 3 ventile e l'estremo superiore del 19 ventile.
Cosi' definito il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzati i risultati di uno studio relativo alla "territorialita' del commercio"(5), che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto al:
- grado di modernizzazione;
- grado di copertura dei servizi di prossimita';
- grado di sviluppo socio-economico.
Nella definizione della funzione di ricavo le aree territoriali sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed e' stata analizzata la loro interazione con la variabile "logaritmo in base 10 del valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente della variabile "logaritmo in base 10 del valore dei beni strumentali".
Nell'allegato 4.A vengono riportate le variabili ed i coefficienti delle "funzioni di ricavo". 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(6);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 4.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell'apposito decreto ministeriale.
(6) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 4A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato da pag. 77 a pag. 78 del S.O. <----

Allegato 4.B
VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo pieno.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero dei collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero degli associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero dei soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero degli amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (Kw).
Mq spazi destinati alle lavorazioni.
Mq spazi destinati a deposito (retrobottega, magazzino).
Mq spazi destinati ad uffici. Quadro C:
Detergenti a secco (litri).
Detergenti ad acqua (litri).
Ipoclorito (litri).
Solventi (kg).
Grucce metalliche a perdere utilizzate (numero).
Carta per pacchi utilizzata (kg).
Cellophane (kg).
Acqua (mc).
Gas/Metano (mc). Quadro D:
Numero autovetture.
Numero autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro F:
Modalita' di espletamento dell'attivita': lavanderia ad acqua.
Modalita' di espletamento dell'attivita': lavanderia a secco, tintoria.
Modalita' di espletamento dell'attivita': pulitura e trattamento dei capi in pelle.
Modalita' di espletamento dell'attivita': stireria.
Modalita' di espletamento dell'attivita': lavaggio, trattamento e stiratura di maglieria e confezioni conto terzi.
Modalita' di espletamento dell'attivita': monoprezzo.
Modalita' di espletamento dell'attivita': lavaggio rapido.
Modalita' di espletamento dell'attivita': a gettone.
Modalita' di espletamento dell'attivita': servizi di prelievo e consegna a domicilio. Quadro G:
Prestazioni di servizio effettuate: capi in tessuto e maglieria (%).
Prestazioni di servizio effettuate: capi in pelle (%).
Prestazioni di servizio effettuate: pellicce (%).
Prestazioni di servizio effettuate: tappeti e moquette (%).
Prestazioni di servizio effettuate: coperte/piumoni (%).
Prestazioni di servizio effettuate: tovagliame (%).
Prestazioni di servizio effettuate: biancheria per la casa (%).
Spese sostenute per lavorazioni effettuate da terzi: per tintura.
Spese sostenute per lavorazioni effettuate da terzi: per stiratura.
Spese sostenute per lavorazioni effettuate da terzi: per piccole riparazioni.
Altri elementi specifici: servizio di noleggio di biancheria e tovagliame (%).
Altri elementi specifici: contratti di manutenzione (%).
Altri elementi specifici: servizio di lavanderia per biancheria e tovagliame a chilogrammo (%).
Altri elementi specifici: spese di manutenzione ordinaria delle attrezzature, degli impianti e dei locali (%).
Altri elementi specifici: spese per assicurazione (%).
Altri elementi specifici: spese per corsi di aggiornamento professionale (%).
Tipologia della clientela: persone fisiche.
Tipologia della clientela: alberghi.
Tipologia della clientela: ristoranti.
Tipologia della clientela: enti e comunita'.
Tipologia della clientela: strutture sanitarie pubbliche e private.
Tipologia della clientela: altre lavanderie e tintorie. Quadro I:
Lavasecco a circuito aperto (numero).
Lavasecco a circuito aperto (potenza di lavaggio).
Lavasecco a circuito chiuso (numero).
Lavasecco a circuito chiuso (potenza di lavaggio).
Lavatrici (numero).
Lavatrici (potenza di lavaggio).
Essiccatoi.
Ferri da stiro.
Stiratrici.
Caldaie.
Nastro trasportatore (numero capi contenuti).
Computer.
Impianto di aspirazione e condizionamento. Quadro L:
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: camicia.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: pantalone.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: gonna.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: giacca.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: tailleur.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: cappotto.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: coperta matrimoniale.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: lenzuolo matrimoniale.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: capi in pelle.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: pellicce.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: tappeti a kg.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: tariffa mono-prezzo a capo.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: tariffa a chilogrammo per biancheria e tovagliame.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: gettone lavatrice da 5 kg.
Tariffe applicate per servizio completo di lavaggio e stiratura: gettone lavatrice da 10 kg.
 
Allegato 5
SG69A
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio e' l'attivita' economica rispondente al codice ISTAT:
- 45.11.0 - Demolizione di edifici e sistemazione del terreno.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG69).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 5.123. I questionari restituiti sono stati 4.486, pari all'87,6% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 895 questionari, pari al 19,9% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 3.591.
1.1 Identificazione dei gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali (1);
- un procedimento di Cluster Analysis (2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare quattro gruppi omogenei di imprese.
Le attivita' oggetto di analisi sono quelle legate al cantiere edile, preliminari e preparatorie alla sua apertura o consistenti nel suo sgombero; sono comprese, inoltre, le attivita' di preparazione del sito per l'estrazione dei minerali ed il drenaggio di terreni agricoli e forestali.
Il primo elemento discriminante e' stato quello dimensionale. Pur in presenza di dimensioni medie generalmente ridotte, emergono imprese caratterizzate da una struttura maggiore rispetto alle altre.
Ulteriore criterio selettivo, poi, si e' concretizzato nella diversa articolazione delle imprese rispetto alla tipologia di clientela (pubblica o privata) e all'area di attivita' (edilizia abitativa, non abitativa o recupero e riqualificazione). 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Piccole imprese che agiscono nell'ambito dei lavori pubblici prevalentemente in subappalto. Numerosita': 822.
Il cluster, secondo per numerosita', riunisce imprese che si caratterizzano per i lavori pubblici quale principale area di attivita'; comprende, infatti, il 60% del fatturato complessivo.
La modalita' prevalente di acquisizione dei lavori e' quella del subappalto indicata dal 62% delle imprese.
La struttura con cui operano si dimostra estremamente leggera: e' raro il ricorso a personale dipendente cosi' come ridotte sono le superfici utilizzate per l'esercizio dell'attivita' (si tratta soprattutto di magazzini all'aperto).
La dotazione di attrezzature consta di un bene di valore compreso tra 10 e 50 milioni ed uno tra 50 e 250, entrambi di proprieta'.
Le spese per il noleggio di attrezzatura a breve termine sono soprattutto a freddo, riguardano cioe' la sola attrezzatura.
La figura giuridica prevalente per tali tipi di imprese e' la ditta individuale (83%). Cluster 2 - Piccole imprese che intervengono prevalentemente nella riqualificazione e recupero. Numerosita': 1.284.
Si tratta del gruppo piu' numeroso di operatori ed e' costituito da piccole imprese che prestano la propria attivita' prevalentemente nel campo degli interventi di riqualificazione e recupero per una clientela privata.
Per l'86% dei casi si tratta di ditte individuali; nel 79% dei casi sono imprese artigianali.
Le superfici destinate all'attivita' sono piuttosto ridotte e costituite soprattutto da piccoli magazzini scoperti. Anche il personale dipendente e' presente in rari casi.
La dotazione di beni strumentali e' di limitata numerosita' e valore; essa e' costituita da due attrezzature di valore compreso tra 10 e 50 milioni e una tra 50 e 250.
Poco significativa, infine, anche la spesa per noli con e senza operatore. Cluster 3 - Grandi imprese. Numerosita': 698.
Questo gruppo di imprese riunisce operatori che, nei limiti dei 10 miliardi di fatturato, si caratterizzano per una dimensione della struttura maggiore rispetto agli altri cluster.
Per oltre la meta' dei casi queste imprese operano in forma di societa', sia di persone (45%) che di capitali (6%).
La presenza di superfici per lo svolgimento dell'attivita' e' diffusa e riguarda sia magazzini coperti (144 mq) che all'aperto (526 mq). In circa la meta' dei casi, poi, si rileva anche l'utilizzo di un piccolo ufficio (in media, laddove presente, una trentina di mq).
Frequente, inoltre, la presenza di personale dipendente, soprattutto operai specializzati.
Coerentemente, anche la dotazione di attrezzature di queste imprese e' piu' numerosa e consistente rispetto alla media. Si contano cinque attrezzature di valore compreso tra i 10 e i 50 milioni, tre tra 50 e 250, tutte di proprieta', piu' una in locazione.
Il volume di spesa per noli e' il piu' elevato tra i cluster e, tra le modalita', si fa piu' frequentemente ricorso al noleggio con operatore.
Le aree di intervento di queste imprese, con clientela e committenza sia pubblica che privata, sono piuttosto diversificate. Cluster 4 - Piccole imprese che operano nell'ambito dell'edilizia privata. Numerosita': 713.
Questo raggruppamento di operatori si caratterizza per una prevalenza di intervento nell'area dell'edilizia privata, abitativa e non abitativa, di nuova costruzione che comprende quasi il 90% della loro attivita'.
La figura giuridica piu' diffusa e' la ditta individuale (79%) ma significativa e' anche la quota di societa' di persone (17%).
La presenza di superfici destinate allo svolgimento dell'attivita' e' rara e limitata a magazzini, soprattutto aperti. Raro anche il ricorso a personale dipendente.
La dotazione di beni strumentali per queste imprese e' piuttosto limitata; si contano due attrezzature di valore compreso tra 10 e 50 milioni ed una tra 50 e 250, comunque sempre in proprieta'.
A completamento ed integrazione della struttura, queste imprese manifestano un volume di spese per noli a breve termine sopra la media: si tratta soprattutto di noli a caldo, comprensivi cioe' dell'operatore. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla (3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
redditivita' = [ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, commi 1-4 del TUIR)] / [costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art.60, comma 5 del TUIR)];
rendimento per addetto = {[(redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi)]/1000}/numero addetti(4);
dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + [(esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti)];
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5;
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della funzione di ricavo si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nella funzione di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 5.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nella "funzione di ricavo":
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7)
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 5.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note: (1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60 comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato:
FC = 1 - (variazione rimanenze valutate a costo/Costi);
FC = 1 se Costi = 0;
FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi dove:
Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 5A
VARIABILE E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato a pag. 83 del S.O. <----

Allegato 5.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuite per i quadri.
Numero delle giornate retribuite per gli impiegati.
Numero delle giornate retribuite per gli operai generici.
Numero delle giornate retribuite per gli operai specializzati.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa.
Numero collaboratori coordinati e continuativi diversi da quelli di cui al rigo A9.
Numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero familiari diversi da quelli di cui al rigo All che prestano attivita' nell'impresa.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero soci diversi da quelli di cui al rigo A15.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro C:
Petrolio e derivati (litri). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero di autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': Edilizia abitativa pubblica.
Tipologia dell'attivita': Edilizia abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': Edilizia non abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': Lavori pubblici.
Tipologia dell'attivita': Interventi di riqualificazione e recupero (privati).
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto.
Altri elementi specifici: Numero di partecipazione in associazione temporanea di impresa.
Altri elementi specifici: Numero di partecipazione a consorzi.
Altri elementi specifici: Numero contratti di fornitura di energia elettrica.
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 250 fino a 1000 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 250 fino a 1000 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 1000 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 1000 (in locazione).
Spese per noli a freddo.
Spese per noli a caldo.
Funzioni di produzione: Direzione amministrativa - finanziaria svolta in proprio (Numero dipendenti).
Funzioni di produzione: Direzione tecnica svolta in proprio (Numero dipendenti).
Funzioni di produzione: Direzione personale svolta in proprio (Numero dipendenti).
Funzioni di produzione: Direzione amministrativa - finanziaria affidata a terzi (Numero consulenti).
Funzioni di produzione: Direzione tecnica affidata a terzi (Numero consulenti).
Funzioni di produzione: Direzione personale affidata a terzi (Numero consulenti).
Funzioni di produzione: Direzione amministrativa - finanziaria utilizzo strumenti informatici.
Funzioni di produzione: Direzione tecnica utilizzo strumenti informatici.
Funzioni di produzione: Direzione personale utilizzo strumenti informatici.
 
Allegato 6
SG69B
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore.
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio e' l'attivita' economica rispondente al codice ISTAT:
- 45.12.0 - Trivellazioni e perforazioni.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG69).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 1.534. I questionari restituiti sono stati 1.100, pari al 71,7% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 325 questionari, pari al 29,5% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;
incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 775. 1.1 Identificazione dei gruppi omogenei.
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali (1);
- un procedimento di Cluster Analysis (2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc..; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare due gruppi omogenei di imprese.
Le attivita' oggetto di analisi sono quelle di trivellazione e perforazione dei terreni a scopo di sondaggio. Si tratta di operazioni di saggio del terreno che consentono rilievi e misurazioni delle condizioni statiche e dinamiche della superficie e del sottosuolo, preliminari alle costruzioni edili e di genio civile.
Le differenze che emergono dallo studio sono essenzialmente di natura dimensionale e discriminano le imprese a seconda della numerosita' del personale, dell'esistenza e ampiezza delle superfici impiegate per l'esercizio dell'attivita' e della consistenza e valore della dotazione di beni strumentali. 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei.
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Impresa di piccola dimensione. Numerosita': 648.
La figura giuridica piu' diffusa e' quella della ditta individuale (59%) ma e' frequente anche la scelta di operare in forma societaria (di persone nel 26% dei casi e di capitali nel 15%).
In genere, queste imprese non hanno personale dipendente; quando presente, si tratta soprattutto di operai generici.
Anche l'utilizzo di superfici per l'esercizio dell'attivita' e' ridotto: nel 39% dei casi e' presente un ufficio di 28 mq in media, raramente e' presente un magazzino.
Piu' consistente, invece, la disponibilita' di attrezzature, tutte di proprieta'; sono 3 quelle di valore unitario compreso tra 10 e 50 milioni, una tra 50 e 250. Di qualche rilievo le spese per noli, il 63% delle quali e' per il noleggio di attrezzatura senza l'operatore.
Per la particolare specializzazione dell'attivita' svolta, accessoria e complementare alla realizzazione delle opere edilizie e del genio civile, non si rileva una tipologia di attivita', in particolare, che caratterizza il cluster.
Significativa la concentrazione geografica nel Sud e isole. Cluster 2 - Impresa di grande dimensione. Numerosita': 123.
Il cluster raggruppa un ristretto numero di imprese che si caratterizzano per la buona dimensione delle loro strutture.
La forma giuridica piu' diffusa e' quella societaria: 47% sono societa' di capitali, 33% societa' di persone.
E' molto frequente l'impiego di personale dipendente, 2 operai specializzati ed uno generico; il 50% delle imprese ha, inoltre, 2 impiegati.
Normalmente le imprese dispongono di superfici per l'esercizio dell'attivita': quasi sempre un ufficio di circa 60 mq; nel 65% dei casi un magazzino all'aperto di oltre 1.100 mq, nel 70% un magazzino coperto di circa 400 mq.
La dotazione di beni strumentali e' costituita da 7 attrezzature di valore unitario compreso tra 10 e 50 milioni, 3 tra 50 e 250 milioni una oltre 250 milioni. Anche queste imprese ricorrono al noleggio di attrezzature, soprattutto senza operatore.
Al crescere della dimensione della struttura si manifesta, rispetto al cluster precedente, un leggero aumento della quota di lavori relativi ad edilizia non abitativa privata ed ai lavori pubblici (insieme concretizzano il 46%). 1.3 Definizione della funzione di ricavo.
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
redditivita' = [ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art.60, commi 1-4 del TUIR)]/[costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art.60, comma 5 del TUIR)];
rendimento per addetto = (redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi)/l000}/numero addetti (4); dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + (esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti);
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;.
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art.60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5.
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime. sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 20 ventile per il secondo cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nella funzione di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 6.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nella funzione di ricavo:
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti.
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante (7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 6.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note (1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60 comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato:
FC = 1 - (variazione rimanenze valutate a costo/Costi)
FC = 1 se Costi = 0
FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi.
dove:
Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 6A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato a pag. 88 del S.O. <----

Allegato 6.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuite per i quadri.
Numero delle giornate retribuite per gli impiegati.
Numero delle giornate retribuite per gli operai generici.
Numero delle giornate retribuite per gli operai specializzati.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa.
Numero collaboratori coordinati e continuativi diversi da quelli di cui al rigo A9.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro C:
Petrolio e derivati (litri). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': Lavori pubblici.
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto.
Spese per noli a freddo.
Funzioni di produzione: Direzione amministrativa - finanziaria affidata a terzi (Numero consulenti).
Funzioni di produzione: Direzione tecnica affidata a terzi (Numero consulenti).
Funzioni di produzione: Direzione personale affidata a terzi (Numero consulenti).
 
ALLEGATO 7
SG69C
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio e' l'attivita' economica rispondente al codice ISTAT:
- 45.23.0 - Costruzione di autostrade, strade, campi di aviazione e impianti sportivi.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG69).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 4.142. I questionari restituiti sono stati 3.082, pari al 74,4% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 582 questionari, pari al 18,9% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 2.500. 1.1 Identificazione dei gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali (1);
- un procedimento di Cluster Analysis (2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare tre gruppi omogenei di imprese.
Le attivita' prese in esame dal presente studio attengono alla costruzione e alla manutenzione di strade, autostrade, campi di aviazione e impianti sportivi.
Nel settore delle infrastrutture e della cantieristica stradale l'investimento pubblico ricopre un ruolo di primo piano, quasi esclusivo. Di conseguenza, sono l'appalto e il subappalto le modalita' di acquisizione dei lavori piu' diffuse.
Di rilievo, nondimeno, anche la parte di attivita' realizzata per committenti privati. Cio' puo' avvenire sia per opere di urbanizzazione primaria e secondaria a carico di singoli cittadini o imprese private, sia per la realizzazione di impianti sportivi (stadi, arene, piscine, campi da tennis, da golf, ecc.). 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Impresa di medie dimensioni che opera in appalto nei lavori pubblici. Numerosita': 1.206.
La forma giuridica piu' diffusa tra le imprese che appartengono al cluster e' quella della ditta individuale (53%) ma rilevante e' il peso delle societa' di capitali (31%) e di persone (16%).
La struttura con cui operano e' di dimensioni medie.
Il personale e' costituito da 2 addetti: si tratta di operai, prevalentemente generici.
I locali utilizzati per l'esercizio dell'attivita' sono rappresentati da un ufficio (presente nel 65% dei casi con una superficie di 34 mq) e piu' raramente da un magazzino (presente nel 27% dei casi con una superficie di 473 mq).
Anche la dotazione di beni strumentali risulta di un certo valore complessivo: 2 sono le attrezzature di valore compreso tra 10 e 50 milioni ed 1 tra 50 e 250.
Frequente il ricorso al nolo, soprattutto senza operatore, per un buon valore di spesa.
L'attivita' e' svolta quasi esclusivamente nel campo dei lavori pubblici (94%) e consiste nella realizzazione e manutenzione di opere infrastrutturali.
Coerentemente con la natura prevalentemente pubblica della committenza, la modalita' di acquisizione dei lavori piu' diffusa tra queste imprese e' l'appalto. Cluster 2 - Impresa di medie dimensioni che opera principalmente per committenti privati. Numerosita': 645.
Il cluster si contraddistingue per la presenza di imprese caratterizzate dalla diversificazione dell'attivita' in settori in cui prevale la committenza privata (il 52% dei lavori) su quella pubblica.
Le imprese sono eterogenee rispetto alla figura giuridica: operano sia come ditte individuali (46%), sia in forma societaria (di persone per il 29%, di capitali per il 25%).
Il personale dipendente raggiunge le 2 unita'. In genere si tratta di operai specializzati.
I locali utilizzati per l'esercizio dell'attivita' sono destinati sia ad ufficio (presente nel 56% dei casi con 35 mq), sia a magazzino (presente nel 53% dei casi con 508 mq).
Le attrezzature utilizzate sono 3 di valore compreso tra 10 e 50 milioni ed 1 tra 50 e 250.
Le aree in cui queste imprese svolgono la loro attivita' sono la realizzazione di nuove opere nell'ambito dell'edilizia privata, abitativa (13%) e non (25%), ed interventi di riqualificazione e recupero (14%).
Tra le modalita' di acquisizione dei lavori rimangono comunque significative quelle dell'appalto e del subappalto. Cluster 3 - Impresa di grandi dimensioni che opera in appalto nei lavori pubblici. Numerosita': 607.
Si tratta di imprese che operano nel campo dei lavori pubblici con strutture di notevoli dimensioni.
L'analisi della distribuzione per natura giuridica indica una notevole diffusione della forma societaria: di capitali per il 52%, di persone per il 28%.
Il personale dipendente e' molto numeroso: 12/13 dipendenti. Tra essi, 6 sono gli operai specializzati e 3 quelli generici; tra gli altri, spicca la presenza di 2 impiegati. Il personale risulta impegnato anche nello svolgimento di funzioni di direzione tecnica e amministrativa delle attivita'.
Un ufficio, di circa 100 mq, e' quasi sempre presente, cosi' come aree destinate a magazzino, rilevabili nel 78% dei casi con una superficie di oltre 3.500 mq.
Anche la dotazione di beni strumentali e' coerente con il resto della struttura:
ampia e di valore elevato. Sono 17 le attrezzature di valore superiore ai 10 milioni, 9 di valore compreso tra 10 e 50 milioni, 6 tra 50 e 250 milioni (una delle quali in locazione) e 2 oltre 250 milioni. Nutrito anche il parco mezzi, costituito da 3 autovetture, 2 autoveicoli per il trasporto promiscuo e 7 autocarri. Proporzionalmente elevato anche il volume di spesa per noli, equamente ripartito tra quelli con manovratore e quelli senza.
L'area nettamente prevalente in cui viene svolta l'attivita' e' quella dei lavori pubblici (per il 76%); risultano trascurabili e non focalizzati gli interventi in altri campi.
Le modalita' di acquisizione dei lavori piu' frequenti sono l'appalto e il subappalto che insieme costituiscono l'87% dei lavori. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
redditivita' = (ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, commi 1-4 del TUIR) / (costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, comma 5 del TUIR);
rendimento per addetto = (redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi)/ 1000}/numero addetti (4); dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + (esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti);
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (Art. 60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5;
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 20 ventile per il terzo cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nella funzione di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 7.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nella funzione di ricavo:
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 7.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60 comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato: FC = 1 se costi = 0 FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi FC = 1 -(variazione rimanenze valutate a costo / Costi)
dove: Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 7A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato a pag. 93 del S.O. <----

Allegato 7.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuite per i quadri.
Numero delle giornate retribuite per gli impiegati.
Numero delle giornate retribuite per gli operai generici.
Numero delle giornate retribuite per gli operai specializzati.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo A13.
Numero soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero soci diversi da quelli di cui al rigo A15.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro C:
Petrolio e derivati (litri). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero di autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': edilizia abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': edilizia non abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': lavori pubblici.
Tipologia dell'attivita': interventi di riqualificazione e recupero (privati).
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto.
Altri elementi specifici: numero di partecipazione in associazione temporanea di impresa.
Altri elementi specifici: numero di partecipazione a consorzi.
Altri elementi specifici: rimanenze di opere e servizi da valutarsi sulla base dei corrispettivi pattuiti.
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in locazione).
Spese per noli a freddo.
Spese per noli a caldo.
 
Allegato 8
SG69D
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio e' l'attivita' economica rispondente al codice ISTAT:
- 45.24.0 - Costruzione di opere idrauliche.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG69).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 2.007. I questionari restituiti sono stati 1.362, pari al 67,9% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai tini della definizione dello studio, lo scarto di 281 questionari, pari al 20,6% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 1.081 1.1 Identificazione dei gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc..; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare tre gruppi omogenei di imprese.
Nell'ambito dell'attivita' svolta dalle imprese appartenenti allo studio in oggetto, il principale elemento di differenziazione risulta essere quello della dimensione della struttura con cui operano.
Il mercato e' caratterizzato dalla presenza preponderante dell'investitore pubblico; quote non trascurabili di attivita', tuttavia, sono riferibili anche a committenti privati. 1.2 Descrizione dei gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Impresa di piccole dimensioni. Numerosita': 379.
Appartengono a questo cluster imprese di piccola dimensione: nel 75% dei casi di tipo artigianale e la figura giuridica piu' diffusa (77%) e' la ditta individuale.
La struttura di cui dispongono e' estremamente ridotta, a cominciare dal personale dipendente che raramente e' presente. Nel 50% dei casi queste imprese dispongono di superfici destinate a magazzino (circa 100 mq) mentre e' meno frequente la presenza di un ufficio (31% delle imprese, per una superficie di 23 mq). Poco consistente anche la dotazione di beni strumentali: e' presente solo un'attrezzatura di valore compreso tra 10 e 50 milioni.
L'area prevalente in cui queste imprese svolgono la loro attivita' e' quella della manutenzione di strutture private di qualsiasi tipo (41%) e dei lavori complementari (23%).
Esigenze di diversificazione delle attivita' spingono queste imprese a operare anche in campi diversi dalle opere idrauliche, in questo caso, ad esempio, nell'edilizia abitativa. Cluster 2 - Impresa di costruzioni idrauliche di grandi dimensioni. Numerosita': 350.
Il cluster si contraddistingue per la presenza di imprese caratterizzate da strutture di grande dimensione.
La forma giuridica piu' diffusa e' quella societaria: le societa' di capitali, in particolare, sono il 37%.
Il personale dipendente, raggiunge le 7 unita': si tratta di personale direttamente produttivo (3 operai specializzati e 2 generici) e amministrativo. Tra le funzioni svolte risultano anche la direzione tecnica e amministrativa dei lavori.
Quasi sempre dispongono di un ufficio (di circa 70 mq) e di aree destinate a magazzino (di quasi 1.300 mq).
Anche la dotazione di beni strumentali e' ampia e composta, da 6 attrezzature di valore compreso tra 10 e 50 milioni e 2 tra 50 e 250, tutte di proprieta'. A queste si aggiunge un parco mezzi con 7 veicoli complessivi tra autovetture, autocarri e veicoli per il trasporto promiscuo. Piuttosto elevato, infine, il livello di spesa per noli quasi equamente ripartito tra quelli a freddo e quelli con l'operatore.
Oggetto dell'attivita' e' la costruzione e la manutenzione di infrastrutture idrauliche pubbliche: il 71% degli interventi di queste imprese attiene alla sfera dei lavori pubblici. In accordo a tale mercato, la quasi totalita' dei lavori viene acquisita in appalto o in subappalto. Cluster 3 - Impresa di costruzioni idrauliche di medie dimensioni. Numerosita': 306.
Si tratta di imprese che operano prevalentemente nella forma giuridica di societa': per il 46% di capitali, per il 17% di persone. Tale circostanza risulta coerente con i requisiti di natura economico finanziaria e tecnica necessari per la partecipazione alle gare pubbliche d'appalto.
In effetti, il cluster presenta in maniera caratterizzante sia un'elevata percentuale di attivita' derivante dalla partecipazione a lavori pubblici (80%), sia l'acquisizione dei lavori quasi esclusivamente mediante appalto e subappalto.
Per il resto la struttura manifesta dimensioni di media grandezza.
Non sempre si rileva l'esistenza di personale dipendente; laddove presente, si tratta principalmente di personale operaio, sia generico che specializzato, cui si affianca un impiegato.
Gli spazi utilizzati per l'esercizio dell'attivita' sono costituiti soprattutto da piccoli uffici, presenti nel 52% dei casi con una superficie di 26 mq, mentre piu' raro (23% dei casi) e' l'utilizzo di un magazzino.
La dotazione di beni strumentali utilizzati, seppure di buon valore complessivo, non e' ampia ed e' composta, in particolare, da una sola attrezzatura di valore unitario superiore ai 10 milioni. Piuttosto elevata, in proporzione, la spesa complessiva per noli, soprattutto a freddo.
La modalita' di acquisizione dei lavori (appalto e subappalto), unita alla specializzazione nella costruzione di opere infrastrutturali idrauliche, porta qualcuna di queste imprese a realizzare i propri ricavi quasi esclusivamente al di fuori dei confini nazionali.
Anche le modalita' di acquisizione dei lavori risultano poco significative in virtu' del rilievo preponderante che i meccanismi dell'appalto e del subappalto assumono nel settore. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
- redditivita' = (ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR)) / (costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR));
- rendimento per addetto = ((redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi))/1000)/numero addetti(4); dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + [(esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti)];
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5;
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti+ numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 20 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 6 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e 2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nella funzione di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 8.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nella funzione di ricavo:
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo dei contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 8.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60 comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato: FC = 1 se costi = 0 FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi FC = 1 -(variazione rimanenze valutate a costo / Costi) dove:
Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 8A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato a pag. 98 del S.O. <----

Allegato 8.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuite per i quadri.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero familiari diversi da quelli di cui al rigo A11 che prestano attivita' nell'impresa.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo A13.
Numero soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero soci diversi da quelli di cui al rigo A15.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro C:
Petrolio e derivati (litri). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero di autocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': edilizia abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': edilizia non abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': lavori pubblici.
Tipologia dell'attivita': interventi di riqualificazione e recupero (privati).
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto.
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in locazione).
 
ALLEGATO 9
SG69E
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 45.21.0 - Lavori generali di costruzione di edifici e lavori di ingegneria civile;
- 45.22.0 - Posa in opere di coperture e costruzione di ossature di tetti di edifici;
- 45.25.0 - Altri lavori speciali di costruzione.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG69).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 176.327. I questionari restituiti sono stati 132.777, pari all'75% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 24.663 questionari, pari al 19% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 108.114. 1.1 Identificazione del gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc..; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare undici gruppi omogenei di imprese.
Nell'ambito dell'attivita' svolta dalle imprese appartenenti allo studio in oggetto, il principale elemento di differenziazione risulta essere quello della dimensione della struttura con cui operano.
Ulteriore elemento di differenziazione e' quello relativo alla tipologia di attivita' svolta.
Trattandosi di lavori generali e speciali di costruzione parziale e completa di edifici, di infrastrutture e di opere del genio civile, gli interventi che queste imprese realizzano sono i piu' disparati sotto molteplici punti di vista: tecnici, organizzativi, di valore e durata.
Macro aree di intervento e mercati di riferimento emergono dalla combinazione di:
- tipologia di costruzione edilizia;
- tipologia di committenza;
- modalita' di acquisizione dei lavori.
Riguardo al primo aspetto, le imprese possono essere considerate a seconda che si occupino della realizzazione di nuove costruzioni di edilizia abitativa, non abitativa (costruzioni ad uso industriale, commerciale, ecc.) o di grandi opere infrastrutturali e del genio civile. Oltre alla realizzazione di nuovi edifici, si manifestano gruppi molto numerosi di piccole imprese che operano nell'ambito della riqualificazione, recupero e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.
Le attivita' elencate, poi, si combinano alla tipologia di committenza: pubblica e privata. La prima e' legata alle opere infrastrutturali piu' che all'edilizia abitativa; la seconda sia alla costruzione di nuovi edifici che alla ristrutturazione.
Correlate alla tipologia di committenza sono le modalita' di acquisizione dei lavori. In senso stretto, appalto e subappalto risultano legati alla realizzazione di lavori pubblici ma sono rilevanti anche i casi in cui l'appalto si abbina alla committenza privata per la realizzazione sia di nuove costruzioni che per la riqualificazione e recupero. 1.2 Descrizione del gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Impresa di costruzioni di medio-grande dimensione ben strutturata. Numerosita': 2.376.
Questo cluster riunisce imprese che si caratterizzano per l'elevata dimensione della struttura.
Dal punto di vista della figura giuridica con cui queste imprese operano spicca la forma societaria (di capitali nel 46% e di persone nel 39%) con un numero di soci e associati prevalentemente occupati nell'attivita' pari a 2. Ad essi si affianca in maniera consistente il personale dipendente: 12/13 unita'.
Si tratta sia di personale tecnico (operai generici e specializzati) che amministrativo (due dipendenti inquadrati come impiegati).
L'attivita' dell'impresa e le sue dimensioni comportano un'articolazione funzionale della struttura, testimoniata dallo svolgimento di mansioni direzionali di tipo amministrativo, tecnico e del personale, tutte svolte con personale dipendente.
E' quasi sempre presente un ufficio e molto frequente e' la disponibilita' di magazzini, in genere molto ampi (oltre 1.200 mq). Un elevato livello di attivita' di cantiere e' testimoniato, inoltre, dalla presenza di 4 contratti attivi per la fornitura di energia elettrica.
Le attrezzature impiegate per l'attivita' sono numerose e di valore (una decina quelle di valore unitario superiore ai 10 milioni, una delle quali in locazione) e consistente anche il livello della spesa per noleggio di attrezzature sia con che senza operatore. Nutrito anche il parco veicoli, 8 mezzi di trasporto tra autovetture, autocarri e veicoli per il trasporto promiscuo.
Le aree d'intervento in cui queste imprese svolgono la loro attivita' sono eterogenee ma rappresentate prevalentemente dalla costruzione di opere ed edifici privati, abitativi e non, di opere pubbliche e dalla riqualificazione e recupero.
La forma prevalente di acquisizione dei lavori (68%) e' l'appalto; significativa anche la realizzazione dei lavori in propria promozione. Cluster 2 - Piccola impresa che svolge lavori complementari in subappalto. Numerosita': 15.708.
Si tratta di piccole imprese (nel 71% dei casi di tipo artigianale) che operano prevalentemente nella forma di ditta individuale.
Caratteristica di questo modello di impresa e' la struttura particolarmente ridotta in termini di personale dipendente, di superfici destinate all'esercizio dell'attivita', di attrezzature e mezzi di trasporto.
Queste imprese si contraddistinguono per le modalita' di acquisizione del lavoro, il 62% del quale e' realizzato in subappalto e il 16% in appalto.
L'area di intervento prevalente e' quella dei lavori complementari (43%).
Operano in campi abbastanza diversificati con la sola esclusione del settore pubblico e realizzano un'attivita' specializzata nella fornitura di manodopera o di lavorazioni collaterali e accessorie alla costruzione completa di opere ed edifici. Cluster 3 - Piccola impresa che opera nella riqualificazione e recupero in conto proprio. Numerosita': 17.768.
Questo cluster riunisce imprese caratterizzate principalmente da piccola dimensione e dall'area di intervento costituita dalla riqualificazione e recupero di edifici privati di qualsiasi tipo.
La figura giuridica prevalente e' la ditta individuale e la modalita' operativa e' quella artigianale, entrambe indicate nel 63% dei casi.
Raramente queste imprese impiegano del personale dipendente; laddove presente (nel 20% dei casi) si tratta di un operaio generico.
Il ricorso a spazi destinati a magazzino ed ufficio non e' frequente (circa il 28% dei casi) e le superfici, complessivamente, non superano i 150 mq.
Anche le attrezzature impiegate sono poco numerose e di valore ridotto. La tipologia di attivita' quasi esclusiva e' la riqualificazione e recupero. Queste imprese realizzano il 73% della loro attivita' nella manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici privati; in tale campo di attivita' operano al di fuori dei meccanismi dell'appalto e del subappalto acquisendo i lavori prevalentemente in propria promozione. Cluster 4 - Impresa di media dimensione che opera in appalto per committenza prevalentemente privata. Numerosita': 10.051.
Le imprese che costituiscono il cluster operano nel 71% dei casi in forma di societa' (56% di persone, 15% di capitali) con un numero di soci prevalentemente occupati nell'attivita' pari a 2.
Diffusa la presenza di personale dipendente, soprattutto operaio, che nel complesso raggiunge le 4 unita'. Le superfici destinate all'attivita' ammontano a 240 mq di magazzino e 16 mq di ufficio.
Completa la struttura una buona dotazione di attrezzature: quelle con valore superiore ai 10 milioni sono 7 e tutte di proprieta'; gli autocarri sono 2 e ad essi si affianca un'autovettura.
La modalita' prevalente con cui queste imprese acquisiscono il lavoro e' l'appalto. I lavori vengono realizzati per committenti privati e consistono nella realizzazione di edifici ad uso abitativo (52%), non abitativo (12%), di interventi di riqualificazione e recupero (23%) e di lavori complementari (5%). Cluster 5 - Grande impresa che opera in appalto nei lavori pubblici. Numerosita': 378.
Il cluster e' contraddistinto da imprese di dimensione elevata che operano principalmente in appalto nei lavori pubblici.
La figura giuridica prevalente nell'82% dei casi e' la societa' di capitali coerentemente ai requisiti di natura economico-finanziaria e tecnica necessari per partecipare alle grandi gare pubbliche d'appalto. Talvolta operano in network con altre imprese partecipando a consorzi o raggruppamenti temporanei (in genere 2).
La struttura e' molto consistente, sia in termini di persone che di mezzi.
Il personale raggiunge le 17 unita' tra operai specializzati, generici e impiegati. Le superfici di cui dispongono ammontano a 705 mq di magazzini e 130 mq di ufficio. La presenza di 4 dipendenti inquadrati come impiegati ed uno come dirigente, l'utilizzo di ampi uffici e l'impiego di strumenti informatici (nel 65% dei casi) supportano l'attivita' di direzione tecnica ed amministrativa dei lavori.
Le attrezzature sono numerose (9 di valore superiore ai 10 milioni in proprieta' ed una in locazione) ed integrate da un livello molto elevato di spese per noli, soprattutto senza operatore (il 68% della spesa complessiva per noli). Utilizzano, poi, 4 autovetture, 3 autocarri e 2 veicoli per il trasporto promiscuo.
Con una percentuale di lavori svolti in appalto pari al 73%, queste imprese operano nel campo dei lavori pubblici per la costruzione di edifici (non abitativi) e opere infrastrutturali nonche' per la manutenzione, restauro e ristrutturazione degli stessi. Anche se in rare circostanze, la localizzazione delle attivita' puo' anche essere al di fuori dei confini nazionali. Cluster 6 - Piccola impresa che opera in appalto nella riqualificazione e recupero. Numerosita': 12.961.
Le imprese che costituiscono il cluster sono accomunate dalla realizzazione in appalto di interventi di riqualificazione e recupero.
La figura giuridica piu' diffusa (72%) e' la ditta individuale; nel 78% dei casi l'attivita' e' svolta in forma artigianale.
La struttura di cui dispone l'impresa e' ridotta: scarsa e' la presenza di personale dipendente (un operaio generico) e raro e' il ricorso a superfici per l'esercizio dell'attivita' (principalmente un piccolo magazzino). Le attrezzature utilizzate di valore superiore ai 10 milioni sono 2, tutte di proprieta', e minimo e' il ricorso al noleggio.
La modalita' quasi esclusiva con cui acquisiscono i lavori e' l'appalto (il 93%) per committenza privata. L'attivita' prevalente in cui operano (81%) e' quella della riqualificazione e recupero di edifici privati di qualsiasi tipo (sia abitativo che non) con interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione edilizia ed urbanistica. Cluster 7 - Piccola impresa che opera in appalto. Numerosita': 18.221.
Il cluster, il secondo per numerosita', raggruppa imprese caratterizzate dall'appalto quale modalita' operativa quasi esclusiva di acquisizione dei lavori (93%).
Le aree cui queste imprese indirizzano la loro attivita' sono quelle dei lavori pubblici (32%) e dell'edilizia abitativa privata (46%), in cui partecipano alla realizzazione di nuove costruzioni.
La struttura di cui queste imprese dispongono contribuisce a delineare piccole realta'. Il personale dipendente raggiunge l'unita', principalmente un operaio generico. Le superfici destinate all'attivita' sono raramente presenti (nel 39% dei casi utilizzano un piccolo ufficio, nel 24% un magazzino). Le attrezzature utilizzate sono scarse e di valore ridotto (solo 2 quelle di valore superiore ai 10 milioni) cui si aggiungono un'autovettura ed un autocarro. Cluster 8 - Impresa di gestione di lavori edili. Numerosita': 1.181.
Il cluster si caratterizza per la presenza di imprese con una struttura fortemente sbilanciata verso attivita' di tipo organizzativo/gestionale.
La figura giuridica prevalente e' quella della societa' di capitali (93%). Tra queste rivestono un ruolo importante consorzi e cooperative (31%) molte delle quali con un'ampia compagine societaria, tanto che sono 13 i soci con occupazione non prevalente nell'impresa.
Il personale dipendente raggiunge complessivamente le 4 unita' e si tratta soprattutto di qualifiche elevate (sono 2 gli addetti inquadrati come dirigenti o quadri).
Gli spazi destinati all'esercizio dell'attivita' sono principalmente rappresentati da un ufficio di 30 mq mentre scarso risulta l'utilizzo di aree destinate a magazzino.
Del resto, anche l'attrezzatura a disposizione di queste imprese risulta ridotta; elevato e' invece il ricorso al noleggio di attrezzatura sia con che senza l'operatore.
Il campo di attivita' prevalente di queste imprese e' quello dei lavori pubblici (45%) o della costruzione di nuovi edifici destinati ad uso abitativo privato (31%), acquisiti soprattutto con il meccanismo dell'appalto. Cluster 9 - Piccola impresa che opera nell'edilizia abitativa privata. Numerosita': 25.203.
Il cluster, il piu' numeroso, raggruppa le imprese che operano nell'edilizia abitativa privata.
Solo in piccola parte (il 27%) sono ditte individuali mentre piu' diffusa e' la forma societaria sia di persone (22%) che di capitali (in particolare le S.r.l. sono il 36%). Il numero di soci e' pari a 2. Non si rileva in maniera significativa, invece, la presenza di personale dipendente.
La presenza di un magazzino non e' diffusa mentre lo e' di piu' quella di un ufficio (il 45% delle imprese dispone di un ufficio di 27 mq).
Anche la dotazione di attrezzature e' scarsa: solo una quella di valore superiore a 10 milioni.
Il campo in cui queste imprese intervengono, in maniera quasi esclusiva (91%), e' quello della costruzione in proprio di edifici di tipo abitativo privato. Cluster 10 - Grande impresa di costruzioni con struttura rilevante. Numerosita': 447.
Il cluster riunisce un numero piuttosto esiguo di imprese di grandi dimensioni, con una consistente dotazione strutturale in termini di addetti, superfici e attrezzature.
La forma societaria (72% di capitali, 21% di persone) e' la piu' frequente, con un numero di soci pari a 3.
I dipendenti raggiungono le 26 unita'; 4 sono inquadrati come impiegati, gli altri come operai, soprattutto specializzati. Frequente lo svolgimento di funzioni direttive sia di tipo amministrativo che tecnico.
Sono quasi sempre presenti superfici sia destinate ad ufficio (176 mq) che a magazzino con ben 3.000 mq circa di sviluppo complessivo. I contratti di fornitura di energia elettrica attivi sono 5 a testimoniare l'elevato volume di attivita'.
Le attrezzature sono molto numerose e di valore elevato. Quelle di valore unitario superiore ai 10 milioni sono 20 di cui 2 in locazione. Numeroso anche il parco veicoli con 7 autocarri, 5 autovetture e 4 veicoli per uso promiscuo.
Con una simile struttura, i campi di attivita' di queste imprese sono ampi e variegati, non focalizzati su una specifica area di intervento ma diversificati sulla committenza (sia pubblica che privata) e sulle tipologie edilizie (edifici a destinazione abitativa e non, opere infrastrutturali). Cluster 11 - Impresa di costruzioni di medio-grande dimensione. Numerosita': 3.710.
La figura giuridica prevalente con cui queste imprese operano e' la forma societaria (78%), in particolare quella di capitali.
Il personale dipendente ammonta a 7 unita'; di questi, solo uno svolge mansioni impiegatizie mentre gli altri sono piu' direttamente produttivi (soprattutto operai specializzati).
Dispongono di un ufficio di circa 70 mq e nella meta' dei casi di un magazzino di oltre 700 mq.
Le attrezzature di valore unitario superiore a 10 milioni sono complessivamente 7; una di queste e' in locazione. Di qualche rilievo il ricorso al noleggio di attrezzature e macchinari sia con operatore che senza. Queste imprese, poi, si avvalgono di 2 autovetture, 2 autocarri e un veicolo per il trasporto promiscuo.
L'attivita' e' indirizzata per il 57% verso committenza privata (nuove costruzioni di tipo abitativo e non, riqualificazione e recupero) e per il 36% pubblica. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
- redditivita' = ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR) / [costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR)];
- rendimento per addetto = (redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi) / 1000} / numero addetti(4); dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + [(esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti)];
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5;
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 18 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quinto cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il sesto cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il settimo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per l'ottavo cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il nono cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il decimo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per l'undicesimo cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quinto cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il sesto cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il settimo cluster;
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per l'ottavo cluster;
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il nono cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il decimo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per l'undicesimo cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nelle funzioni di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 9.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nelle funzioni di ricavo:
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo del contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 9.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60, comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato: FC = 1 se costi = 0 FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi FC = 1 - (variazione rimanenze valutate a costo/Costi) dove: Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 9A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato da pag. 104 a pag. 106 del S.O. <----

Allegato 9.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuito per i quadri.
Numero delle giornate retribuito per gli impiegati.
Numero delle giornate retribuito per gli operai generici.
Numero delle giornate retribuite per gli operai specializzati.
Numero delle giornate retribuite dei dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti di formazione lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero dei collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa.
Numero dei collaboratori coordinati e continuativi diversi da quelli di cui al rigo A9.
Numero dei collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero dei familiari diversi da quelli di cui al rigo A11 che prestano attivita' nell'impresa.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo A13.
Numero soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero soci diversi da quelli di cui al rigo A15.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Potenza installata (kw).
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro C:
Petrolio e derivati (litri). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero di autocarri.
Numero di motocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': edilizia abitativa pubblica.
Tipologia dell'attivita': edilizia abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': edilizia non abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': lavori pubblici. Tipologia dell'attivita': interventi di riqualificazione e recupero (privati).
Tipologia dell'attivita': lavori complementari.
Modalita' di acquisizione dei lavori: in appalto.
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto.
Modalita' di acquisizione dei lavori: di propria promozione.
Altri elementi specifici: numero di partecipazioni in consorzi.
Altri elementi specifici: numero di partecipazioni in associazione temporanea d'impresa.
Altri elementi specifici: numero di contratti per fornitura energia elettrica.
Altri elementi specifici: percentuale dei ricavi conseguiti dalla vendita di immobili realizzati in anni precedenti.
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 250 fino a 1.000 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 1.000 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 250 fino a 1.000 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 1.000 (in locazione).
Spese per noli a freddo.
Spese per noli a caldo.
Funzioni di produzione: direzione amministrativa-finanziaria svolta in proprio (numero dipendenti).
Funzioni di produzione: direzione tecnica svolta in proprio (numero dipendenti).
Funzioni di produzione: direzione personale svolta in proprio (numero dipendenti).
Funzioni di produzione: direzione amministrativa-finanziaria (utilizzo strumenti informatici).
Funzioni di produzione: direzione tecnica (utilizzo strumenti informatici).
Funzioni di produzione: direzione personale (utilizzo strumenti informatici).
 
Allegato 10
SG71U
NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. Criteri per la costruzione dello studio di settore
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore.
Oggetto dello studio sono le attivita' economiche rispondenti ai codici ISTAT:
- 45.45.1 - Attivita' non specializzate di lavori edili;
- 45.45.2 - Altri lavori di completamento di edifici.
La finalita' perseguita e' di determinare un "ricavo potenziale" tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un'impresa.
A tale scopo, nell'ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell'espletamento dell'attivita'.
Al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto si e' progettato ed inviato ai contribuenti interessati un questionario per rilevare tali informazioni (il codice del questionario relativo allo studio in oggetto e' SG71).
Il numero dei questionari inviati e' stato pari a 73.377. I questionari restituiti sono stati 44.700, pari al 60,9% degli inviati.
Sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute.
Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, lo scarto di 4.096 questionari, pari al 9,2% dei questionari rientrati.
I principali motivi di scarto sono stati:
- presenza di attivita' secondarie con un'incidenza sui ricavi complessivi superiore al 20%;
- quadro G del questionario (elementi specifici dell'attivita') non compilato;
- quadro M del questionario (elementi contabili) non compilato;
- errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla localizzazione dell'attivita' (quadro G del questionario);
- errata compilazione delle percentuali relative alla modalita' di acquisizione dei lavori (quadro G del questionario);
- ricavi dichiarati, aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 59 e 60 del TUIR, maggiori di 10 miliardi di lire;.
- incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili contenuti nel questionario.
A seguito degli scarti effettuati, il numero dei questionari oggetto delle successive analisi e' risultato pari a 40.604. 1.1 Identificazione del gruppi omogenei
Per segmentare le imprese oggetto dell'analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si e' ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:
- una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si e' configurata come un'analisi fattoriale del tipo Analyse des donne'es e nella fattispecie come un'Analisi in Componenti Principali(1);
- un procedimento di Cluster Analysis(2).
L'utilizzo combinato delle due tecniche e' preferibile rispetto a un'applicazione diretta delle tecniche di clustering.
In effetti, tanto maggiore e' il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, tanto piu' complessa e meno precisa risulta l'operazione di clustering.
Per limitare l'impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e' stata effettuata a partire dai risultati dell'analisi fattoriale, basandosi quindi su di un numero ridotto di variabili (i fattori) che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.
In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l'omogeneita' dei gruppi deve essere interpretata, non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo.
Le variabili prese in esame nell'Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compone il questionario ad eccezione del quadro M che contiene i dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall'esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, alla localizzazione, alle diverse modalita' di espletamento dell'attivita', ecc.; tale caratterizzazione e' possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta' economiche e produttive di una impresa.
I fattori risultanti dall'Analisi in Componenti Principali vengono analizzati in termini di significativita' sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita' oggetto dello studio.
La Cluster Analysis ha consentito di identificare sette gruppi omogenei di imprese.
Nell'ambito dell'attivita' svolta dalle imprese appartenenti allo studio in oggetto, il principale elemento di differenziazione risulta essere quello della dimensione della struttura con cui operano. Il mercato e' caratterizzato dalla presenza preponderante dell'investitore pubblico; quote non trascurabili di attivita', tuttavia, sono riferibili anche a committenti privati. 1.2 Descrizione del gruppi omogenei
Di seguito vengono riportate le descrizioni di ciascuno dei gruppi omogenei (cluster). Cluster 1 - Piccola impresa che opera nell'ambito dell'edilizia privata. Numerosita': 8.302.
Il cluster raggruppa le imprese di piccole dimensioni che intervengono nell'ambito dell'edilizia abitativa privata di nuova costruzione con una media pari al 72% dei ricavi.
Si tratta di realta' che operano in forma artigianale (87% dei rispondenti) come ditte individuali (89% dei soggetti).
Non si rileva in maniera significativa, la presenza di personale dipendente, cosi' come non e' diffusa la dotazione di spazi sia all'aperto che al chiuso destinati a magazzino (limitati al 29% dei rispondenti per una media di 56 mq). Ridotta e' anche la dotazione di attrezzature e di mezzi di trasporto.
Le modalita' piu' diffuse di acquisizione dei lavori sono il subappalto e la propria promozione (in entrambi i casi indicati da circa il 45% dei rispondenti con una percentuale media sui ricavi totali di poco inferiore all'80%) cui si affiancano comunque realta' che ricorrono all'appalto.
La localizzazione di tali attivita' per macro aree territoriali non presenta variazioni rilevanti rispetto alla media di tutti i cluster. Cluter 2 - Piccola impresa che opera nell'ambito della riqualificazione e recupero. Numerosita': 19.506.
Il cluster, che riunisce un numero molto elevato di contribuenti, e' costituito da imprese di piccola dimensione, attive negli interventi di riqualificazione e recupero.
La figura giuridica piu' diffusa (91%) e' la ditta individuale; nell'88% dei casi l'attivita' e' svolta in forma artigianale.
Il cluster in esame si caratterizza per l'esiguita' della struttura sia in termini di risorse, di mezzi (veicoli e attrezzature) che di spazi. Questi ultimi, in particolare, sono limitati ai magazzini all'aperto e al chiuso (presenti solo nel 32% dei rispondenti con una media complessiva di 50 mq).
Raramente, inoltre, queste imprese impiegano del personale dipendente; infatti nella quasi totalita' dei casi opera solo il titolare.
La vocazione prevalente rivolta al recupero abitativo e' acquisita in massima parte tramite la promozione diretta (presente in oltre il 60% dei rispondenti con una media dei ricavi pari al 92%), ma non mancano casi di ricorso all'appalto e al subappalto.
La localizzazione per macro aree territoriali presenta valori complessivamente omogenei rispetto alla media dei cluster. Cluster 3 - Impresa che opera nell'ambito dei lavori pubblici. Numerosita': 1.526.
Il cluster e' contraddistinto da imprese di dimensione contenuta che operano per l'edilizia pubblica.
La figura giuridica prevalente nel 79% dei casi e' la ditta individuale, che, nonostante la natura degli interventi in ambito pubblico, va interpretata alla luce della tipologia di interventi, relativi cioe' a lavori di completamento, compresa la manutenzione, riqualificazione e recupero di edifici pubblici.
La struttura dei soggetti del cluster e' contenuta, sia in termini di persone e di spazi, che di mezzi.
Il numero di addetti medio e' pari a 2 unita'. Gli spazi destinati a magazzini (aperti e chiusi) ed a uffici sono presenti solo per un 1/3 dei rispondenti, e sono comunque di dimensioni contenute (132 mq di media per il totale dei magazzini e 24 mq per gli uffici).
Agli interventi di completamento e riqualificazione nell'ambito dei lavori pubblici (pari al 72% dei ricavi) si affiancano lavori destinati al privato sia per il rinnovo che, anche se in misura minore, per le opere di completamento di nuove costruzioni.
La forma prevalente di acquisizione dei lavori e' l'appalto (presente per il 69% dei soggetti con una media pari all'80% dei ricavi); rilevante anche il ricorso al subappalto.
La localizzazione delle attivita' in esame per macro aree territoriali evidenzia una netta prevalenza, rispetto alla media del settore in esame, di realta' che operano nel sud Italia e nelle isole (circa il 40% delle imprese del cluster). Cluster 4 - Impresa di media dimensione che opera prevalentemente nell'ambito di committenza privata. Numerosita': 3.152.
Questo cluster, che riunisce imprese di media dimensione, opera nell'ambito della committenza privata sia per edilizia di nuova costruzione, che per la riqualificazione ed il recupero.
Per cio' che riguarda la natura giuridica si tratta di imprese che agiscono sia come ditte individuali (circa il 51% dei soggetti) che come societa' in prevalenza di persone; l'attivita' viene svolta in forma artigianale per il 79% dei soggetti.
La struttura di tale cluster e' articolata, quanto agli spazi, in magazzini (266 mq di media per circa il 60% dei rispondenti) sia all'aperto che al chiuso, cui si affiancano, in taluni casi, anche uffici (una media di 27 mq per il 44% dei rispondenti) e, quanto al personale, in 4 addetti di media (titolare o soci coadiuvati nel 75% dei casi da 2-3 dipendenti).
Le attrezzature utilizzate, di valore compreso tra i 10 e i 50 milioni, sono significative rispetto alla media del settore.
Le aree d'intervento, in cui queste imprese svolgono la loro attivita', sono eterogenee ma rappresentate prevalentemente da interventi nell'ambito dei lavori di completamento rivolti al rinnovo cui seguono, sempre per cio' che riguarda il completamento di opere di nuova costruzione, gli interventi di edilizia abitativa privata. L'ambito di azione e' inoltre esteso ad altri lavori complementari di completamento e finitura di edifici, cosi' piu' genericamente indicati.
In prevalenza i soggetti che appartengono al cluster acquisiscono quasi i 2/3 dei ricavi con la modalita' dell'appalto e circa 1/2 dei ricavi con la modalita' della propria promozione.
La localizzazione per macro aree territoriali presenta valori in linea con le medie dei cluster. Cluster 5 - Grande impresa strutturata. Numerosita': 250.
Il cluster riunisce un numero contenuto di imprese che si caratterizzano per la grande dimensione ed un'elevata dotazione strutturale in termini di addetti, superfici e attrezzature.
Per cio' che riguarda la natura giuridica si tratta di imprese che agiscono nella maggioranza dei casi come societa' (81% dei soggetti), in prevalenza di capitali.
Il personale raggiunge le 11 unita'; con solitamente una prevalenza di operai specializzati rispetto a quelli generici.
Sono quasi sempre presenti superfici destinate ad ufficio (mediamente 84 mq) cui si affiancano (per il 72% dei rispondenti) magazzini con oltre 700 mq di sviluppo complessivo (considerando sia lo spazio aperto che quello chiuso).
I cantieri aperti sono in media 15 per quasi l'80% dei rispondenti a testimoniare, rispetto alla media complessiva dei cluster, un maggior volume di attivita' gestito.
Le attrezzature sono rilevanti rispetto agli altri gruppi: si tratta prevalentemente di beni in proprieta'; e' raro il ricorso alla locazione, rispetto a cui vengono preferite le spese per noli, sia con manovratore che senza. Presente anche un parco autoveicoli, pur se contenuto, caratterizzato da una media di 2 autoveicoli per trasporto promiscuo (presenti in oltre il 50% dei rispondenti), praticamente inesistenti negli altri cluster.
Con una simile struttura, all'attivita' di completamento e riqualificazione in ambito pubblico, affiancano interventi di riqualificazione e recupero destinati a committenza privata, ed anche a edilizia di nuova costruzione prevalentemente privata (sia abitativa che non).
La modalita' prevalente di acquisizione dei lavori e' l'appalto, pur essendo presenti casi sia di subappalto che di lavori acquisiti in conto proprio.
Si tratta di imprese distribuite in maniera omogenea su tutte le macro aree territoriali. Cluster 6 - Impresa di medio-grande dimensione. Numerosita': 339.
Questo cluster, che riunisce imprese di significativa dimensione, opera nell'ambito degli interventi di completamento sia rivolti alla riqualificazione e recupero privati che all'edilizia di nuova costruzione.
Le imprese che costituiscono il cluster operano nel 71% dei casi in forma di societa' (44% di persone, 27% di capitali) con un numero medio di soci prevalenti pari a 2.
L'attivita' dell'impresa e le sue dimensioni comportano un'articolazione della struttura testimoniata dagli ampi spazi destinati a magazzini (sia all'aperto che al chiuso) e ad uso ufficio.
A cio' si aggiunge l'articolazione del personale (9 unita' di media) e l'elevato numero di cantieri aperti (in media 30 per oltre l'85% dei rispondenti).
Le attrezzature impiegate per l'attivita' sono numerose e di valore: una ventina in media quelle in proprieta' e di valore unitario inferiore ai 10 milioni, cui si aggiungono inoltre beni in proprieta' di valore superiore.
Le aree d'intervento in cui queste imprese svolgono la loro attivita' sono eterogenee: alle opere di completamento per la riqualificazione e il recupero si aggiungono attivita' nell'ambito dell'edilizia privata sia abitativa che non ed altri lavori complementari di completamento e finitura di edifici.
La forma prevalente di acquisizione dei lavori (74% in media per il 77% dei rispondenti) e' l'appalto; significativa anche la realizzazione dei lavori in propria promozione.
Per cio' che riguarda la localizzazione, l'area Nord Est presenta un numero rilevante di tali imprese, rispetto alle medie complessive del settore. Cluster 7 - Piccola impresa che gestisce lavori in subappalto. Numerosita': 7.435.
Si tratta di piccole imprese (nel 83% dei casi di tipo artigianale) che operano prevalentemente nella forma di ditta individuale.
La struttura di questo modello organizzativo e' particolarmente ridotta in termini di personale dipendente, di superfici destinate all'esercizio dell'attivita', di attrezzature e mezzi di trasporto.
Il cluster si contraddistingue per la modalita' di acquisizione del lavoro, infatti mediamente il 73% dei ricavi totali e' realizzato in subappalto.
Queste realta' operano in campi abbastanza diversificati in maniera trasversale all'interno del comparto in esame, svolgendo un'attivita' di supporto ad altre imprese o a lavori di dimensioni maggiori o con gradi di specializzazione piu' profonda. Nel 28% dei casi, tuttavia, si riscontra una rilevante quota di attivita', pari al 68% del totale di ricavi, concessa ad altre imprese o affidata a soci terzi. Tale modalita' si puo' interpretare come prevalente attitudine alla gestione dei lavori edili piuttosto che alla mera esecuzione.
La localizzazione di tali attivita' per macro aree territoriali e' in linea con i valori medi del settore in esame. 1.3 Definizione della funzione di ricavo
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei e' necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all'andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e' ricorso alla Regressione Multipla(3).
La stima della "funzione di ricavo" e' stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
E' opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione si e' proceduto ad effettuare un'analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di "normalita' economica" nell'esercizio dell'attivita' e per scartare le imprese anomale; cio' si e' reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della "funzione di ricavo".
In particolare sono state escluse le imprese per cui risulta negativa la somma dei costi relativi al materiale impiegato e alla produzione di servizi.
Successivamente sono stati utilizzati degli indicatori economico-contabili specifici dell'attivita' in esame:
- redditivita' = ricavi + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR) / [costi annui + variazione delle rimanenze di prodotti finiti + variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR);
- rendimento per addetto = (redditivita' * costi annui) - (costo del materiale impiegato + costo per la produzione di servizi) / 1.000} / numero addetti(4); dove:
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, commi 1-4 del TUIR) = (rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR) - (esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR);
costi annui = costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + costo per la produzione di servizi + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per acquisti di servizi + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo + (esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti) - (rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - rimanenze finali relative a prodotti finiti);
variazione delle rimanenze di prodotti finiti = esistenze iniziali relative a prodotti finiti - rimanenze finali relative a prodotti finiti;
variazione delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale (art. 60, comma 5 del TUIR) = esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5, del TUIR - rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 60, comma 5;
numero addetti (ditte individuali) = 1 + numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai qualificati e specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa;
numero addetti (societa') = numero dirigenti + numero quadri + numero impiegati + numero operai generici + numero operai qualificati e specializzati + numero dipendenti a tempo parziale + numero apprendisti + numero assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attivita' prevalentemente nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa + numero soci con occupazione prevalente nell'impresa + numero amministratori non soci;
costo del materiale impiegato = esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale - esistenze iniziali relative a prodotti finiti + costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci - rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Per ogni gruppo omogeneo e' stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all'interno di un determinato intervallo per costituire il campione di riferimento.
Per l'indicatore redditivita' sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 20 ventile per il quinto cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il sesto cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il settimo cluster.
Per l'indicatore rendimento per addetto sono stati scelti i seguenti intervalli:
- dall'estremo superiore del 4 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il primo cluster;
- dall'estremo superiore del 5 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il secondo cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il terzo cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quarto cluster;
- dall'estremo superiore del 1 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il quinto cluster;
- dall'estremo superiore del 2 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il sesto cluster;
- dall'estremo superiore del 3 ventile all'estremo superiore del 19 ventile per il settimo cluster.
Cosi' individuato il campione di imprese di riferimento, si e' proceduto alla definizione della "funzione di ricavo" per ciascun gruppo omogeneo.
Per la determinazione della "funzione di ricavo" sono state utilizzate sia variabili contabili (quadro M del questionario) sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e' stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della "funzione di ricavo" si e' ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l'eventuale presenza di variabilita' legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita').
Affinche' il modello di regressione non risenta degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell'intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5.
Nella definizione della "funzione di ricavo" si e' tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell'attivita'.
A tale scopo si sono utilizzate le variabili del questionario relative alla "localizzazione dell'attivita'", applicandole, nella funzione di regressione, al logaritmo del "valore dei beni strumentali". Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente con la Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente del logaritmo di cui sopra nella definizione della funzione di ricavo.
Nell'allegato 10.A vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle "funzioni di ricavo".
In fase di applicazione dello studio di settore, affinche' la stima dei ricavi tenga conto dell'eventuale presenza di variazione di rimanenze valutate a costo(5), si utilizza un fattore correttivo FC(6) applicato al valore dichiarato delle seguenti variabili contabili presenti nella funzione di ricavo:
- costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato;
- spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa;
- spese per noli (somma di spese per noli a caldo e spese per noli a freddo). 2. Applicazione degli studi di settore all'universo del contribuenti
Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:
- l'Analisi Discriminante(7);
- la stima del ricavo di riferimento.
Nell'allegato 10.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell'Analisi Discriminante.
Non si e' proceduto nel modo standard di operare dell'Analisi Discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita'; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita' si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.
Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.
Tale ricavo e' dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo, calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell'impresa, ponderata con le relative probabilita' di appartenenza.
Anche l'intervallo di confidenza e' ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita' di appartenenza. Note
(1) L'Analisi in Componenti Principali e' una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili dette componenti principali tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie.
(2) La Cluster Analysis e' una tecnica statistica che, in base ai fattori dell'analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.
(3) La Regressione Multipla e' una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l'andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti relativamente alla loro significativita' statistica.
(4) Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all'anno in base alle giornate retribuite.
(5) La variazione delle rimanenze valutate a costo e' pari alla differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali relative ai prodotti finiti e alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale art. 60, comma 5.
(6) Il fattore correttivo FC viene cosi' determinato: FC = 1 se costi = 0 FC = 0 se variazione rimanenze valutate a costo > Costi FC = 1 - (variazione rimanenze valutate a costo/Costi) dove: Costi = costo per la produzione di servizi + costo del materiale impiegato + spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attivita' dell'impresa + spese per noli a caldo + spese per noli a freddo.
(7) L'Analisi Discriminante e' una tecnica che consente di associare ogni impresa ad uno dei gruppi omogenei individuati per la sua attivita', attraverso la definizione di una probabilita' di appartenenza a ciascuno dei gruppi stessi.

ALLEGATO 10A
VARIABILI E COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO
----> Vedere allegato a pag. 112 del S.O. <----

Allegato 10.B
ELENCO DELLE VARIABILI DELL'ANALISI DISCRIMINANTE Quadro A:
Numero delle giornate retribuite per i dirigenti.
Numero delle giornate retribuite per i quadri.
Numero delle giornate retribuite per gli impiegati.
Numero delle giornate retribuite per gli operai generici.
Numero delle giornate retribuite per gli operai qualificati e specializzati.
Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale.
Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti.
Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratti formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio.
Numero collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale.
Numero familiari diversi da quelli di cui al rigo A11 che prestano attivita' nell'impresa.
Numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa.
Numero associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo A13.
Numero soci con occupazione prevalente nell'impresa.
Numero soci diversi da quelli di cui al rigo A15.
Numero amministratori non soci. Quadro B:
Locali chiusi destinati a magazzino (mq).
Spazi all'aperto destinati a magazzino (mq).
Superficie uffici (mq). Quadro D:
Numero di autovetture.
Numero di autoveicoli per trasporto promiscuo.
Portata autocarri.
Numero di motocicli.
Numero di motoveicoli per trasporto promiscuo.
Numero di motocarri.
Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri. Quadro G:
Tipologia dell'attivita': interventi di completamento per l'edilizia abitativa pubblica.
Tipologia dell'attivita': interventi di completamento per l'edilizia abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': interventi di completamento per l'edilizia non abitativa privata (di nuova costruzione).
Tipologia dell'attivita': interventi di completamento e di riqualificazione nell'ambito dei lavori pubblici.
Tipologia dell'attivita': interventi di riqualificazione e recupero (privati).
Modalita' di acquisizione dei lavori: in subappalto e in affidamento.
Altri elementi specifici: numero di partecipazioni in associazione temporanea d'impresa.
Altri elementi specifici: numero di contratti per fornitura di energia elettrica.
Altri elementi specifici: numero di cantieri aperti.
Modalita' di esecuzione dei lavori: in appalto, in subappalto e/o in affidamento a soci.
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): da 1 fino a 10 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): da 1 fino a 10 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 10 fino a 50 (in locazione).
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in proprieta').
Attrezzature di cantiere (valore in milioni di lire): oltre 50 fino a 250 (in locazione).
Spese per noli a caldo.
Spese per noli a freddo.
 
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